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Vengo anch'io? No, tu no

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Venerdi 8 Febbraio 2008 – 14:57 – Decio Siluro stampa
Vengo anch'io? No, tu no

I circensi di una volta erano soliti richiamare il pubblico con un ironico invito: “entrate signore e signori, più gente entra, più bestie si vedono”. E questa sembrava essere anche la parola d’ordine della politica italiana, almeno fino alla scorsa elezione. Centrodestra e centrosinistra fecero a gara per imbarcare di tutto e di più, nel disperato tentativo di sopravanzarsi l’un l’altra. I risultati sono sotto gli occhi di tutti, ma non era difficile prevedere una convivenza impossibile sotto lo stesso tetto di gente come Mastella, Dini e Di Pietro. E tutti questi con la sinistra cosiddetta radicale, proprio mentre ex diccì ed ex piccì davano vita ad un Pd geneticamente modificato già al concepimento.
Stessi problemi, seppur meno visibili nella Cdl, dove i problemi di convivenza si sono registrati addirittura tra i leader con Berlusconi e Fini che arrivarono quasi al divorzio giudiziale.
Ora, improvvisamente, è cambiata la strategia di tutti. Veltroni vuole che il suo Pd corra da solo mentre si moltiplicano i tentativi della sinistra arcobaleno per tentare di rimediare almeno una stanzetta in subaffitto. L’ultima è un’offerta di desistenza al Senato accolta positivamente, ma blandamente, dalla Finocchiaro. Desistenza che sarebbe comunque unilaterale, perché il Pd non sembra intenzionato ad offrire alcunché in cambio.
Semmai Veltroni è tutto impegnato a cercare candidature “importanti” per il suo partito ed in cima alla lista ci sarebbe quella di Luca Cordero di Montezemolo, il presidente di Confindustria. Difficile che Montezemolo abbocchi, anche perché il Pd è destinato a perderla questa elezione, ma sarebbe stravagante se fosse eletto anche grazie alla desistenza della sinsitra radicale, quella che, a parole, si dichiaara ancora rappresentante della “classe operaia”.
Veltroni non è però il solo spasimante di Montezemolo; ad insidiare il confindustriale ci sarebbe anche An, ma Fini non ha più problemi di coerenza con alcun ideale sociale: ha già smacchiato camicia e coscienza ed ora sono tutte e due bianche che più bianche non si può. E quanto ad accessori il capo di via della Scrofa è ormai aduso alla kippah. Come al solito è lungo l’elenco dei “vip” cercati dai partiti (è cambiato lo stile, ma sempre di nani e ballerine si tratta), ma ancora più lunga sembra la lista dei politici di professione esclusi che invece vorrebbero un posto sulla scheda.
Così, se a sinistra la cosa rossa sembra bussare inutilmente alla porta di Veltroni, a destra impazzano i veti incrociati. La Lega non vuole Mastella, ma ieri Berlusconi ha incontrato l’Udeur e non certo per parlare del tempo. Buttiglione non vuole “i fascisti”, specificando però che non intendeva riferirsi a Storace (il leader de La Destra sarà contento o scontento di scoprirsi, ma noi già lo sapevamo, “non fascista”?). Il filosofo (?) certo si riferiva alla Mussolini, che però potrebbe ritrovare casa in An, visto che non c’è più Storace. Dovrebbe dimenticare quel che disse di Fini, che c’è ancora, ma forse non è un problema. I socialisti pure, di qua e di là, cercano casa mentre Baccini dice di voler andar da solo con il suo minipartito, ma forse non è vero. Sembra proprio la canzone di Jannacci: “Vengo anch’io? No, tu no”.

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