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Un esercito 'stupefacente'

| Mercoledì 27 Luglio 2005 - 9:27 | Alessia Lai |

E’ tutta colpa degli iracheni.
Se l’Iraq è stato invaso era colpa degli iracheni cattivi di Saddam e se le truppe Usa sono costrette a rimanerci è sempre colpa loro. A quanto pare infatti, secondo il Pentagono, il reclutamento nella polizia collaborazionista è inadeguato e alcuni esponenti della guerriglia militano nei ranghi della pubblica sicurezza. Uno studio del ministero della Difesa, diffuso l’altro ieri, critica duramente i meccanismi di arruolamento nella polizia irachena, ribadendo che una polizia efficiente e autonoma rappresenta la condizione - l’unica - per elaborare una tabella di marcia per il ritiro delle forze militari Usa dal Paese. “Il reclutamento di criminali nella polizia - si legge nel documento - suscita continua preoccupazione. Ancora più problematico è l’arruolamento di terroristi o ribelli. Ci sono prove sufficienti per affermare che queste persone militano nei ranghi della polizia dell’Iraq”. Vedendola da un’altra angolazione rimane certo colpa degli iracheni, di quelli però che vogliono liberare il Paese dall’ingombrante presenza straniera. Una responsabilità meritoria, anche se dalle parti di Washington non la vedono a questa maniera...
Un’altra nota di biasimo del Pentagono sulle truppe collaborazioniste riguarda il ‘livello culturale’ delle reclute. Molte di queste, ha spiegato la Difesa, non sono alfabetizzate, rivelano precedenti criminali o handicap psichici. Tuttavia nel dossier si elogiano i miglioramenti e i continui progressi registrati dalla polizia irachena. “Sebbene la polizia (Ips) non sia ancora capace di assolvere autonomamente al mantenimento della sicurezza, gli sforzi compiuti dalla coalizione nell'addestramento hanno riscontrato un buon successo”, si legge nella nota della Difesa. Insomma le conclusioni americane portano sempre nella stessa direzione: la permanenza a tempo indeterminato delle truppe americane in Iraq. Le stesse truppe che, e la cosa non stupisce, sarebbero afflitte dall’abuso di droga e alcolici. Lo si leggeva ieri sul sito del News Telegraph che portava anche l’esempio di un soldato arrestato il mese scorso per spaccio di cocaina.
Pare inoltre che almeno il due per cento delle truppe statunitensi faccia regolarmente uso di droga. Le autorità militari non hanno potuto nascondere i fatti e ora si dicono intenzionate ad arginare il fenomeno “Consapevoli dell'effetto debilitante che la droga ha avuto sul morale e sull'efficacia delle truppe nella guerra del Vietnam”.
Secondo fonti dell’esercito americano, dei 4.000 uomini della Squadra di Combattimento della 256esima Brigata, 53 anno avuto problemi legati all’abuso di alcool e 48 sono stati accusati di aver fatto uso di droga. L’interpretazione che i vetrici militari Usa danno di questo fenomento è che in una condizione in cui i loro colleghi vengono quotidianamente uccisi o feriti, alcuni soldati americani si sono rifugiati nella droga per fuggire gli orrori della guerra.
Dall’inizio dell’occupazione i confini sono diventati permeabili al contrabbando di eroina e hashish provenienti da Afganistan ed Iran alimentando così il mercato al quale si rivolgono le truppe statunitensi, mercato chiaramente gestito dagli iracheni. Sempre colpa loro. ‘Stars and Stripes’, il giornale interno delle forze americane ha citato alcuni casi specifici di militari scoperti a fare uso di droga: il sergente Michael Boudreaux è stato trovato in possesso di droga, di quattro bottiglie di whiskey e di 22 video pornografici iracheni. E’ stato punito con sette mesi di reclusione, è stato declassato a soldato semplice con una nota di cattiva condotta. In un altro la soldatessa Emily Hamilton ha riferito alla corte marziale di aver fumato dell’hashish di un collega perché la “aiutava a dormire bene”. E’ stata condannata alla reclusione per un anno, anch’essa con una nota di cattiva condotta. Se paragoniamo le punizioni comminate per l’uso di droga a quelle inflitte per aver torturato e molestato dei detenuti iracheni (vedi il sergente Graner o la sua amichetta Linndye England, protagonisti delle foto scattate a Abh Ghraib, ‘condannati’ a scontare pochi mesi), i soldati statunitensi potrebbero decidere di passare il tempo a seviziare dei carcerati piuttosto che sniffare cocaina o fumarsi un bel ‘cannone’. In ogni caso, con tutta probabilità i militari Usa continueranno a fare entrambe le cose. Tanto è sempre colpa degli iracheni…

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