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Morte di un cristianista

| Mercoledì 23 Febbraio 2005 - 12:26 | Cristiano Tinazzi |

Si è spento Don Giussani, fondatore di Comunione e Liberazione e padre del Meeting per l'amicizia tra i popoli di Cl. Aveva 82 anni. Giovedì a Milano ci sarà l'arcivescovo Dionigi Tettamanzi a celebrare in Duomo i funerali. Don Luigi Giussani, il padre fondatore di Comunione e Liberazione, la potente organizzazione che controlla non meno di 15.000 aziende solo in Italia. Centinaia di dichiarazioni di cordoglio sono piovute da quasi tutti i partiti dell'arco costituzionale, da intellettuali, politici, showman, banderuole, giornalisti. Ma chi è Don Giussani? Basti soltanto ricordare che Don Giussani è stato l'ideatore di quella macchina diabolica che è Comunione e Liberazione. Legata a Cl c'è la Compagnia delle opere, una struttura cooperativa potentissima che ha uomini e soprattutto le mani, dappertutto. La ramificazione del potere di Cl nella struttura politica ed economica del Paese è capillare. Basti pensare a Formigoni in Lombardia, uomo di punta di questa formazione politico-confessionale. In Lombardia la quasi totalità dei fondi FSE (fondi europei) è passata tra le mani di organizzazioni legate in un modo o nell'altro alla Compagnia delle Opere.
Ma c'è di più. Cl, oltre a gestire una grossa parte del potere politico ed economico in Italia, sta rappresentando anche un nuovo modello di cristianità. Una cristianità strisciante, deviata e con molti punti di contatto con il messianesimo universalista degli Stati Uniti. Politica e religione si fondono per concepire una delle ideologie più pericolose e tremende che mai siano state concepite sul globo terracqueo: l'ideocrazia americana. A fare da trait d'union, ci pensa 'Il Foglio', punto di contatto tra la destra cristianista e il radicalismo occidentalista: il 10 gennaio 2004, viene pubblicato un articolo del teologo conservatore americano Richard John Neuhaus, sacerdote cattolico, ex luterano, direttore a New York del giornale "First Things" pubblicato dall'Institute on Religion and Public Life, un'istituto di ricerca interreligioso frequentato dall'immancabile Filosofo cattolico Rocco Bottiglione. Che dice il 'Foglio'? L'articolo si intitola 'Il teocon Neuhaus scopre Cl, la sorpresa dei cattolici non antiamericani'. Nell'articolo viene citato Don Giussani: "...La conversazione si è incentrata sull'opinione che ha Don Giussani dell'America, scelta dalla provvidenza per un epoca come la nostra. La predominanza mondiale e la vitalità cristiana si combinano per fare dell'America l'erede dell'Europa, così come l'Europa è stata un tempo l'erede di Gerusalemme e Atene. Questa visione non è completamente dissimile da quella proposta nello schema dello storico Christopher Dawson delle 'epoche della Chiesa'. Così come non si differenzia dall'opinione di molti protestanti evangelici, che sostengono che l'America è il punto di partenza per rilanciare l'evangelizzazione del mondo, se non per il fatto che don Giussani e Cl sono cattolici fino al midollo. Un recente numero del mensile di Cl, 'Tracce', tratta, con atteggiamento tollerante, il sogno utopico del filosofo Richard Rorty, ispirato dallo sfrenato ottimismo di Dewey e Whitman, di un futuro infinitamente aperto al miglioramento umano. L'autore sostiene che Rorty presenta dei tratti squisitamente americani, ma il suo sogno viene affermato a scapito della 'negazione della realtà in quanto tale'. La realtà rappresenta un limite, ma nell'incarnazione del Divino in tutto ciò che è limitato, la realtà si apre anche all'infinito. 