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Agricoltura: Zaia prometta un autunno caldo a difesa del "made in Italy"

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Venerdi 5 Settembre 2008 – 15:33 – Diana Pugliese stampa
Agricoltura: Zaia prometta un autunno caldo a difesa del

Sul fronte dell’agricoltura, l’autunno europeo “sarà caldo”, parola di Luca Zaia. “Abbiamo il dovere di salvare l’agricoltura italiana - ha affermato ieri ad Udine il ministro delle Politiche agricole, alimentari e forestali. “Siamo in battaglia - ha aggiunto - e faremo valere i nostri voti e tutto il peso derivante dall’essere uno Stato membro e fondatore della Ue”. Una dichiarazione di guerra pronunciata da un esponente combattivo ma soprattutto competente, deciso a non mollare e - finalmente! - a difendere gli interessi del BelPaese nel settore, distrutto dalla fallimentare politica Ue attuata per anni. Intervenendo a Fauglis di Gonars, in occasione della visita ad una piccola azienda zootecnica che trasforma i prodotti lattiero-caseari e fa vendita diretta, il ministro della Lega non si è però limitato a leggere nella ‘sfera di cristallo’, denunciando senza mezzi termini le incoerenze dei rapporti tra l’Italia e gli Stati membri. “Il modello agricolo italiano - ha spiegato - è penalizzato dalle politiche europee. L’Europa ci aveva relegato in un angolo del tavolo, chiedendoci di essere sempre d’accordo”. Ma, ha ricordato, “noi non siamo d’accordo”. “Questa Europa - ha continuato l’enfant prodige del Carroccio a Treviso, come lo ha definito il quotidiano “Repubblica”, - è una matrigna che ha fallito la programmazione della politica agricola comune e che a noi, che della qualità abbiamo fatto la nostra bandiera, non ha mai fatto sconti”. E in effetti, gli esempi non mancano, come ben sa il ministro leghista: dalla cancellazione della maggiore coltura estensiva nostrana, la barbabietola, alle quote latte, fino alle misure contenute nella Ocm vino che, ha ricordato, “eliminerebbero le denominazioni d’origine, dietro ognuna delle quali c’è la storia di un territorio, perché produrre vino significa fare impresa e far crescere l’economia ma anche conservare identità, storia e tradizione della propria terra”.
Da sempre impegnato nell’agricoltura, insomma, il quarantenne Zaia continua a dimostrare di sapere il fatto suo e di non voler scendere a patti con i colleghi Ue. Né con gli speculatori, ritenuti dall’esponente del governo i principali responsabili del carovita. Contro i rincari, ha detto il ministro, “è indispensabile, in un mercato sempre più vasto, avviare un grande processo di riforma del consumo, sensibilizzando i cittadini-consumatori e dando loro gli strumenti necessari a fare scelte d’acquisto consapevoli” ma anche coinvolgere i commercianti, “primi alleati nella vendita dei prodotti Made in Italy”, e la grande distribuzione. I consumatori, invece, chiedano “prodotti sicuri, di stagione, del vostro territorio”, ha concluso, invitandoli quella che ha tutta l’aria di un sorta di rivoluzione dal basso.
Staremo a vedere se il ministro avrà davvero la forza di imporre a Bruxelles una politica in grado di restituire alla nostra agricoltura il ruolo e la dignità che merita, sperando che non sia già troppo tardi.

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