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Cattocomunisti al voto

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Giovedì 8 Novembre 2007 – 16:06 – Decio Siluro stampa
Cattocomunisti al voto
Vladimiro Guadagno

Sulla “griglia” della politica italiana c’è parecchia carne al fuoco. Innanzi tutto la Finanziaria, la legge fondamentale per l’amministrazione dello Stato che rischia di non essere approvata e quindi si profila la necessità di affidarsi all’esercizio provvisorio: sarebbe una sconfitta per la maggioranza e per tutto il mondo politico, ma forse il male minore per l’Italia, visto che qualche volta il non fare provoca meno danni del fare male. Poi c’è l’emergenza sicurezza che sempre più si deve leggere come emergenza immigrazione incontrollata. Prodi avrebbe voluto coinvolgere l’opposizione in un voto bipartisan, ma poi ha dovuto calare le brache alle pretese dei suoi alleati della sinistra radicale e quindi si arriverà allo scontro frontale. La giornata di ieri è stata poi animata dalla visita in Italia del premier romeno Tariceanu. L’ospite, tra un sorriso di circostanza e l’altro, non ha mancato di far sentire la sua voce, invitando l’Italia a non fare di tutti i romeni un fascio e Prodi in risposta ha flautato qualcosa che a parer di molti assomigliava ad un “ci scusi tanto se l’accoglienza per i suoi connazionali con il vizietto del crimine non è stata pari alle attese”. Insomma, temi di grande rilevanza ieri non mancavano, ma tutte le prime pagine dei Tg e delle agenzie hanno invece posto come prima notizia quella che raccontava la disavventura dell’onorevole Luxuria, rifiutata come testimone di nozze di sua cugina. Il vescovo di Foggia avrebbe messo il veto e Luxuria non potrà essere testimone della sposa nel rito al santuario dell’Incoronata. Il deputato di Rifondazione si è così scatenato denunciando il volto discriminatorio e integralista che impone ai fedeli divieti illegittimi e razzisti. Che la Chiesa sia discriminatoria e integralista non è una cosa nuova, ma non possono definirsi illegittimi i suoi veti interni. La chiesa cattolica ha regole forse discutibili, ma nessuno impone l’associazione ad essa. Nessuno può imporre le regole in casa d’altri. Per la chiesa cattolica anche tutti i divorziati e risposati (se hanno contratto un primo matrimonio religioso) sono automaticamente “pubblici concubini” e per questo esclusi dai sacramenti (ivi inclusa la possibilità di essere testimoni), ma nessuno sembra prendersela troppo. Luxuria e tutti coloro che ieri hanno gridato allo scandalo, invece di agitarsi tanto cercando nella sostanza di entrare nelle faccende di chiesa, dovrebbero essere più vigili quando la chiesa tenta di entrare nelle faccende dello Stato italiano. Qui si esagera con il buonismo e la tolleranza a tutti i costi. Il vescovo di Foggia sia pure intollerante a casa sua, ma lo sia allora anche quando il Vaticano impone il suo pensiero attraverso i “laici” parlamentari. Che proprio ieri ne hanno combinata una gravissima. Nonostante una precisa richiesta della stessa Ue, hanno rigettato un emendamento alla finanziaria proposto dalla Costituente socialista per ottenere dalla Chiesa il versamento dell’Ici almeno per gli immobili adibiti ad attività commerciali e di lucro. 240 a 12. Così i bulgari-italiani.

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