Il primo consiglio dei ministri, simbolicamente convocato a Napoli, ha preso una serie di decisioni, anche molto importanti. E’ stato varato il famoso pacchetto sicurezza, nel quale è stato inserito anche il reato di immigrazione clandestina. Misure che però potrebbero servire a poco se non ci sarà l’effettiva volontà di far rispettare le nuove norme. Si è naturalmente parlato dell’emergenza rifiuti. Bertolaso è stato nominato sottosegretario con delega ad hoc: un nome certo non nuovo, persona che è stata anzi fin troppo vicina alla passata gestione Pecoraro Scanio, con tutti i risultati negativi possibili. E’ stata poi decisa la realizzazione di quattro termovalorizzatori in Campania ed individuati i siti per le nuove discariche, lista rimasta opportunamente segreta. Bisogna ora vedere cosa succederà quando si dovrà passare alla fase realizzativa. Ci sarà certo chi soffierà sul fuoco per accendere la protesta dei cittadini che abitano in prossimità delle nuove discariche, ma solo quando saranno noti i criteri di scelta ed i modi di realizzazione potremo sapere se le eventuali proteste saranno giuste o inopportune, anzi strumentali. Per il momento apprezziamo almeno la voglia di intervenire dello Stato, dopo le chiacchiere inutili dei mesi scorsi. Berlusconi promise l’abolizione dell’Ici sulla prima casa nel corso della campagna elettorale poi conclusa con la vittoria (?) di Prodi e ribadì tale promessa nel corso dell’ultima campagna elettorale: un duplice impegno che doveva essere assolutamente mantenuto. E così è stato. Il vergognoso balzello sulla prima abitazione è finalmente scomparso e in una nazione come la nostra saranno in molti a gioire, visto che in Italia la casa di proprietà è spesso una necessità, al costo di mille sacrifici, considerata anche l’endemica carenza di case in affitto ed inoltre a prezzi proibitivi, Fin qui abbiamo apprezzato, con qualche legittima perplessità, queste prime scelte del governo oppure ci siamo messi alla finestra in attesa di valutare i risultati dei nuovi provvedimenti, ma l’esecutivo Berlusconi ha deciso anche dell’altro, qualcosa che non possiamo assolutamente condividere, anzi che decisamente contestiamo: la detassazione sugli straordinari. E’ stata infatti confermata la cedolare secca del 10% sulle ore lavorate in più e sui premi legati alla produttività. L’aliquota agevolata si applicherà su un plafond non superiore a 3.000 euro e per i redditi fino a 30.000 euro percepiti nel 2007. Il lavoro straordinario, lo dice il nome stesso, dovrebbe essere appunto… straordinario. Le aziende dovrebbero poterne fare ricorso solamente in modo sporadico ed a fronte di particolari esigenze. Qui si vuole invece incentivare lo straordinario rendendolo addirittura più remunerativo per il lavoratore e più profittevole per l’impresa e questo non va bene. Non va bene perché nella sostanza viola i limiti massimi lavorabili settimanalmente. La giornata di otto ore fu stabilita addirittura in epoca fascista, ora si torna indietro di settanta anni. Non va bene perché la diffusione del lavoro straordinario rappresenterà un freno a nuove assunzioni e impedirà a molti precari di affrancarsi da una condizione che non permette di pianificare la vita. Questo è un buon oggetto per l’opposizione, per il governo ombra di Veltroni e la sinistra tutta, invece continueranno a cianciare sul nulla, come hanno sempre fatto.
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