E’ bastata una sola operazione di polizia, finalmente un po’ decisa, contro l’immigrazione clandestina per scatenare il piccolo coro dei politicamenti corretti. La puntata di Anno Zero, la trasmissione condotta da Michele Santoro, dell’altra sera ha addirittura rasentato il ridicolo. Troppo sfacciata la difesa d’ufficio degli immigrati e troppo manifesta la volontà di Santoro di mettere sulla graticola il sottosegretario Castelli. I sostenitori della società multietnica hanno però fatto un grosso errore facendo parlare un immigrato che ha ben chiarito quali siano i propositi degli invasori: venire in Italia e fare il loro comodo e se qualcuno tenta di impedirlo, con la legge, diventa un “delinquente”. Questo infatti l’aggettivo usato contro Castelli, mentre il “colored” (così diventiamo politicamente corretti anche noi?) veniva immediatamente sfumato dall’abile Santoro che aveva compreso l’autogol. Non è stato fatto ancora quasi nulla che già piovono le critiche, anche dall’estero. La Spagna ha già giudicato xenofoba la politica italiana in materia di immigrazione. L’attacco è arrivato dal numero due dell’esecutivo Zapatero, Maria Teresa Fernandez de la Vega, le cui frasi sono state riportate da El Mundo. Riferendosi a quelli che ha definito “arresti di massa” (nemmeno 400 persone, tra cui un terzo italiani, su tutto il territorio nazionale), Fernandez de la Vega ha sostenuto che “il governo spagnolo respinge la violenza, il razzismo e la xenofobia e, pertanto, non può condividere ciò che sta succedendo in Italia. La Spagna lavora a una politica dell’immigrazione legale e ordinata, che permetta il riconoscimento di diritti e doveri”. Esistono, ha ricordato ancora, “meccanismi legali per arginare l’immigrazione clandestina. Sono questi i meccanismi da utilizzare, e non altri”. Già, proprio questo è il punto. La Spagna da sempre attua una politica molto severa contro l’immigrazione clandestina e questo ha impedito gli sbarchi di massa, nonostante le sue coste siano molto più vicine al Marocco di quelle italiane. La Spagna ha saputo mantenere, anche con le maniere forti, l’immigrazione sotto la soglia di pericolo. In Italia, principalmente per colpa dei governi di centrosinistra (ma non solo) e sotto le pressioni delle organizzazioni “umanitarie”, in gran parte legate alla chiesa cattolica, che hanno messo in piedi un business miliardario, la situazione è degenerata. Ci ritroviamo in casa un’orda incontrollabile e sempre più aggressiva senza nemmeno più avere la certezza della stessa dimensione del fenomeno. L’Italia ora ha bisogno delle maniere forti, che piaccia o no all’Europa. Se l’invasione non verrà fermata immediatamente sarà poi troppo tardi e questa inversione di tendenza è diventata una priorità assoluta. L’Italia ha sempre rispettato la sovranità nazionale spagnola sulle sue questioni interne, Madrid impari a fare altrettanto. Forse, però dietro le parole della politica spagnola c’è un conflitto di interessi. Sì, perché se si chiuderanno finalmente le frontiere colabrodo dell’Italia il flusso potrebbe cambiare destinazione finale ed allora saremmo curiosi di vedere tutta la vocazione multietnica di Zapatero e compagni.
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