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L'EUROPA, UNA VOLONTÀ UNICA, FORMIDABILE, CAPACE DI PERSEGUIRE UNO SCOPO PER MIGLIAIA DI ANNI. NIETZSCHE
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Dibattito

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Sabato 22 Marzo 2008 – 13:09 – Rinascita stampa

Caro Direttore,
prendo spunto dal Suo invito al dibattito per scrivere queste brevi note sulla situazione “Cina-Tibet”.
Lei scrive: “la Cina […] non ha mai avuto, e non ha oggi, alcun interesse –culturale, economico, politico e geopolitico– in comune con l’Europa”.
Mi permetto di dissentire da questa frase. Da tempo il suo giornale ha individuato nella Russia di Putin il fulcro della costruzione dell’Europa unita. Ma non si può allora nascondere che la Cina e la Russia hanno in atto dal 14 giugno 2001, una vasta collaborazione militare e strategica, la Shangai Cooperation Organization, voluta fortemente dal Presidente Putin e dal suo stato maggiore, considerato da tutti gli analisti il più importante accordo in funzione anti-NATO dal tempo del patto di Varsavia. Allo SCO ha da tempo chiesto di partecipare anche l’Iran. Nell’ambito dello SCO si sono definite anche una serie di collaborazioni economiche e culturali.
Inoltre la Cina è fornitrice di armi e di sistemi missilistici, attraverso la Corea del Nord, anche a Siria e Resistenza Palestinese.
Lei scrive: “La Cina è vicina agli Stati Uniti”.
Anche su questo punto non sono d’accordo. Non si può paragonare un sistema ultraliberale, nel quale l’economia comanda sulla politica, nel quale il sistema hobbistico economico decide le elezioni politiche, con un sistema verticistico, dirigista e statalista, nel quale l’economia è radicalmente nelle mani del potere politico.
La Cina ha capito che per costruire un sistema sociale deve prima rafforzare la sua economia, aumentare la sua potenza. Il Partito Comunista Cinese ha adottato, infatti, recentemente alcune nuove norme sul lavoro (salario minimo, obbligo di pagamento degli straordinari, liquidazione per i licenziati, maggiori difficoltà per le assunzioni temporanee, ecc) che hanno fatto scappare le multinazionali (http://www.senzasoste.it/lavoro-capitale/cina), verso i lidi “liberati” della Thailandia, del Vietnam e di Taiwan.
La sovranità europea passa attraverso la Russia. Quella russa anche attraverso la Cina. Non dimentichiamolo.
Cordiali saluti
Marco Bagozzi
trieste
Troppo semplice, non c’è bisogno di scomodare lo SCO del 2001. Quell’accordo non è una né una certezza matematica, né il giuramento di Leonida. La storia, soprattutto quella degli ultimi cento anni, è zeppa di accordi di mutua cooperazione militare bellamente ignorati dagli stessi firmatari. Sono a bizzeffe (potrei ricordarne a centinaia), poi, le “manovre di alleanza” per la sicurezza e la difesa – o di equilibrio militare, magari… ieri tra Usa e Urss e oggi tra Russia e… Nato (manovre navali congiunte nel Mediterraneo) – che in realtà non rappresentano altro che artifizi politici tattici. Non fatevi accecare da assiomi pseudo-scientifici. Guardate alle cose come stanno. E’ un fatto che la Cina liberalcomunista – nemmeno capitalista di Stato, capitalista e basta - sia in questo momento tributaria dell’Occidente a causa degli equilibri monetari e finanziari e dello scambio bilaterale produzione-consumo. Ed è incontrovertibile. Il mondo tutto, l’economia mondiale nel suo insieme, si regge su questa bolla strutturale, non congiunturale. E Pechino non ha né la volontà di farla deflagrare restituendo al mittente i sino-dollari che straripano dalle sue casseforti, perché è prigioniera del sistema nel quale si è immersa consapevolmente: dietro l’angolo – se tale equilibrio mercantile venisse spezzato, c’è il suicidio non soltanto dell’Occidente, ma dalla stessa Cina. La Cina “dirigista, statalista” è sotto ampio ricatto atlantico. E a Shangai non sono state fatte fuori le “multinazionali” (andare o guardare le analisi di economia internazionale per credere: è esattamente il contrario), fu catturato e ucciso il maoismo e cioè il comunismo.
Casomai è la Russia a giocare una difficile partita strategica con l’Occidente. Con la riconquistata sovranità politica, economica, culturale e con l’avviato riarmo. E utilizza così lo SCO – come pure la più grande base militare inter-nazionale del mondo quella di Dushambè, in Tagikistan – come tassello “politico” per consolidare la sua rinascita.
Ah, poi: la sovranità europea passa attraverso l’Europa. E la Russia è parte integrante dell’Europa, anche se il suo territorio si estende sull’Ussuri e a Vladivostok. Non dimentichiamolo.
u.g.

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