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Analisi
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Sacconi e Brunetta: attacco allo stato sociale e ai lavoratori

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Giovedì 24 Luglio 2008 – 12:33 – F. Dal Cortivo stampa



Il recente decreto legge nr. 112 emanato dal governo il 25 giugno scorso, riguardante la manovra correttiva del bilancio dello Stato per il triennio 2009/2011, ci costringe a lanciare l’allarme sociale ed indicare in questo esecutivo il nuovo nemico dei lavoratori italiani.
Con il provvedimento legislativo ora in discussione, infatti, sono state prese decisioni che mettono a rischio la possibilità di continuare a mantenere livelli accettabili di tutela per gli italiani.
La solita propaganda della necessità di rimettere mano al welfare e alle politiche del lavoro questa volta non ha suonato invano. Molti si aspettavano, sbagliando, che Brunetta e Sacconi, i due padroni delle ferriere devoti a Confindustria, non sarebbero andati fino in fondo nella realizzazione di quanto ripetutamente, e con roboanti dichiarazioni, annunciato dal giorno stesso dell’insediamento del nuovo esecutivo. Ma si sbagliavano!
Tra il Dpef e il decreto fiscale (D.L.112/08) si sono realizzate quasi tutte le trasformazioni in peggio e come spesso accade in Italia, quando si tratta di materie importanti e con maggior impatto sulla gente, si è usato il decreto legge 112-08, operativo già dal 26 giugno, anche se dovranno passare 60 giorni prima di tramutarlo in legge.
Si riconferma la parte peggiore della legge 30 Maroni-Biagi. I contratti a tempo determinato vengono consentiti anche se riferiti all’attività ordinaria dell’impresa; si introduce la possibilità di deroga alla durata del contratto a tempo determinato, attualmente stabilita in 36 mesi se concordata in sede di contratto nazionale, territoriale e finanche aziendale, facendo venire meno l’obbligo della trasformazione a tempo indeterminato dopo i 36 mesi…..
Viene reintrodotto il “lavoro a chiamata ed il contratto week end” per prestazioni occasionali in vari campi e si ampliano le tipologie degli stessi. Si elimina la durata minima dei contratti di apprendistato professionalizzante, finora fissata in due anni, ma rimane la massima pari a sei anni.
La formazione, che è stato l’alibi dei padroni per godere di mano d’opera a più basso costo, non è più soggetta a regolamentazione regionale, ma solo all’accordo tra le parti, sindacati ed imprese, a qualsiasi livello anche aziendale. L’apprendistato professionalizzante viene esteso anche ai dottorati di ricerca (sic!). Vengono eliminati molti obblighi relativi all’assunzione degli apprendisti e come d’incanto: scompare qualsiasi controllo, cadono di fatto gli obblighi alla formazione per un apprendistato che può durare anche sei anni, lo stesso tempo necessario per diventare ingegneri, medici o architetti! Si capisce bene come il fine ultimo di queste misure sia quello di dare alle imprese mano libera nello sfruttamento dei lavoratori ed agevolare anche l’assunzione di manodopera straniera, incline a soddisfare qualsiasi richiesta. Sono dunque pesantissime le ricadute sulle tutele del lavoro e per i lavoratori che ridisegnano, senza cercare nemmeno alcun consenso sociale, tutte le politiche sociali e del lavoro in Italia.
Privatizzazioni - queste ultime sulla scia dei precedenti governi che hanno svenduto gran parte dei settori strategici nazionali - esternalizzazioni, reintroduzione dei peggiori articoli della legge 30, sviluppo selvaggio del precariato e fine di ogni speranza per le centinaia di migliaia di giovani precari che mandano avanti la pubblica amministrazione, riduzione consistente degli stipendi attraverso un ridisegno delle parti variabili del salario che già oggi interessano oltre il 30 % della busta paga…ecc.ecc.
A decorrere dal I gennaio 2009 viene abolito ogni limite al divieto di cumulo tra redditi da lavoro, di qualsiasi tipo, e pensioni, anche quelle conseguite con il sistema contributivo in via anticipata rispetto ai 65 anni per gli uomini e 60 per le donne.
Scompare così la possibilità per moltissimi giovani e disoccupati di accedere al mondo del lavoro.
Per i primi 10 giorni di malattia i dipendenti pubblici riceveranno il solo stipendio tabellare al netto delle indennità e trattamenti accessori, una vergogna senza precedenti, perché gli strumenti di controllo sullo stato di malattia già esistono, basta solo applicarli.
Le assenze superiori a 10 giorni dovranno essere certificate da una struttura pubblica e le visite mediche di controllo, per le quali si allunga all’intera giornata la fascia di reperibilità (costringendo così lavoratori ammalati a restare segregati in casa senza poter nemmeno adempiere alle incombenze vitali, come fare la spesa o andare dal proprio medico), saranno effettuate anche nei giorni festivi e non lavorativi, anche se si trattasse di un solo giorno di assenza.
