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Posada Carriles: il silenzio complice dell'Onu

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Sabato 22 Marzo 2008 – 14:18 – Siro Asinelli stampa
Posada Carriles: il silenzio complice dell'Onu



Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha di fatto confermato lo stato di impunità per il terrorista ed ex agente al servizio della CIA Luis Posada Carriles.
Sollecitato in settimana da Caracas e l’Avana che ne richiedono da anni l’estradizione in Venezuela – Carriles attualmente vive a piede libero a Miami – il Consiglio non ha neanche preso in considerazione la richiesta ufficiale presentata dai due Paesi latinoamericani.
Il fatto lascia ancora più perplessi se si tiene conto che giovedì, il giorno seguente la richiesta venezuelana e cubana, lo stesso organismo dell’Onu ha emesso una risoluzione che esorta la comunità internazionale a “migliorare il coordinamento nella lotta al terrorismo”. Nessun riferimento al caso di Posada Carriles, la cui attività ultra decennale di terrorista al servizio dell’intelligence statunitense è ben nota a livello internazionale sin dal fallimentare sbarco nella Baia dei Porci ordinato dal presidente Usa John Fitzgerald Kennedy nel 1961.
La giustizia venezuelana ha da tempo avanzato agli Stati Uniti la richiesta di estradizione in relazione ai tanti atti di terrorismo di cui l’ex esule cubano è stato protagonista reo confesso, inclusa la pianificazione dell’attentato contro un aereo civile cubano nel 1976 in cui morirono 73 persone e di un altro attentato in un albergo di l’Avana, nel 1997, in cui morì un turista italiano.
Nella sollecitazione presentata al Consiglio di Sicurezza, entrambi i governi latinoamericani avevano chiesto che l’organismo internazionale avviasse una verifica sul “compimento da parte degli Stati Uniti dei loro obblighi in materia di lotta al terrorismo”. Le amministrazioni succedutesi negli anni alla Casa Bianca, lamentano i sudamericani, continuano con la loro politica delle “due misure”: da una parte scatenando conflitti in giro per il mondo con il pretesto della lotta al terrorismo, dall’altra lasciando che un vero terrorista, per giunta orgogliosamente reo confesso, viva indisturbato in Florida e sia di fatto considerato un eroe della lotta anti castrista.
L’unica azione legale intentata dalla giustizia yankee contro l’ex agente della CIA ha riguardato la violazione delle leggi sull’immigrazione, fatto risalente al 2005, per cui Posada Carriles è stato rimesso a piede libero lo scorso maggio.
Il silenzio del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sulle richieste legittime di Cuba e Venezuela appare ancora più strumentale ed inserito nel ben noto sistema di complicità degli organismi internazionali con le politiche statunitensi se si considera che le stesse Nazioni Unite, nel settembre del 2001, hanno emesso la risoluzione 1373 che stabilisce che nessun Paese deve garantire la “sicurezza o qualsiasi tipo di assistenza” a persone coinvolte in atti di terrorismo “nel presente e nel passato”.
“Il caso del terrorista Luis Posada Carriles è un esempio che dimostra e ratifica la doppia moralità di un governo che dice di lottare contro il terrorismo e avalla con la sua condotta i metodi terroristi”, ha dichiarato la rappresentante diplomatica venezuelana al Palazzo di Vetro, Aura Mahuampi, nel commentare l’atteggiamento negligente del Consiglio Onu.
Di “silenzio complice” ha invece parlato l’ambasciatore cubano Rodrigo Malmierca sottolineando che l’Avana continuerà a “denunciare con fermezza ed a condannare la responsabilità assoluta del governo degli Stati Uniti”.

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