Un treno carico di risate è in transito, fino al 31 dicembre, al Teatro Testaccio di Roma. La compagnia teatrale Bona la prima gioca infatti in casa e porta in scena Punto e... a capo (già e poi gli dirò), la nuova spassossima commedia scritta e diretta da Marco Falaguasta (foto), autore/attore la cui fantasia appare inesauribile. Ai quattro storici componenti della compagnia, oltre al regista Piero Scornavacchi, Marco Fiorini, Danilo De Santis, Vasco Montez, volto femminile nell’occasione è quello di Melania Maccaferri, già collega di Falagusta nella soap opera tricolore “Cento vetrine”. Scena dell’azione lo scompartimento di un treno che in partenza dalla Capitale conclude il suo viaggio in Svizzera, a Zurigo. Qui si incontrano quattro uomini ed una donna, ognuno in viaggio per un motivo diverso. Grazia sta andando a lasciare il suo storico e ormai prevedibile fidanzato, Punto è atteso dal suo capo per un importante colloquio di lavoro, Antonio è appena diventato papà e va a conoscere il figlio, Paolo è monaco zen, mentre l’ultimo occupante della vettura è un personaggio misterioso che sembra non voler interagire troppo con i vicini ma che alla fine si lascerà contagiare dal loro entusiasmo. Un po’ per l’invadenza dei compagni d’avventura, un po’ per la necessità di sfogarsi e raccontare si apre quindi agli altri confrontandosi così con loro e promettendosi a vicenda che il futuro sarà diverso. A questa combriccola, invitato ma non troppo si aggiunge poi il capotreno; un ex aspirante musicista ormai prossimo alla pensione che non hai mai smesso di pensare a come sarebbe stata la sua vita se anziché vincere il concorso delle Ferrovie dello fosse andato in America ad inseguire il suo sogno. La divisione in due atti dell’opera non appare casuale visto che la pausa segna una netta cesura tra la prima parte, dove a farla da padrona è la classica comicità della compagna che non potrà non travolgere lo spettatore anche il più esigente, mentre la seconda metà si fa più intimista e la malinconia prende il sopravvento. Commedia agro dolce in cui l’autore ha voluto evidenziare la costante volontà di cambiare insita in ognuno di noi, speranza che poi si infrange contro una realtà che alla fine ha sempre il sopravvento e che rimane praticamente immutabile nonostante i tanti buoni propositi che si fanno. Da segnalare anche la vera e propria dissacrazione che l’autore fa della favola di Cenerentola, ora dipinta come una vera e propria arrivista e nulla più, con tanto di finale della storia non più a lieto fine ma perfettamente in linea con i tempi, lei ed il principe hanno divorziato ed ora lei vive a palazzo percependo un ricco mantenimento mensile. In un cast molto preparato e ben coeso appare doveroso segnalare l’interpretazione di Piero Scornavacchi, alias Punto, vero e proprio mattatore dello spettacolo che dotato di una mimica travolgente riesce a strappare un sorriso allo spettatore praticamente dopo ogni battuta. Punto e…a capo, una commedia briosa e malinconica che non può non essere vista da chi è in cerca di una serata allegra e frizzante da poter poi raccontare con il sorriso sulle labbra a parenti ed amici.
In scena al teatro Testaccio, Via Romolo Gessi 8, fino al 31 dicembre. Orario spettacoli: dal martedì al sabato ore 21 domenica e festivi ore 18 (24 e 25 dicembre riposo). Biglietti: dal martedì al giovedì euro 10, cral euro 6, e per le prime 5 persone che chiameranno dalle 13 alle 14 biglietto a 1 euro, dal venerdì alla domenica euro 14.
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