Entro il 31 ottobre 2008 gli enti pubblici saranno obbligati a ridurre gli organici nella misura del 10% della spesa per il personale, del 15 e 20% per i dirigenti generali e di livello non generale. Una manovra, che colpisce solo qualche obiettivo, perché con la scusa di limitare al massimo l’assenteismo, si spara nel mucchio senza colpire i “privilegiati”. La pubblica amministrazione avrà anche dei difetti, che giustamente vanno eliminati, ma non siamo d’accordo con la sua graduale privatizzazione, se non totale, almeno sulla carta, con obiettivi economico commerciali da raggiungere neanche fosse una banca, ma sempre però con lo stesso misero stipendio, lo stesso che poi alla fine costringe qualcuno a fare il doppio lavoro per arrivare almeno alla terza settimana del mese. Al ministro Brunetta e a questo governo liberale, non passa nemmeno per la testa di colpire, con una bella imposta, i miliardari dello sport, quelli che poi evadono per milioni di euro; non si cerca nemmeno di porre un freno al rialzo dei prezzi del carburante, dei servizi in generale che strangolano oramai le famiglie anche del ceto medio. Nessuna politica seria per la casa viene portata avanti, e da quando è stato abolito l’equo canone i prezzi degli affitti sono schizzati alle stelle, costringendo i più ad indebitarsi con le banche per avere un mutuo. Gli stipendi dei super manager e burocrati invece sono aumentati. Mario Draghi porta a casa qualcosa come 450.000 euro all’anno, il capo della Polizia oltre 600.000, il segretario della Camera 485.000, Ilda Bocassini 176.000; senza dimenticare i privilegi e gli emolumenti dei politici, che oltre all’incompetenza cronica, che fa ridere tutta Europa e non solo, hanno anche la spocchia di voler indicare chi sono i fannulloni, come se in Parlamento lor signori lavorassero come in una fabbrica di fine “800.
L’autorevolezza e la moralità di uno Stato e di chi lo governa, si vede anche dal grado di giustizia sociale che vi è in esso e dagli atti che compie per arrivarci. Pur sforzandoci non vediamo nulla.
Nome Società Div. Data Rendimento
TFR netto 3.11
Bilanciato Alifond EUR 31/12/2007 2.63
Bilanciato Prudente Arco EUR 31/12/2007 2.00
Astri Astri EUR 31/12/2007 3.94
Bilanciato Byblos EUR 31/12/2007 1.88
Monetario plus Cometa EUR 31/12/2007 2.34
Sicurezza Cometa EUR 31/12/2007 2.83
Reddito Cometa EUR 31/12/2007 2.62
Crescita Cometa EUR 31/12/2007 0.89
Bilanciato Concreto EUR 31/12/2007 0.92
Sicurezza Cooperlavoro EUR 31/12/2007 2.76
Bilanciato Cooperlavoro EUR 31/12/2007 2.25
Dinamico Cooperlavoro EUR 31/12/2007 2.79
Bilanciato Eurofer EUR 31/12/2007 1.73
Garantito Eurofer EUR 31/12/2007 -
Bilanciato Filcoop EUR 31/12/2007 3.38
Moneta Fonchim EUR 31/12/2007 1.37
Stabilità Fonchim EUR 31/12/2007 3.10
Crescita Fonchim EUR 31/12/2007 2.71
Prudente Fondapi EUR 31/12/2007 2.47
Liquidità Fondav EUR 31/12/2007 3.16
Protezione Fondav EUR 31/12/2007 1.56
Equilibrio Fondav EUR 31/12/2007 -0.42
Crescita Fondav EUR 31/12/2007 -2.08
Conservativo Fondenergia EUR 31/12/2007 3.58
Bilanciato Fondenergia EUR 31/12/2007 1.97
Dinamico Fondenergia EUR 31/12/2007 3.14
Scudo Fondodentisti EUR 31/12/2007 1.78
Progressione Fondodentisti EUR 31/12/2007 -0.13
Espansione Fondodentisti EUR 31/12/2007 -0.69
Bilanciato Fondo Poste EUR 31/12/2007 3.06
Bilanciato Fonte EUR 31/12/2007 2.20
Monetario Fopen EUR 31/12/2007 1.71
Obbligazionario Fopen EUR 31/12/2007 0.89
Bilanciato obbligazionario Fopen EUR 31/12/2007 0.69
Bilanciato Fopen EUR 31/12/2007 2.47
Prevalentemente azionario Fopen EUR 31/12/2007 2.18
Conservativo Gommaplastica EUR 31/12/2007 1.28
Bilanciato Gommaplastica EUR 31/12/2007 1.37
Dinamico Gommaplastica EUR 31/12/2007 0.34
Bilanciato Marcopolo EUR 31/12/2007 3.03
Bilanciato Mediafond EUR 31/12/2007 2.97
Conservativo Pegaso EUR 31/12/2007 3.24
Bilanciato Pegaso EUR 31/12/2007 1.81
Dinamico Pegaso EUR 31/12/2007 1.10
Bilanciato/Crescita Prevaer EUR 31/12/2007 -
Prudenza Prevaer EUR 31/12/2007 -
Dinamico Prevaer EUR 31/12/2007 -
Garanzia Prevaer EUR 31/12/2007 -
Bilanciato Prevedi EUR 31/12/2007 1.79
Bilanciato Previambiente EUR 31/12/2007 0.82
Bilanciato Previcooper EUR 31/12/2007 1.31
Dinamico Previcooper EUR 31/12/2007 0.77
Sicuro Previcooper EUR 31/12/2007 2.73
Bilanciato Previmoda EUR 31/12/2007 1.96
Obbl. a breve (1) Previvolo EUR 31/12/2007 3.26
Obbligazionario (2) Previvolo EUR 31/12/2007 3.80
Bilanciato (3) Previvolo EUR 31/12/2007 0.59
Azionario (4) Previvolo EUR 31/12/2007 0.70
Bilanciato/Sviluppo Priamo EUR 31/12/2007 2.71
Garantito/Protezione Priamo EUR 31/12/2007 -
Garantito
EX OBBLIGAZIONARIO Quadri e Capi Fiat EUR 31/12/2007 2.60
Bilanciato obbligazionario Quadri e Capi Fiat EUR 31/12/2007 2.49
Bilanciato azionario Quadri e Capi Fiat EUR 31/12/2007 0.68
Prudente Solidarietà Veneto EUR 31/12/2007 2.94
Reddito Solidarietà Veneto EUR 31/12/2007 3.63
Dinamico Solidarietà Veneto EUR 31/12/2007 -0.32
Conservativo Telemaco EUR 31/12/2007 0.69
Prudente Telemaco EUR 31/12/2007 0.13
Bilanciato Telemaco EUR 31/12/2007 -0.08
Crescita Telemaco EUR 31/12/2007 1.27

