La crescita dei prezzi al consumo continua la sua corsa verso l’alto. Secondo le statistiche dell’Eurostat, l’inflazione dell’Eurozona di giugno è ulteriormente salita, toccando quota 4%. È la prima stima flash diffusa dall’ufficio statistico della Commissione europea che ufficializzerà il risultato definitivo il prossimo 16 luglio. Forte progressione anche nel resto del mondo industrializzato: nell’area Ocse, l’inflazione ha toccato il 3,9%, il massimo dal 2001. Il commissario agli Affari economici e Monetari, Joaquin Almunia, ha espresso “profonda preoccupazione” per i livelli record dell’inflazione della zona Euro diffuse in via preliminare dell’Eurostat. “Il dato dell’inflazione - ha la portavoce del commissario spagnolo Torres - continua a salire, e a giugno è stato più alto del dato di maggio, che già era molto superiore a quanto potevamo auspicare. Questo tasso di inflazione è ormai così alto da creare disagi, non solo per l’Eurozona, ma anche per l’Ue nel suo complesso”. A soffrire della crescita esponenziale dei prezzi attuale è però tutto il mondo. Le stime dell’Ocse, l’Organizzazione per la cooperazione lo sviluppo economico, ha infatti evidenziato una tendenza simile per tutti i maggiori Paesi industrializzati. I prezzi al consumo nell’area presa in considerazione dal rapporto dell’organizzazione internazionale, hanno registrato un’accelerazione a maggio al 3,9% annuo dal 3,5% di aprile: una presa di velocità che non si vedeva da oltre sette anni. Su base mensile, l’inflazione è stata dello 0,7%, più dello 0,5% registrato nel mese precedente. A fare da propellente sono state le componenti energetiche, con un incremento del 14,6% annuo, dopo il 12,4% in aprile, e quelle alimentari, rispettivamente cresciute del 6,1% annuale e del 5,7% in aprile. Escluse queste due voci l’inflazione di maggio è pari al 2,1%, ovvero un livello pressoché normale. Nell’Eurozona, secondo quanto ha reso noto l’Ocse, l’inflazione armonizzata si è attestata in maggio sul 3,7% tendenziale, in netta accelerazione dal 3,3% registrato nel mese precedente. Su base mensile è stato osservato un raddoppio della velocità del trend di fondo: +0,6% in maggio dopo lo 0,3% visto nel mese precedente. Se dall’indice “Hicp” vengono escluse le componenti più volatili, ovvero l’energia e gli alimentari, l’inflazione di maggio risulta pari all’1,7%. Il movimento rialzista, secondo le tabelle fornite dall’Ocse, è generalizzato. Negli Stati Uniti l’indice che misura l’andamento dei prezzi al consumo in maggio si è attestato sul 4,2%, in Giappone sull’1,3%, in Italia sul 3,6%, in Francia e Gran Bretagna sul 3,3%, in Germania sul 3% e in Canada sul 2,2%. La crescita dei prezzi al consumo non da dunque cenno di tregua. Anzi, continuerà a salire almeno fino alla fin dell’anno. “Nel corso del 2008 l’inflazione media sarà più alta di quanto previsto la scorsa primavera”, ha affermato Almunia. Nel secondo trimestre “il livello medio è sopra a quello delle previsioni di primavera - ha aggiunto - si prevede che questa evoluzione continuerà nei prossimi mesi sugli stessi livelli”. Giovedì prossimo sarà la Banca centrale europea a dover dare il suo verdetto sull’inflazione. La possibilità di un rialzo dei tassi, anche se auspicato da pochi, è sempre più concreto. Stringere il costo del denaro rischia però di far entrare il Vecchio Continente, ma anche il resto del mondo, una spirale inflazionista ancora più forte, considerando un molto probabile ulteriore deprezzamento del dollaro ed un nuovo conseguente rialzo del prezzo del barile. Francoforte dovrà dunque agire con cautela, cercando di individuare quale sia il vero problema alla base della crescita dei prezzi, senza cedere a pressioni interne o esterne e, soprattutto, pensando ai cittadini europei.
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