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Serbia: una piccola vittoria anti-secessionista

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Venerdi 10 Ottobre 2008 – 12:48 – Silvia Garneri Sequi stampa
Serbia: una piccola vittoria anti-secessionista



A due giorni dall’esito della votazione Onu sulla richiesta diplomatica serba di ottenere il parere consultivo dell’Aja sull’indipendenza del Kosovo, Belgrado manifesta la sua prevedibile soddisfazione.
“Una grande vittoria della diplomazia serba”, “Successo della Serbia all’Onu”, “La Serbia rientra dalla porta principale sulla scena globale e diplomatica”, hanno titolato i media e la stampa serba.
Vuc Jeremic, il ministro degli Esteri, che ha presentato la risoluzione al Palazzo di vetro, ha definito il successo come una vittoria “non solo per la Serbia, ma per il diritto internazionale”.
Il responsabile della diplomazia ha inoltre ringraziato i Paesi che hanno sostenuto Belgrado, aggiungendo che si augura che la cooperazione con loro, sul futuro stato del Kosovo-Metohija, possa continuare.
Contro la risoluzione serba hanno votato, prevedibilmente, gli Stati uniti, l’Albania, Nauru, Palau, le isole di Marshall e la Micronesia. La maggior parte dei Paesi dell’Unione europea ha preferito astenersi dalla votazione, così come la Gran Bretagna e la Francia, nonostante siano sempre state contrarie, assieme a Washington, alla comprensibile richiesta serba. I voti favorevoli, invece, sono giunti da quei Paesi che si erano rifiutati di approvare l’illegittima separazione: tra questi la Russia, la Slovacchia, la Romania, la Spagna, la Grecia e Cipro. Il Presidente serbo Boris Tadic ha ricordato che “le Nazioni unite sono l’unica forza in grado di garantire la stabilità nei rapporti internazionali, e perciò, é eccezionalmente importante che il problema del Kosovo-Metohija ritorni nell’ambito delle organizzazioni e del diritto internazionale”.
Il capo della Serbia ha definito l’illegittima ed unilaterale secessione del Kosovo, una “sfida molto pericolosa” finalizzata a provocare la “spaccatura di un Paese membro delle Nazioni unite contro la sua volontà, e contraria al diritto internazionale: tutto ciò per accontentare una minoranza etnica”.
Nel frattempo, i vertici kosovari mettono in guardia: Fatmir Sejdiu, il presidente dello stato fantoccio della regione serba, con evidente rammarico, ha ribadito che in ogni caso, malgrado la decisione dell’Onu, la questione della proclamazione dell’indipendenza del Kosovo é stata risolta ed é irreversibile.
Durante una speciale conferenza stampa che si é tenuta a Priština, la capitale kosovara-albanese, alla presenza del primo ministro Hashim Thaci e del ministro degli esteri Skender Hyseni, Sejdiu ha dichiarato che la decisione dell’Onu “non aiuterà gli sforzi nel promuovere stabilità a lungo termine nel Kosovo e nella regione”.
Sejdiu ha ricordato che il Kosovo é stato riconosciuto dalla maggior parte dei Paesi dell’Unione europea e dagli stati membri della Nato, così come hanno confermato le nazioni del G7. Ha quindi aggiunto che la sua amministrazione è intenzionata a prendere parte in modo attivo alla presentazione del caso alla corte internazionale dell'Aja, confidando nelle alleanze e nelle amicizie internazionali in grado di offrirgli supporto, e che si attende imparzialità ed equità da parte della corte. Il procedimento dell'organo giurisdizionale, per esprimere il suo parere sulla questione, durerà almeno un anno.

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