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Santo subito

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Mercoledì 21 Maggio 2008 – 15:50 – Decio Siluro stampa
Santo subito

E venne il giorno in cui, mentre tutti gridavano “miracolo”, Lui camminò, senza affondare … sull’immondizia. Aveva già moltiplicato pani, pesci e voti ed i napoletani erano accorsi in massa per vederlo, per poterne sfiorare le vesti. In verità vi dico che anche altri napoletani erano scesi in piazza, ma con intenti meno amichevoli e per questo tenuti lontani da Lui dai robusti cordoni di polizia che presidiavano il tempio dove Lui ammaestrava i sapienti(?).
Napoli sprofonda nell’emergenza rifiuti e Berlusconi, come promesso, va con i suoi ministri nel capoluogo campano dove è accolto da manifesti che lo vogliono “santo subito”. Il Cavaliere deve avere in testa un’idea miracolosa, per forza deve averla. Sarebbe un pazzo se stesse bluffando e Berlusconi è o è stato molte cose (ha tentato persino di essere un presidente operaio, vero miracolo), ma non ha mai mostrato chiari segni di follia. La questione è però complessa. Non sarebbe difficile ripulire le strade in qualche giorno: basterebbe usare l’esercito e distribuire, una tantum, l’immondizia napoletana un po’ dappertutto, in Italia o fuori. Questo, però, non risolverebbe il problema che, tempo due settimane, si riproporrebbe ancora. Mancano infatti in Campania le discariche e gli impianti di smaltimento anche se venisse implementata (e rispettata) una rigorosa raccolta differenziata. Non crediamo che il Nord sia disposto ad accollarsi per lungo tempo l’immondizia campana e sarebbe troppo costoso, per tutti gli italiani, portarla con regolarità all’estero. I tempi tecnici per aprire nuove discariche sono lunghi, per non parlare poi dei termovalorizzatori: allora, cosa ha in mente il Cavaliere? Gettare tutto nel Vesuvio e sperare in un’eruzione purificatrice? Buttare l’immondizia nel Golfo confidando nella buona sorte ed una corrente che porti tutto su altri lidi? Affidarsi a san Gennaro, in fondo con il Cavaliere sono quasi colleghi, punto e basta? Una cosa è certa: bisogna fare presto. Se finora l’emergenza non si è evoluta in tragedia si deve solo all’anomala stagione meteorologica, con temperature assai sotto la media del periodo, ma siamo pur sempre a fine maggio e presto verranno stabilmente superati i trenta gradi centigradi, questo nemmeno Berlusconi può evitarlo, con incontrollata moltiplicazione di effluvi maleodoranti, batteri, virus e ratti per le vie di Napoli. A Berlusconi, per mantenere alta la sua immagine, non basterà eliminare, come promesso in campagna elettorale, l’Ici della prima casa e nemmeno varare un robusto pacchetto sicurezza: deve far sparire i rifiuti e restituire Napoli alla sua bellezza.
Noi abbiamo un’idea. Uso dell’esercito per lo smaltimento immediato e per la realizzazione di parecchi siti di stoccaggio temporaneo in Campania, in modo da parcellizzare il disagio mentre si procede al completamento del termovalorizzatore. Da subito raccolta differenziata con inasprimento delle sanzioni per i trasgressori. Magari varando una norma che eccezionalmente sospenda la possibilità di ricorso al Tar o alla magistratura ordinaria. Sì, perché ambientalisti da strapazzo potrebbero facilmente sabotare un piano del genere. Insomma, a Napoli serve uno Stato forte… oppure un miracolo. E allora Silvio, rivolgendosi al ministro che sedeva alla sua destra disse…
(continua)

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