inv RICERCA 
inv
inv
rinascita.Info librad :: italia
inv
inv
L'EUROPA, UNA VOLONTÀ UNICA, FORMIDABILE, CAPACE DI PERSEGUIRE UNO SCOPO PER MIGLIAIA DI ANNI. NIETZSCHE
inv
inv
inv
inv
PAGINA PRINCIPALE > ACCESSO :: LIBERO
inv
Primo Piano
inv

Usa, un prevedibile nulla

invia
Sabato 5 Gennaio 2008 – 19:26 – Ugo Gaudenzi stampa

Affiora del marcio oltre l’Atlantico. Non che sia una gran novità...
Questa volta non parliamo certo degli gnomi della Grande Finanza, né dei rapaci artigli delle multinazionali, né delle plurime ondate di meticciato culturale che sommergono la Terra, né delle offensive militari coloniali che vigilano sulla conquista “democratica” dei quattro angoli del mondo.
Più semplicemente annotiamo il miserevole inizio della lunga campagna elettorale per la successione dell’inquilino della Sala Ovale della Casa Bianca.
Dopo sette anni di presidenza Bush, le due ali liberaldemocratiche - democratici e repubblicani - che si contendono quella parvenza di potere assoluto sul “destino manifesto” che gli Usa si sono regalati per dettare le loro leggi al mondo, hanno partorito un grazioso, e prevedibile, nulla.
I “grandi elettori” chiamati a decidere Stato per Stato i più papabili sfidanti per il duello presidenziale finale hanno preferito non sfidare il ridicolo assoluto premendo subito l’acceleratore sulla “democratica” Hillary Clinton o sul “repubblicano” Mitt Romney, ex governatore del Massachussets, e hanno ripiegato rispettivamente su un Martin Luther King in miniatura, Barack Hussein Obama, e su un predicatore evangelico sudista, Mike Huckabee.
Qual è il significato della scelta in Iowa, per i democratici, di un uomo dalla pelle nera, islamico almeno di nome, è così scontato che non varrebbe nemmeno la pena sottolinearlo. Ma sappiamo bene come gli altri - tutti gli altri - autorevoli commentatori della stampa omologata della colonia-Italia stiano già sbrodolando al riguardo inni e attestati alla “forza della democrazia Usa”... e allora ne trattiamo: Mr. Obama non è altro, appunto, che la foglia di fico che si offre allo sguardo del mondo per ottenere tali panegirici e far dimenticare (almeno per qualche tempo) le porcherie commesse nel nome della democrazia con le guerre umanitarie made in Usa. Tanto è più che scontato che non sarà certo lui il presidente degli Stati Uniti d’America. Ma serve, ora, allo scopo.
Mutatis mutandis, lo stesso discorso vale per Mr. Huckabee, il settario. Un Carter in miniatura, battista come lui, uomo del Sud: un candidato di facciata. Ecco, così tutte le recenti cronache nordamericane vengono lavate con il “dash” della Procter & Gamble.
Una sconfitta piacevole anche per Lady Hillary Clinton, la rivale di Monica Levinsky, e per il Paperon de’ Paperoni Romney. Loro sono parte del clan dei potenti di professione, candidati di un establishment che guarda al sodo: parentele, affinità, matrimonii e, soprattutto, danaro.
Sì. Perché i veri potenti - Hillary o Mike o qualcun altro - non sono affatto fuori gioco. Attendono soltanto il round finale. A meno che gli Usa non vogliano abdicare al governo del mondo. Ma è un’ipotesi - almeno per ora - irreale.

inv
Commenti ( 0 )
inv
inv archivio :: abbonati :: inv
inv invinv^ inv
inv
In Primo Piano :: libero
continua :: libero ::
inv
Gli ultimi 5 titoli :: libero
prima pagina ::
inv
Gli ultimi 5 titoli :: abbonati
  • Prossimamente
continua :: abbonati ::
inv inv inv
inv
inv
© rinascita soc. coop. ed. a r.l. - 2002–'07
inv
inv invinv
inv
inv
inv