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Un complotto per eliminare un pm scomodo

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Mercoledì 3 Dicembre 2008 – 17:36 – Michele Mendolicchio stampa
Un complotto per eliminare un pm scomodo



Si scopron le tombe… sul caso De Magistris. Difatti, la procura di Salerno ha inviato avvisi di garanzia, a pioggia, nei confronti dei magistrati di Catanzaro e imprenditori colpevoli di presunto complotto nei confronti dell’ex pm De Magistris. Si tratta di una vera e propria bomba giudiziaria, anche se scoppiata in ritardo visto che il giudice catanzarese coraggioso è stato trasferito recentemente alla procura di Napoli, dopo un lungo processo inquisitorio nei suoi confronti da parte del Csm. Secondo l’accusa dei giudici di Salerno nella procura di Catanzaro ci sarebbe stato una sorta di complotto nei confronti del collega troppo indipendente e troppo intraprendente. Ovviamente il caso più clamoroso delle sue inchieste si verificò allorché l’ex pm coraggioso osò mettere nel registro degli indagati l’allora presidente del Consiglio Prodi e l’allora ministro della Giustizia Mastella. Ci riferiamo all’inchiesta Why not che portò nell’estate del 2007 ai clamorosi avvisi di garanzia nei confronti dei due esponenti del governo di centrosinistra.
Poi, ovviamente, partì la campagna di delegittimazione del magistrato coraggioso, fino a farlo processare dal Csm. Ricordiamo poi la decisione dell’allora procuratore generale reggente di Catanzaro, Dolcino Favi che avocò a sé l’inchiesta per presunta incompatibilità del pm De Magistris. Non ci fu verso neanche di fronte ai giudici con l’ermellino: la Cassazione confermò l’impianto accusatorio e così il povero giudice coraggioso fu messo fuori gioco. Ma veniamo ai clamorosi sviluppi dell’inchiesta della procura di Salerno, dopo più di un anno di indagini. Gli avvisi di garanzia ai magistrati catanzaresi sono la chiara testimonianza della bontà delle tesi dell’ex pm rimosso dopo un lungo linciaggio mediatico, giudiziario e politico.
I fascicoli riguardanti il comportamento assunto dai capi della procura catanzarese nella sottrazione illegittima delle inchieste aperte da De Magistris sono diversi. E confermano che l’eliminazione del pm non fu dettata dalla volontà di mettere la camicia di forza ad un pm impazzito ma… dettata da un piano strategico. Casus belli le inchieste aperte da De Magistris che secondo gli inquirenti della procura di Salerno sarebbero avvenute attraverso gravi abusi e illeciti dei capi togati catanzaresi. Perquisizioni e sequestri sono ancora in corso da parte dei carabinieri del nucleo investigativo dei carabinieri di Salerno nonché dei poliziotti della Digos e potrebbero presto aggravare la posizione di diversi colleghi dell’ex pm fatto passare per pazzo. Stessa sorte o anche peggio è toccata alla collega milanese, il gip Clementina Forleo colpevole di aver posto sotto accusa i totem dell’ex Quercia D’Alema e Fassino oltrechè Latorre. “Chi tocca i fili muore”, aveva detto il gip coraggioso e così è stato. D’Alema è risultato un semplice tifoso delle scalate Unipol dell’amico Consorte mentre la Forleo è stata trasferita e ridimensionata dopo un lungo processo da parte del Csm.
Secondo alcuni consiglieri dell’organo dei giudici che l’ha processata si trattava di una pazza. Ora, tornando al caso De Magistris, speriamo proprio che i magistrati della procura di Salerno riescano a mettere con le spalle al muro gli organizzatori del complotto per eliminare un giudice scomodo.

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