Un anno fa gli Stati Uniti d’America contavano i morti dell’attacco aereo ai simboli del proprio potere planetario, le Torri del Centro Mondiale del Commercio e il Pentagono. E chiesero al Dio dell’America di sostenere la loro vendetta contro quelle forze del Male che avevano così falciato duemila uomini e donne innocenti. Ma nel mondo non c’è solamente il "Dio” di quella, di America: un dio che, evidentemente, sa contare a malapena poco oltre 2000. Se c’è, il Dio del mondo-tutto-intero sarà stato sicuramente in grado di contare fino a 200.000, come 200.000 furono le vittime, donne, uomini, bambini, del famigerato bombardamento della Firenze del nord, di Dresda. Anzi, fino a 600.000, come 600.000 sono stati gli uomini, le donne, i bambini uccisi dalle due bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki. Avrà anche contato le vittime di Cassino, di San Lorenzo, delle Filippine, della Corea, del Vietnam, del Libano, di Panama... E il milione di vittime in Iraq, con le bombe e con l’embargo, e in Somalia, e in Afghanistan. Quel Dio, verosimilmente, sarà anche riuscito a contare le centinaia di migliaia di donne, uomini e bambini rimasti uccisi in seguito ai colpi di Stato, alle guerriglie ed ai bombardamenti in tutta l’altra America, quella latina. Quel Dio avrà anche contato quei 500.000 tra donne, uomini e bambini uccisi negli interventi atlantici in alleanza con il loro gendarme sionista nel Vicino Oriente. Quel Dio avrà tenuto infine conto dei morti nel Caucaso “attivati” contro il Male allora targato Mosca. E di quel popolo europeo, di quella nazione Serba vittima di un’infame aggressione, straziata dalle bombe, colpita dall’uranio.
Oggi, commemorando le proprie vittime, gli americani chiederanno perdono agli Dei di ogni nazione del mondo per tutti gli "undici settembre" da loro attuati nel mondo durante gli ultimi 60 anni?