'La realtà risponde'. Questa tematica dell'aspirazione umana e della risposta divina è alla base della spiritualità distintiva di Cl. È un movimento che si addice oggi ai 'ricercatori' religiosi, ma quei ricercatori che vogliono trovare...Il movimento viene sostenuto fortemente da Giovanni Paolo II, e ho la vaga impressione che gli americani abbiano appena cominciato a sentir parlare di una forza di rinnovamento che, non a caso, alberga la promessa di rinnovare anche il nostro senso di responsabilità, decretato provvidenzialmente, di popolo americano". Neuhaus è fautore del riavvicinamento tra cattolici americani e protestanti evangelici. Consigliere spirituale di Bush, Neuhaus ha trovato dei sodali oltreoceano. I sodali di Neuhaus sono gli uomini e le donne di Cl. Sono i cristianisti, non cristiani tout court. Il professor Remì Brague, inventore del termine, li ha definiti come quelli che esaltano e difendono il cristianesimo, la civiltà cristiana, a differenza dei cristiani, che credono in Cristo e basta, non lo vogliono imporre. Come ha scritto Miguel Martinez, i cristianisti sono "un nuovo genere di cristiani (che) s'aggira per l'Europa. Ne circolano varie specie, alcuni indossano la tonaca, altri giacca e cravatta. C'è la versione aristocratica e quella scapigliata. Ma in comune tutti i cristianisti hanno il piglio del cattolico da combattimento. Basta chiacchiere ecumeniche, occorre un'identità forte. Si sentono minoranza. Ma non calano le brache, loro. In politica stanno di preferenza col centrodestra, in economia sono ultraliberisti, a livello internazionale, ferventi americanisti". I seguaci nostrani hanno anche fatto il "Manifesto dei cristianisti", nato dopo la lettura del documento presentato da decine di organizzazioni ecclesiastiche ai leader riuniti nel G8 di Genova. Un manifesto firmato da personaggi eccellenti del panorama culturale, politico ed economico italiano, ma non solo. Troviamo Gianni Baget Bozzo, l'economista filoamericano Carlo Pelanda, consulente per gli scenari del ministro della Difesa Antonio Socci, Robi Ronza, portavoce del Meeting di Cl, Giovanni Cantoni (fondatore e reggente - "per conto della Madonna", sostiene- di Alleanza cattolica), Andrea Gemma (vescovo di Isernia Venafro), Tullio Regge, fisico, Rino Cammilleri, giornalista, Michael Novak, portabandiera del cattolicesimo conservatore americano, fautore della conciliazione tra l'etica cattolica e lo spirito del capitalismo e ricercatore all'American Enterprise Institute for Public Policy Research, la ciellina Angela Pellicciari, autrice di testi antirisorgimentisti, Ugo Spezia, ingegnere nucleare della Sogin, Stefano Zurlo, giornalista di "Tempi", rivista ciellina in vendita con "Il Giornale", Robert A. Sirico (presidente dell'Acton Institute the Study of Religion and Liberty). I cristianisti nel loro manifesto si scagliano, tra le altre cose di non loro gradimento, anche contro l'agricoltura biologica, colpevole, secondo loro, di "abbattere esplicitamente il fondamento della tradizione giudaico-cristiana, cioè il primato dell'essere umano e la bontà della sua presenza sul pianeta. Non dovrebbe sfuggire ai cristiani quanto sia pericolosa la concezione pagana e panteista connessa con una simile difesa dell'ambiente. La difesa della "Madre Terra" dall'uomo, ritenuto il cancro del pianeta, e l'adorazione di Gaia sono concezioni che appartengono a un mondo pagano. Vorremmo ricordare quanto terribile sia stato nel XX secolo il riemergere in ideologie politiche del neopaganesimo ispirato a certe concezioni bio-ecologiche". Magari l'agricoltura biologica avesse il potere di abbattere la tradizione giudaico-cristiana!
Questo è il mostro che è stato generato da Cl, creatura diDon Giussani, altro che esempio di vita! Follia integralista giustificata da dogmatismo religioso
E per chiudere il cerchio, se mai ancora qualche sprovveduto avesse ancora la stupidità di credere che anche l'integralismo religioso di una certa estrema destra non porti acqua all'impero americano, le parole di Roberto Fiore non lasciano dubbi: per il segretario di Forza Nuova, Don Luigi Giussani "ha avuto il merito di rompere con il cattocomunismo e il dossettismo e di riavviare un approccio alla cristianità che col tempo potrebbe portare al ritorno alla tradizione cattolica". Ma il cammino verso il ritorno alla "vera fede non è ancora concluso" e il "processo per il ritorno alla 'tradizione cattolica' è facilitato dal forte radicamento di Comunione e Liberazione e della Compagnia delle opere", secondo Fiore. Quella che firma 'Manifesti' con i teocons americani.

Cristiano Tinazzi

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