Ancora fumata nera sul contratto dei metalmeccanici. Le parti si sono però avvicinate e l’accordo finale potrebbe essere prossimo. Federmeccanica ora propone 120 euro al mese in due anni a partire dal 1 gennaio 2008, superando così lo scoglio dei 100 euro proposti nei giorni scorsi. La proposta prevede inoltre una "una tantum" di 250 euro per i mesi passati e 230 euro annui come elemento perequativo. L'offerta, ha detto il presidente di Federmeccanica Calearo, è una “proposta finale, anche se non ultimativa, su cui ci sono pochissimi margini di trattativa”. L'organizzazione non esclude addirittura, in caso di ulteriore dissenso da parte dei sindacati, di ricorrere ad una “elargizione unilaterale”. La scadenza di oggi probabilmente non verrà rispettata, ma, anche se i sindacati si dichiarano pessimisti, sembra essere giunti ad un passo dalla soluzione della trattativa. Gli scioperi spontanei di ieri potrebbero essere insomma stati un utile elemento di pressione, ma sembra difficile credere che possano ripetersi ancora una volta diffuso il contenuto dell’offerta padronale, visto che l’iniziale richiesta d’aumento dei sindacati era di 117 euro. L’aumento coprirà però a malapena la perdita di potere d’acquisto dei salari e certo lascia i lavoratori alla mercè dell’inflazione nei prossimi anni. Le clausole legate alla produttività, volute dalle aziende, fanno poi ancora una volta pagare ai lavoratori il conto dei ritardi nella realizzazione delle infrastrutture. E se i metalmeccanici, categoria sindacalmente forte e da sempre coccolata dalla sinistra, si dovranno alla fine accontentare di un cattivo contratto, cosa capiterà alle categorie storicamente deboli? Quali bagni di sangue accompagneranno il futuro rinnovo di contratti di categorie che non possono contare sul traino sindacale di grossi agglomerati? Confindutria ha incrementato la sua offerta del 20% ai metalmenccanici (ma in due anni) sapendo che questa è la spina più dolorsa: tolta questa nessuno metterà in pericolo i profitti degli azionisti, non certo questi sindacati ammaestrati, e si tornerà all’antico, una realtà fatta di ricchi dividendi per pochi e di cassa integrazione, mobilità o disoccupazione per i lavoratori. Questo, forse, e lo speriamo, era il vero senso degli scioperi spontanei di ieri. Se così fosse la lotta non si fermerà, ma i metalmeccanici dovrebbero essere sostenuti da tutti, perché questa è una battglia di tutti i lavoratori.
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