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Emergenza rifiuti. Il valzer delle responsabilità

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Sabato 19 Gennaio 2008 – 18:55 – Nando de Angelis stampa

Continua la “sceneggiata” recitata dai politici sulla pelle del popolo campano e continua, senza vergogna alcuna, il valzer delle vuote dichiarazioni di principio. A poco più di una settimana dall’insediamento del supercommissario Gianni De Gennaro, come risposta ai cittadini della Campania invasi dalla “monnezza”, è stata istituita, con un’ordinanza firmata da Romano Prodi dopo un incontro con lo stesso De Gennaro ed il ministro dell’Interno, Giuliano Amato, l’ennesima unità di crisi. Posta alle dipendenze dell’ex capo della polizia chiamato a gestire l’emergenza, coordinerà i rapporti con la presidenza del Consiglio, i ministeri di Difesa, Ambiente, Salute, il Viminale e la Protezione civile. Non c’è che dire: un segnale “forte”, dunque, arrivato da Palazzo Chigi, per dare un’ulteriore accelerazione alle operazioni e teso a sottolineare l’impegno dell’intero governo a sostegno del difficile lavoro dell’ex capo della Polizia. Se non fosse per l’evidente disastro, queste vuote iniziative potrebbero risultare un valido spunto per la realizzazione di un genere comico teatrale che nella tradizione napoletana è detto della “macchietta”.
Si aggiungono poi le parole di Giulio Santagata, ministro per l’attuazione del programma di governo. In fase di relazione in Senato sull’emergenza rifiuti in Campania, ha sostenuto che se al commissario straordinario spetta l’onere di trovare le soluzioni d’emergenza, da essa si può uscire solo con il contributo delle popolazioni interessate; che i cittadini della Campania ed in particolare di Napoli dovrebbero attuare misure straordinarie di raccolta differenziata per agevolare la fase di brevissimo periodo, quando si dovrà smaltire non solo la produzione giornaliera ma anche quella pregressa di rifiuti e che l’avvio di una raccolta differenziata forzata potrebbe aiutarci ad uscire dall’emergenza.
Santagata ha anche affermato che la scelta attuata a suo tempo in Campania di produrre ecoballe “ha una sua logica”, ma che la stessa magistratura ha verificato che la “qualità delle ecoballe è insufficiente” per un loro sfruttamento economico. “Ci impegneremo, con l’aiuto della regione” ha proseguito, “affinchè possano rappresentare un fattore economico”. Ed in fase conclusiva ha aggiunto che “la relazione commissariale inviata al presidente del Consiglio il 31 dicembre del 2007, evidenzia con chiarezza che man mano che si aveva la sensazione che si andava verso l’uscita dalla precarietà si diffondevano una serie di comportamenti tesi a mantenere, invece, lo stato d’emergenza e commissariale. Come sottolineato dall’allora commissario e attuale prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, si è diffusa una tendenza, da parte dei soggetti interessati all’emergenza rifiuti, a evitare la cessazione della gestione straordinaria”. Santagata ha anche ricordato che “nella relazione del commissario Pansa si evidenziano interessi convergenti anche di amministrazioni locali che percepiscono la tassa sui rifiuti solidi urbani e non smaltiscono i rifiuti, nonché una serie di interessi assai meno nobili da parte di strutture collegate al ciclo di smaltimento e gestione dei rifiuti stessi”.
Sorvolando, ma non troppo, sulla nostra incredulità davanti all’assoluta mancanza di reazioni, sia di Prodi che di tutti i destinatari della relazione, a quanto affermato da Pansa, una proposta noi l’avremmo: perché, fermo restando l’assoluta volontà dei cittadini di questa terra di fare il proprio dovere ed il diritto, soprattutto, ad essere messi in condizioni di farlo, non condannare alla “raccolta differenziata forzata” del pregresso tutti i responsabili di questo scempio? A detta dello stesso ministro il prefetto Pansa dovrebbe conoscere questi responsabili. Se così non fosse dovremmo pensare che, nella relazione inviata al presidente del Consiglio il 31 dicembre 2007, l’ex commissario abbia dato solo fiato alle trombe.
Se, come da lui sostenuto, esiste diffusa una tendenza, da parte dei soggetti interessati all’emergenza rifiuti, ad evitare la cessazione della gestione straordinaria, faccia i nomi di questi soggetti, faccia i nomi dei politici e degli amministratori che, ignobilmente, lucrano sulla pelle del
popolo.

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