Questo governo da tempo prende in giro il popolo italiano. Tante le promesse elettorali, quasi nessuna mantenuta. Prodi aveva promesso il ritiro dei soldati dall’Iraq (peraltro già programmato dal governo Berlusconi): lo ha fatto, ma ha aumentato il contingente in Afghanistan. Il sacco dello stato sociale intanto prosegue con le privatizzazioni selvagge, con le liberalizzazioni incontrollate, mentre aumentano le tasse e l’inflazione erode il potere d’acquisto dei salari. Tutto questo mentre i rinnovi contrattuali tardano o sono insufficienti, visto anche il colpevole atteggiamento di quei sindacati asserviti al potere che poi sono sempre gli unici abilitati alle trattative, perché il rappresentante dei lavoratori in pratica lo decide la controparte. La lista potrebbe essere lunga, ma nonostante il pessimo operato del governo e l’insufficiente azione dell’opposizione gli italiani non sembravano prendere coscienza della crisi di sistema di fatto già in atto. Non è servito l’attacco al welfare (e un ridicolo referendum burletta), non è bastata una Finanziaria lacrime e sangue, non è servita nemmeno la morte di tanti lavoratori. Il miracolo di una presa di coscienza ci verrà forse regalato dall’immondizia? Sarebbe paradossale, ma alla fine proprio questa sembra la strada. Governo e amministrazioni locali (non solo Pecoraro Scanio, oggetto di una mozione di sfiducia presentata ieri dall’opposizione) sono colpevoli di malagestione, di assenza di qualsiasi programmazione, di superficialità e forse, per alcuni, anche di connivenze penalmente rilevanti. Forse speravano nella capacità, tutta napoletana, di affrontare le disgrazie con filosofia e di smaltire i rifiuti un po’ qua e un po’ là, rimandando la soluzione del problema vero ancora una volta. Questa volta, però, hanno fatto i conti senza l’oste, perché Napoli ha reagito ed ha fatto capire anche agli altri che ribellarsi è giusto. Il gioco dei quattro cantoni con i rifiuti campani non si deve fare. Ieri sono stati i sardi a protestare, impedendo l’attracco nel porto di Cagliari della nave della puzza, quella che trasportava sull’isola 500 tonnellate di immondizie. Non basteranno insomma le solidarietà tra governatori e sindaci di centrosinistra (proprio ieri anche Cofferati ha dato la disponibilità della “sua Bologna”) ad accogliere la spazzatura che insozza le strade di Napoli e dintorni, perché ovunque la gente si batterà per impedire nuovi scempi. Qui non si tratta di egoismo campanilistico, la solidarietà nazionale va però spesa per buone ragioni. Se uno Stato degno di questo nome facesse un programma serio e risolutivo, senza cadere nei veti sciocchi dei falsi ambientalisti e senza dover sempre garantire profitti ai soliti noti, tutti saremmo disposti alla nostra parte di sacrificio, accogliendo anche la spazzatura napoletana. Ma se questo deve servire solo a far star tranquille le poltrone di Prodi, Pecoraro e compagnia brutta non ci stiamo proprio. Che il bubbone scoppi. Scuole chiuse, emergenza sanitaria e ambientale, caos sociale e miseria (perché tutto questo porterà anche nuova miseria in aree già sottoposte a pressione in tal senso): cosa serve di più per dire che se ne devono andare tutti a casa? Tutti, non solo Pecoraro, non solo Bassolino, proprio tutti, a cominciare da Prodi, perché, come avrebbe detto Di Pietro tanto tempo fa, non poteva non sapere. |