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Caso Sandri: giustizia per Gabriele

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Sabato 12 Gennaio 2008 – 18:34 – Fabrizio Di Ernesto stampa
Caso Sandri: giustizia per Gabriele

A due mesi da quel tragico 11 novembre in cui fu assassinato, in modo assurdo, il giovane Gabriele Sandri, Rinascita ha incontrato il fratello Cristiano. Il giovane avvocato romano ha fatto il punto sull’inchiesta ancora in corso, ribadendo la volontarietà del gesto dell’indagato

A che punto sono attualmente le indagini? Sono emersi nuovi sviluppi destinati a scombinare quanto fin qui appreso?
Le indagini attualmente sono ferme ancora agli accertamenti tecnici irripetibili disposti dal pm sul proiettile per verificare se sotto il materiale ematico aggrumato possa esserci qualche sostanza estranea; per ora non vi sono novità in tal senso.
Questo tipo di accertamento è volto essenzialmente ad agevolare quello che sarà il lavoro del prof. Compagnucci, perito balistico nominato dal pm, per indicare la traiettoria del colpo sparato dall’agente. Colpo che nel suo tragitto non ha incontrato alcuno ostacolo secondo noi come, peraltro, ha già indicato il primo accertamento sul proiettile stesso.

Presto si assisterà ad una vera e propria guerra delle perizie. Quali sono le discrepanze più evidenti ed irrealistiche tra la perizia della difesa e la vostra?
Quello che potrà sostenere la difesa dell’attuale indagato sarà solo la tesi di una fantomatica deviazione della pallottola, compito che se non vi saranno “colpi di teatro” sarà molto difficile sostenere.
A tal proposito il foro di entrata del proiettile nell’autovettura sulla quale viaggiava Gabriele, la ferita riportata da mio fratello raggiunto dal colpo, già di per loro sono indicative del fatto che nulla ha interrotto o deviato il percorso della pallottola che ha spezzato in due punti perfettamente perpendicolari la collanina che Gabriele portava al collo.

Lei sta vivendo questa vicenda in una doppia veste: da una parte quella di avvocato e quindi uomo di legge, dall’altra quella di parte lesa. Soppesando i due ruoli crede che alla fine si arriverà ad accertare la verità e fare giustizia oppure no?
In questa situazione, purtroppo, conciliare la mia professione con la qualità di persona offesa dal reato è molto difficile.
Come operatore del diritto non posso che confidare in una giustizia giusta, che faccia il suo corso indipendentemente dalla professione esercitata dall’indagato e, quindi, che quest’ultimo sia punito per il reato di cui si è macchiato, ovvero l’omicidio volontario, senza operazioni di ortopedia giuridica volte a far riqualificare il fatto.
Come persona offesa, per me le perizie non servono ad altro che a storicizzare i fatti, ma la volontarietà del gesto di questo scellerato risiede semplicemente nel fatto che lo stesso ha avuto la voglia di impugnare la pistola e sparare, senza rispettare la minima regola di ingaggio e senza alcun motivo; l’arma va utilizzata come extrema ratio, per salvare la propria vita o salvarne altre.
In punto di diritto il giudice, proprio in questo senso, potrebbe superare ogni perizia ed esercitare la sua qualità di peritus peritorum e valutare unicamente questo gesto tanto sconsiderato quanto grave, di un colpo esploso senza motivo mirando alla macchina.

In questi due mesi il nome di Gabriele riecheggia con insistenza negli stadi italiani. Non crede che questo alla fine possa essere strumentalizzato ad arte da chi vuole far passare il teorema di una tragedia da circoscrivere nell’ambito di scontri tra tifosi, facendo passare in secondo piano le responsabilità di Spaccarotella?
Io credo che prima si è persone e poi tifosi. Sicuramente Gabriele era un grande appassionato di calcio e di Lazio e tutti i cittadini-tifosi si sono sentiti coinvolti in una vicenda così assurda, che, purtroppo, solo nell’ambiente sportivo è ancora mantenuta viva.
Gli stessi tifosi, non essendo una categoria di sub-umani, hanno compreso la strumentalizzazione che potrebbe essere fatta da qualche ambiente... per poter tornare a parlare dei soliti violenti ed inevitabilmente cercando indirettamente di alleggerire, attraverso un bombardamento mediatico in questo senso, la posizione dell’individuo in questione.
Il fatto in se è talmente grave che credo che ogni cittadino italiano desideri la verità e la giustizia per un episodio inammissibile per un Paese civile.

Le manifestazioni di solidarietà da parte della gente comune sono state numerose. E da parte delle istituzioni?
L’affetto e la solidarietà sincera della gente per noi è molto commovente e molto più importante di qualsiasi altra cosa, perché ci rende consapevoli che non saremo lasciati soli nella richiesta di giustizia terrena che è dovuta a Gabriele.
Le istituzioni che ci sono state vicino, come ho già avuto modo di dire, sono stati il Presidente della Repubblica, il quale si è mostrato sgomento di fronte ad un evento del genere e ci ha sempre ribadito la sua vicinanza, ed il sindaco Veltroni, con il quale stiamo discutendo un progetto importante per ricordare mio fratello come merita, costituendo una Fondazione che possa sostenere chi ha bisogno, cercando di trasferire il sorriso che caratterizzava Gabriele sul viso di persone che non ne hanno l’opportunità.

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