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Sicurezza: anche Roma avrà un commissario straordinario per i rom

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Giovedì 15 Maggio 2008 – 15:46 – Tatiana Genovese stampa
Sicurezza: anche Roma avrà un commissario straordinario per i rom



Il ministro dell’Interno, Roberto Maroni, dalle parole è passato ai fatti, e così dopo Milano anche Roma avrà un commissario straordinario per i nomadi. Ad annunciarlo è stato il sindaco della Capitale Gianni Alemanno che ha anche precisato che è ancora da definire la figura prescelta, se sarà il prefetto o un altro funzionario che affiancherà quest’ultimo; in ogni caso il primo cittadino di Roma ha sottolineato che bisogna evitare nuove authority ma dare poteri più incisivi alle strutture esistenti. Il commissario straordinario per i rom dovrà avere avrà quindi poteri integrati sul versante della pubblica sicurezza, sugli aspetti territoriali per decidere dove situare i campi, e sul fronte della solidarietà, in particolare per interventi a favore dei minori e persone disabilitate. “È importante - ha aggiunto Alemanno - che il commissario abbia risorse economiche”. Ricordando poi che la necessità di creare questa nuova figura era già stata sollevata in campagna elettorale, il sindaco capitolino ha sottolineato infine, a proposito dei rom, che non si tratta più di “una storica presenza di sinti, giostrai ma di invasioni con flussi crescenti - aggiungendo - è una cosa completamente diversa, che fa da innesco a una serie di presenze diverse, più o meno abusive, multietniche - concludendo - per cui praticamente c’è di tutto in questi campi”.
E intanto l’operato di Maroni ha già incassato l’appoggio del sindaco di Firenze, nonché presidente dell’Anci, Leonardo Domenici, che dovrà incontrare oggi. “Cercheremo di capire meglio - ha spiegato il primo cittadino del Pd - come collaborare con il nuovo governo e con il ministro Maroni. C’è un dibattito molto aperto nel Paese su questi temi: da parte nostra c’è la massima disponibilità per arrivare insieme a proposte concrete e innovative”.
Ma se sembra difficile che il titolare del Viminale trovi qualcuno disposto a contrastarlo nella sua battaglia per la sicurezza, almeno a livello locale, non lo è affatto per quel che riguarda l’Unione europea e la politica nazionale. Riguardo alla prima, ieri ha lanciato un chiaro messaggio all’Italia, e agli Stati membri, il commissario europeo agli Affari sociali Vladimir Spidla, che ha dichiarato che per la questione dei rom “è necessario applicare tutti gli strumenti di inclusione sociale disponibili”. “In questo modo - ha proseguito- si possono ottenere buoni risultati”. Spidla ha poi citato in particolare il progetto Acceder che sta realizzando la Spagna che conta una folta comunità rom per consentire a quattromila nomadi di ottenere un posto di lavoro. Il commissario ha inoltre annunciato per il 25 giugno una comunicazione sui rom, a proposito della quale ha spiegato che si tratterà di una comunicazione trasversale “che cerca di fare il punto di tutte le politiche che interessano direttamente o indirettamente il problema, dall’impiego, alla formazione, al sociale, all’integrazione”. “Il testo - ha sottolineato ancora il responsabile Ue - riguarderà tutti i rom, non soltanto quelli arrivati nei vari Stati membri attraverso l’immigrazione”.
Ma ad opporsi al nuovo decreto, che, come ribadito ieri dallo stesso presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, è stato quasi ultimato, è intervenuto anche il leader dell’opposizione Walter Veltroni che reiterando l’atteggiamento buonista con cui non pochi danni ha fatto nella Capitale ha chiosato che il tema della sicurezza, è un tema importante ma che va affrontato tenendo presente la cultura della solidarietà. Veltroni quindi ha detto: “Attenzione alla caccia all’immigrato, alle ronde, alla logica che ai più forti è consentito di stabilire se ci si possa rifiutare o meno di offrire una sigaretta o portare i capelli in un certo modo”; in conclusione l’ex primo cittadino della Capitale ha fatto un po’ di critica anche al governo Prodi, ammettendo che è stato un “errore enorme” non aver approvato il pacchetto sicurezza dell’allora ministro dell’Interno Amato. Ma a replicare al numero uno del Pd è intervenuto ancora Berlusconi che, nel corso delle comunicazioni con cui è stato introdotto il dibattito sulla fiducia al Senato, ha affermato: “Ci sono emergenze acute che affronteremo senza adottare svolte repressive incompatibili con la nostra tradizione liberale, attente ai diritti civili di ogni essere umano, prima ancora che alle regole a cui l’Europa ci vincola”. “Ma garantiamo che nell’ambito di queste tutele - ha aggiunto il capo del governo - agiremo con tutta la durezza e la severità che si impongono per difendere i cittadini e per colpire la criminalità - concludendo - Si impone una svolta nelle politiche per la sicurezza e noi cercheremo di realizzarla al più presto”. Intanto per oggi è previsto anche l’arrivo in Italia del ministro dell’Interno di Bucarest Cristian David. Lo scopo della visita dell’omologo romeno di Maroni è quello di riattivare una task-force di poliziotti che partecipino con le autorità italiane per prevenire e contrastare la criminalità, infatti la precedente missione di 35 poliziotti romeni in Italia, avviata alla fine dello scorso anno dopo l’omicidio Reggiani a Roma, si è conclusa un mese fa. “L’interesse - ha spiegato David - è comune: chi viola la legge deve pagare, che si tratti di legge italiana o romena”. Una visita che serve dunque a rasserenare gli animi e anche a dissipare i dubbi sottolineati dai soliti presunti detentori della verità che dalle pagine dei loro giornali avevano sottolineato che i vertici istituzionali di Bucarest avevano puntato il dito contro l’Italia e le misure sulla sicurezza. Fatto non vero, perché il governo romeno ha semplicemente evidenziato la necessità di salvaguardare i loro concittadini che si trovano nel nostro lavoro e posseggono un regolare lavoro.

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