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Goran Davidovic, giovane leader dei patrioti serbi

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Venerdi 5 Settembre 2008 – 16:06 – Marco Bagozzi stampa
Goran Davidovic, giovane leader dei patrioti serbi

Rinascita ha intervistato Goran Davidovic

di Marco Bagozzi

Goran Davidovic è il giovane leader di un nuovo movimento patriottico serbo, Nsp, Nuovo programma serbo. Per il pubblico serbo, vittima della propaganda dei giornalisti embedded, Davidovic è il “cattivo”: “I giornalisti mi hanno presentato sotto una cattiva luce. E’ successo in seguito ad una protesta inscenata durante una conferenza secessionista in Vojvodina, nell’università di Novi Sad, nel novembre del 2005. Nelle università è vietata la propaganda politica, ma questi militanti secessionisti avevano inscenato una conferenza per presentare le loro politiche antinazionali. Quattro dei nostri militanti sono stati aggrediti e accoltellati. Noi siamo stati arrestati, rinchiusi in galera e successivamente hanno inscenato un arresto con telecamere e giornalisti della tv di stato RTS. Da quel momento sono diventato un pericolo”.
Si differenziano dagli altri movimenti patriottici, come Obraz e il Partito Radicale: “Siamo un partito moderno, presentiamo tematiche nuove, con nuove parole d’ordine, un nuovo modo di parlare, rispetto a loro siamo meno legati alla chiesa ortodossa, non siamo sciovinisti, e non abbiamo pregiudizi religiosi. Siamo patrioti”.
Nascono nel 2005 come Fronte Nazionale e devono da subito misurarsi con le misure repressive dei governi serbi, ai livelli delle dittature sudamericane. Davidovic passa un periodo in carcere, torturato e minacciato. Questo periodo di detenzione gli offre però una notevole notorietà.

Cosa pensi dell’arresto di Radovan Kara-dzic?
“Secondo me l’arresto di Karadzic era già stato deciso da tempo, ma messo da parte per sondare l’opinione pubblica e per preparare nuovi ne-goziati con la Comunità europea. La polizia lo ha arrestato senza garanzie legali, come succede spesso. Per esempio, quando hanno arrestato me han-no violato 16 articoli della Costituzione serba oltre che numerose leggi civili e penali! Dietro all’arresto di Karadzic si nascondo i servizi inglesi e americani. I giornalisti serbi hanno avuto un ruolo fondamentale in questa operazione. Loro sono specialisti nel creare un caso, nel fare di un’ape un asino e di un asino un’ape. I giornalisti in Serbia sono una casta di propagandisti. Ci sono tre livelli: quelli che fanno propaganda, quelli che trascrivono e quelli che vivono nell’ignoranza. D’altro canto ci sono dei giornalisti coraggiosi, gente che paga con la propria vita per il giornalismo e per un’inchiesta seria ed onesta”.

Che opinione hai di Radovan Karadzic?
“Sono troppo giovane, non l’ho mai incontrato. Ma conosco Miroslav Toholj, uno scrittore, senatore della Repubblica Serba di Bosnia e Brana Crncevic, che sono molto vicini a Karadzic. Ho perso l’opportunità di vedere Karadzic nella sua veste di Dragan Dabic. Teneva una conferenza all’Università di Novi Sad sulla medicina alternativa. Avessi saputo che si trattava di lui sarei andato sicuramente.
Radovan Karadzic è un grande patriota serbo, in particolare per la sua opera politica nel tentativo di salvare il popolo serbo dallo sterminio. Rispettiamo tantissimo la sua figura. Il silenzio rabbioso della gente su questo caso però è indice di una prossima resurrezione dei serbi, sia per motivi patriottici che sociali. Il paese ha più di 30 miliardi di euro di debito. E’ una situazione disastrosa.
Radovan Karadzic è ancora amato in Serbia, nonostante la propaganda incessante di anni e anni. E ancora più amato è Ratko Mladic, ancora più stimato, come un grande stratega militare. I serbi non dimenticheranno Karadzic e Mladic.
La propaganda mediatica, la guerra psicologica era ed è sperimentata da decenni sui serbi e si sono create le condizioni di una atomizzazione sociale, ma ci sono ancora delle speranze di rinascita”.

La logica di accerchiamento atlantico della Russia passa an-che attraverso lo smembramento e il depotenziamento della Serbia. Crede che la Russia avrebbe dovuto muoversi diversamente o ha ancora la speranza che qualcosa possa succedere?
“La Russia deve salvaguardare i suoi interessi, che sono anche quelli dei serbi. Ma è costretta da anni in un atteggiamento difensivo, non può espandersi. Il problema è che Putin viene eletto dopo il bombardamento del 1999 e il destino vuole che quando la Serbia ha un governo forte, in Russia c’è Eltsin e ora che in Russia c’è Putin in Serbia ci sono i traditori.

Il partito socialista, che fu di Milosevic, è in prima fila nella consegna di Karadzic. Come interpreti questo tradimento?
“Il partito comunista serbo aveva due correnti quella sovietica di Milo-sevic e quella atlantista-democratica di Ivan Stambolic, probabilmente al soldo della Cia. Prima si erano separati, ora sono di nuovo assieme e sono alleati di Tadic. Tutto normale e prevedibile”.

Della figura di Slo-bodan Milosevic cosa ne pensi?
“Milosevic ha fatto sempre politiche deleterie e nocive per i serbi. E’ stato l’artefice di Dayton, ha consegnato Sarajevo a Izetbegovic e la Slavonia ai Croati. Ha abbandonato la Repubblica Serba di Krajna e la Repubblica serba di Bosnia. Ha ritirato i militari dal Kosovo, ha regalato il Kosovo alla Nato. Ci sono ipotesi che sia stato un infiltrato, una marionetta. Era un banchiere newyorkese, e sotto la sua gestione ci sono state truffe piramidali e sono stati sottratti soldi alle casse della Nazione.
Ma nonostante ciò ha finito i suoi giorni difendendo il Popolo serbo dalla accuse. Paradossale, ma ha finito la sua vita nel modo più brillante, da patriota. In gloria”.

