C’era una volta il dialogo. Il clima zuccheroso che sembrava dover caratterizzare questo inizio di legislatura è già svanito come neve al sole. Oggetto dell’improvviso reciproco irrigidimento è stato la presentazione da parte della maggioranza di un emendamento al decreto noto come salva-infrazioni, cioè una serie di norme per evitare che i 14 rilievi formulati dall’Unione europea contro la legge Gasparri sulla tv diventino multe e sanzioni definitive. Il testo è stato voluto dal governo Prodi, ma il nuovo emendamento utilizzerebbe ora il decreto per riassegnare le frequenze per le trasmissioni tv con il digitale terrestre. Per l’opposizione questo sarebbe un modo surrettizio per evitare che Europa 7 e Rete 4 siano costrette a traslocare sul satellite. Veltroni e compagni, e come al solito si è distinta nell’occasione l’Idv di Di Pietro che ha subito organizzato un sit-in di protesta davanti a Montecitorio, hanno subito rispolverato il vecchio armamentario di polemiche contro Berlusconi, prima fra tutte la solita accusa di legge ad personam e di conflitto di interesse. Polemiche che non hanno risparmiato nemmeno il presidente della Camera Fini, reo, secondo il Pd, di aver giudicato ammissibile, seppure “in via eccezionale”, l’emendamento, ritenuto invece dall’opposizione “non pertinente”. In realtà poco ci interessano certe questioni e vista la qualità dei programmi televisivi di tutte le reti neanche la loro sorte “satellitare”. Ci domandiamo però: se Rete 4 non fosse un’emittente Mediaset, cioè di Berlusconi, il centrosinistra sarebbe ugualmente pervaso da questo sacro fuoco? Qualche leggina ad personam il Cavaliere se la sarà pure fatta, ma quante contra personam ha dovuto fronteggiare? Perché tanto vigore moraleggiante il centrosinistra non lo ha dimostrato durante gli anni del suo governo, per esempio rinunciando allo scempio del pubblico denaro destinato a finanziare le ricche consulenze riservate agli amici degli amici, quelli cioè con la tessera giusta in tasca? Ed anche ora non mancherebbero certo motivi per fare una dura opposizione al governo su temi, per esempio, come la politica estera: invece Veltroni, quello “pacato”, non trova di meglio che rispolverare il muro contro muro, addirittura l’ostruzionismo parlamentare, per attaccare l’emittente che ospita il Tg di Emilio Fede. Un tempo il Pci, dal quale Veltroni proviene, checché ne dica l’interessato che nega di essere mai stato comunista, l’ostruzionismo parlamentare lo utilizzava per combattere l’ingresso dell’Italia nella Nato, ora per spedire una televisione sul satellite. Forse Veltroni ha ragione: non è proprio mai stato comunista.
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