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Made in Italy: Urso ancora in missione in Cina

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Martedì 2 Dicembre 2008 – 14:44 – Sabrina Lauricella stampa
Made in Italy: Urso ancora in missione in Cina

L’Italia punta sempre di più sulla Cina. È partita ieri la missione in Cina del sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega al Commercio Estero, Adolfo Urso, come al solito accompagnato da una nutrita schiera di industriali e imprenditori dello stivale. Tra gli obiettivi dell’iniziativa, che vedrà il sottosegretario fare tappa a Pechino ed a Shanghai, spingere il made in Italy in un Paese che ha visto nel 2006 un aumento del 30% dell’export agroalimentare dello Stivale, con un volume complessivo di ben 70 milioni di euro, e più in generale nei primi nove mesi del 2008 un aumento del 3,7% dell’export totale della Penisola verso il Drago cinese, ma anche spingere lo sviluppo delle banche nella sistema economico cinese. “Intendiamo rafforzare la partnership con la Cina - ha detto ieri Urso inaugurando la missione - dove oggi esportiamo per oltre il 40% macchine e apparecchi meccanici e per l’11% tessile, abbigliamento e calzature. Pechino e Roma si sono impegnati a sviluppare ogni possibile forma di collaborazione nei settori dell’ambiente, dell’energia, delle costruzioni e della tutela della proprietà intellettuale. Sono certo che dai lavori della Commissione Mista tra i due governi potranno nascere progetti che rafforzeranno l’Italia in Cina e la Cina in Italia”.
Il Paese asiatico, però, è anche un importante fornitore dell’Italia: dopo l’aumento del 5,4% registrato nei primi nove mesi dell’anno, la Cina è diventata il terzo fornitore italiano dopo Germania e Francia, con la conseguenza - non proprio positiva - di far registrare al nostro Paese un disavanzo crescente della bilancia commerciale, che ha toccato nel 2007 il valore record di 15,4 miliardi di euro. Tale problema può essere compensato solo con un forte incremento dell’export nel Gigante asiatico, obiettivo perseguito appunto dai diversi governi italiani con una forte opera di promozione delle imprese e dei prodotti italiani in Cina. È notizia di ieri, però, che l’economia cinese ha subito una nuova contrazione. A novembre, l’indice di produzione delle Pmi manifatturiero è sceso a un minimo storico, passando dal 44,6 di ottobre a 38,8 del mese scorso. Come ha sottolineato la China Federation of Logistics and Purchasing, tale indice è in continuo calo dal giugno scorso e a pesare è soprattutto il crollo dei nuovi ordini dall’estero, colpiti dal rallentamento internazionale. Non è da escludere dunque che le anche imprese nostrane, presto o tardi, finiscano vittime del rallentamento generale: anche la Cina sarà infatti presto costretta a ridurre il suo import, riducendo anche quello italiano.

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