È una Lima blindata quella che ha accolto ieri centinaia di delegazioni provenienti da tutta l’America Latina e dall’Unione europea giunte nella capitale peruviana per partecipare a due eventi contrapposti, il V Summit dei Paesi latinoamericani, caraibici ed europei (ALC-Ue) ed il Vertice dei Popoli. Da una parte le istituzioni dei due emisferi che preparano il secondo summit dei capi di Stato e di governo dell’ALC-Ue, dall’altra rappresentanti di movimenti politici, sociali, sindacati, organizzazioni non governative, associazionismo: un braccio di ferro a distanza per due distinte visioni dei rapporti tra Sudamerica ed Europa comunitaria che culminerà venerdì. Un braccio di ferro che ha indotto il presidente peruviano Alan García ad ordinare un imponente spiegamento di forze a presidio non solo della metropoli, ma dell’intero Perú. Sono 95mila e 400 i membri delle Forze di sicurezza impiegati “per garantire la sicurezza di chi è venuto a partecipare al vertice”, ha assicurato il ministro dell’Interno peruviano Luis Alva Castro. Il Vertice dei Popoli è il momento alternativo, in cui una rete internazionale si prefigge di “contribuire al rafforzamento della resistenza alle politiche neoliberiste per il libero mercato”. Politiche e strategie, si legge nel documento di lancio del Vertice, “che i governi di entrambe le regioni tentano di applicare nei nostri Paesi”. Con qualche significativa eccezione: Venezuela, Bolivia, Nicaragua ed Ecuador stanno modellando un’alternativa possibile al neoliberismo basata sulla piena sovranità dello Stato sulle risorse nazionali ed una distribuzione dei proventi mirata alla modernizzazione della società. Di questi soltanto l’Ecuador di Rafael Correa ancora non ha aderito all’Alternativa Bolivariana per l’America (ALBA) lanciata dal presidente venezuelano Hugo Chávez nel 2005 quale valida alternativa al tentativo fallito di imporre al Sudamerica l’ALCA, il trattato di libero commercio che avrebbe fatto dell’emisfero occidentale un unico grande mercato pronto ad essere spolpato dalle multinazionali a marca stelle e strisce. Accanto a Chávez e Correa, è possibile una presenza al Vertice dei Popoli anche del boliviano Evo Morales e del nicaraguense Daniel Ortega. Ma non solo: gli organizzatori contano di poter ospitare tra giovedì e venerdì anche il capo di Stato brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva ed il neo eletto presidente paraguayano Fernando lugo, oltre che al premio Nobel per la pace Adolfo Pérez Esquivel dall’Argentina. È così che mentre i rappresentanti delle istituzioni latinoamericane ed europee hanno in agenda temi impegnativi quali “Povertà, disuguaglianza ed inclusione” e “Sviluppo sostenibile, ambiente, cambiamenti climatici ed energia”, l’appuntamento alternativo ha assunto una valenza di cui i leader politici non potranno non tener conto. Almeno in America Latina, dove l’ancoraggio alle politiche neoliberiste è sempre meno saldo ed i movimenti bolivariani sempre più radicati. Va da sé che le parole d’ordine adottate dal vertice “ufficiale” tengono poco o nulla conto delle reali esigenze di sviluppo e riscatto del continente sudamericano e dei suoi oltre 250 milioni di abitanti che vivono sotto la comune soglia della povertà. Nella sostanza, il vertice ALC-UE si risolve in una serie di incontri e convegni di carattere commerciale aprioristicamente basati su una concezione di mercato globale e neo liberista. Non a caso, il summit dei capi di Stato e di governo di venerdì prossimo, sarà preceduto alla vigilia dal secondo Vertice imprenditoriale. Se gli obbiettivi appaiono lodevoli, insomma, l’ingrediente base non solo ne rappresenta l’antitesi, ma, come dimostrato dalle politiche alternative lanciate in alcuni dei paesi latinoamericani negli ultimissimi anni, si è già dimostrato fallimentare. Come recentemente ricordato dall’europarlamentare Willy Meyer, l’Unione europea è ancorata ad un progetto, quello neoliberista, che ha già fallito e dovrebbe quindi necessariamente riconsiderare le ricette sinora adottate. “Vi è in Europa una certa resistenza a riconoscere il fatto che le politiche neoliberiste hanno impoverito una delle regioni più ricche del mondo”, ha dichiarato Meyer alla vigilia del vertice ALC-UE.
|