CUB Ve v. Camporese 118, 30173 Mestre tel/fax 041531250 luglio 2008

TFR AVEVAMO RAGIONE NOI… Ascoltarci conviene
… e questo lo può testimoniare quell’84,8 % di lavoratori che, anche grazie alla nostra campagna di informazione, non ha ceduto alla tentazione, pur fortemente sponsorizzata e pubblicizzata da governo, confindustria e CGIL CISL UIL, di conferire il proprio TFR ai fondi pensione. I dati ufficiali dei rendimenti riferiti al 2007 rendono molto bene l’idea della magra figura rimediata ed evidenzia come il TFR tenuto dal lavoratore in azienda renda di più di quello versato sul fondo previdenziale integrativo. Infatti il tasso di rivalutazione del TFR per il 2007 ammonta al 3,11% netto: una percentuale superiore al rendimento di quasi tutti i fondi pensione. Nella tabella sotto sono indicati in VERDE i fondi integrativi che hanno superato (di poco in realtà) il rendimento del TFR, in NERO quelli rimasti al di sotto, in ROSSO quelli che hanno perso perfino il capitale investito. Questi dati segnano un inequivocabile sconfitta del disegno di CGIL, CISL e UIL, da rendere ancora più netta nel momento in cui verrà chiesto anche ai lavoratori del Pubblico Impiego di optare tra TFS e fondi pensione. In VIOLA abbiamo indicato i fondi integrativi EUROFER dei ferrovieri, PRIAMO autoferrotranviari, PREVAER degli aeroportuali. Come si può verificare dalla tabella allegata (Fonte Covip) il fondo integrativo dei ferrovieri EUROFER al 31/12/2007 Bilanciato ha reso l’1.73 quindi – 1.38 rispetto al rendimento del TFR e per il Garantito i dati del rendimento non sono disponibili; il fondo integrativo degli autoferrotranvieri PRIAMO al 31/12/2007 Bilanciato/Sviluppo ha reso il 2.71 quindi – 0.40 rispetto al rendimento del TFR e per il Garantito/Protezione i dati del rendimento non sono disponibili; il fondo integrativo degli aeroportuali PREVAER Bilanciato/Crescita, Prudenza, Dinamico e Garanzia i dati del rendimento non sono disponibili. Quindi rivendichiamo la necessità di rilanciare l’iniziativa per la DIFESA della pensione pubblica, per continuare a dire NO allo scippo del TFR e invitiamo tutti i nuovi assunti a continuare a fare la scelta di tenere il proprio TFR in azienda !!!!

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