La Ragione ha vinto. Papa Ratzinger ha rinunciato alla visita all’Università La Sapienza di Roma, prevista per domani e che il rettore aveva eccepibilmente concordato con l’inaugurazione dell’anno accademico. Il Vaticano non ha voluto correre rischi di immagine. Le foto del papa accolto da una clamorosa protesta, chiassosa quanto pacifica, avrebbero fatto il giro del mondo. Hanno avuto così ragione i docenti, che con una lettera al rettore, hanno per primi protestato contro chi, quando era ancora cardinale, ha ignobilmente difeso il processo contro Galileo, il processo della superstizione contro la scienza; hanno avuto ragione gli studenti che si sono mobilitati per difendere la laicità dell’università. Sono invece rimasti delusi i ciellini, già pronti a recitare i loro rosari e cantare i loro salmi; delusi anche i vecchi e nuovi teodem della politica italiana, soprattutto i nuovi, colti da improvvisa quanto sospetta fede sulla via del Palazzo. La questione è quindi archiviata, ma proprio questa occasione ci dà lo spunto per alcune semplici riflessioni. La fede religiosa, non solo quella cattolica, presuppone l’accettazione di dogmi che quasi mai sono sostenibili dalla ragione, nemmeno per ardita ipotesi. Cosa succede quando il dogma si scontra con la scienza lo abbiamo visto molte volte nella storia e proprio il processo a Galileo ne è una prova. L’insegnamento nelle università (ma anche nelle scuole di ogni ordine e grado) cattoliche è quindi più ispirato alla fede che non alla scienza, perché mai verrebbe accettato ciò che si discosta dagli insegnamenti di “santa madre chiesa”. Viene quindi da domandarsi come sia possibile parificare gli studi. Inoltre le scuole, soprattutto le primarie, dovrebbero anche insegnare all’alunno ad essere un buon cittadino, mentre la chiesa cattolica è interessata a formare un buon fedele, non un cittadino dello Stato. A questo punto viene da chiedersi se sia legittimo l’insegnamento privato confessionale poiché priva lo studente di quelle basi civiche che dovrebbero essergli garantite. Non è solo problema di non far assumere costi dallo Stato per le scuole private, come espressamente ordina la Costituzione e come invece purtroppo non è, ma è proprio di legittimità. Se vogliono, che facciano il doposcuola.
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