Il TPI ha appena assolto Nasser Oric e Haradinaj. Cosa ne pensi?
“I serbi non hanno perso la guerra militarmente. L’hanno persa a causa della corruzione e della viltà dei suoi politici. Il Tribunale è stato creato per criminalizzare i serbi e per costringerli a pagare un salatissimo risarcimento a croati, kosovari e bosniaci. Il conto lo pagano sempre i serbi, sia con il Regno del 1918 sia con la Jugoslavia di Tito e anche adesso. Perché nei Balcani siamo il popolo più numeroso che non si è mai piegato, che ha sempre mantenuto la dignità, e paghiamo la nostra fratellanza con la Russia. Non vogliono che ci sia uno stato serbo forte che abbia legami con la Russia. Ci mantengono sotto il loro tallone. Proprio per questo, ormai, i serbi della diaspora sono più numerosi di quelli che vivono in Patria. Laureati, ingegneri sono obbligati a fare lavori di basso profilo e a emigrare. Siamo un popolo disperso. Esiliato”.

Quale pensa che sarà il prossimo attacco alla sovranità serba?
“Uno dei prossimi progetti è la secessione della Vojvodina. I poteri forti vogliono farla entrare in Europa come Repubblica indipendente. I confini dalla Vojvodina sono stati disegnati a tavolino da Tito, su indicazione di Churchill. In Vojvodina il 70 % sono serbi e le altre minoranza sono integrate e vivono in pace. Non possono puntare su scontri etnici, si deve quindi puntare su una sorta di secessionismo “leghista”: “tutti i soldi vanno a Belgrado!”. I secessionisti sono la Lega socialdemocratica della Vojvodina, un partito neo-comunista, vicino a Tadic, e si considerano “padani della Vojvodina”. I partiti ungheresi sono tutti finanziati dal governo ungherese, che punta ad annettere la regione. Approfittano della debolezza del potere centrale serbo. I giornalisti hanno il compito di trasformare una zuffa in osteria tra un serbo e un ungherese in un caso di stato. Mentre la Vojvodina è ormai una regione demilitarizzata, l’Ungheria ha, subito oltre il confine, una enorme base militare Nato. I serbi hanno ritirato dei missili che potevano raggiungere l’Ungheria, mentre i servizi segreti croati controllano la Vojvodina e spingono le mire secessioniste, facendo strategiche acquisizioni economiche.
Ad ogni modo dietro sia al governo ungherese che a quello serbo c’è Georges Soros, tutte le ONG americane e tedesche, l’amministrazione americana neo-conservatrice”.

Dalla Serbia passa la lotta per la salvezza dell’Europa. Avete la consapevolezza di essere il fronte più avanzato, in Europa, alla lotta contro il Nuovo Ordine Mondiale?
“Una parte della popolazione, per la stanchezza di anni e anni di propaganda, guerra psicologica, mediatica e militare crolla. Ma esiste ancora un nocciolo di patrioti che lottano contro il Nuovo Ordine Mondiale e contro il governo serbo, che non è rappresentativo di nessun interesse popolare, anzi è antipopolare, è traditore”.

Cosa ne pensi del movimento eurasiatista di Dughin?
“Non c’è una collaborazione organica, nel movimento c’è una parte “dughiniana” e una parte che non considera l’eurasiatismo. Ma la base programmatica è e rimane antiamericana e patriottica”.

Rispetto al Partito Radicale come vi proponete?
“Nelle nostre file ci sono molti ex militanti del Partito Radicale, anche di alto livello. Ci poniamo rispetto al Partito radicale come una sorta di “male minore”. Crediamo infatti necessaria l’unità del fronte patriottico, ma auspichiamo la nascita di un altro movimento nazionalista filo-russo, non ambiguo come il Pr rispetto all’Unione europea.
Comunque durante le elezioni, a cui noi non partecipiamo per i problemi di cui ho già parlato, con la repressione, auspichiamo un ampio fronte dei partiti patriottici”.

Rispetto alle resistenza antisioniste e antiamericane in Li-bano, Palestina, Ve-nezuela come vi ponete?
Non siamo sciovinisti e non abbiamo pregiudizi religiosi. Sosteniamo tutte queste lotte, che sono lotte di popolo, per la libertà e patriottiche. Sosteniamo da sempre la Palestina e la sua lotta.

La storica amicizia italo-serba è compromessa dall’azione dei nostri governi che hanno sostenuto i bombardamenti contro Belgrado e la secessione del Kosovo. Rimangono ancora nel nostro paese degli Uomini Liberi che so-stengono al causa dei serbi. Hai un messaggio da lanciare agli amici italiani?
“Noi siamo ben consci che il popolo italiano è amico del popolo serbo, e sappiamo che l’Italia è sotto occupazione atlantica. I serbi hanno ancora un forte sentimento di amicizia verso gli italiani e non hanno nessuna animosità. Auspichiamo una forte collaborazione tra i liberi movimenti patriottici dei due paesi. E’ necessaria per contrastare le due forze anti-italiane e anti-serbe che agiscono nei Balcani: le ideologia della Grande Croazia, sostenuta da Vaticano e Germania, e quella della Grande Albania, sostenuta dagli americani. Teniamo duro assieme!”.

si ringrazia
per la collaborazione Srdjan Novakovic

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