inv RICERCA 
inv
inv
rinascita.Info librad :: italia
inv
inv
L'EUROPA, UNA VOLONTÀ UNICA, FORMIDABILE, CAPACE DI PERSEGUIRE UNO SCOPO PER MIGLIAIA DI ANNI. NIETZSCHE
inv
inv
inv
inv
PAGINA PRINCIPALE > ACCESSO :: LIBERO
inv
Mondo
inv

Le FARC, parte belligerante nella guerra civile colombiana

invia
Martedì 15 Gennaio 2008 – 18:03 – Siro Asinelli stampa
Le FARC, parte belligerante nella guerra civile colombiana



Un duro attacco della stampa conservatrice venezuelana all’indirizzo del presidente Hugo Chávez ed alla sua proposta di cancellare dalle liste internazionali delle sigle terroristiche i gruppi guerriglieri delle Fuerzas Armadas Revolucionarias de Ciolombia (FARC) e dell’Ejército de Liberación Nacional (ELN).
Una proposta che “avvelena e disturba” i rapporti con alcuni Paesi del continente: questa la sintesi di quanto scritto in un editoriale apparso su “El Nacional”, in mano all’opposizione, riguardo alla richiesta dell’inquilino di Palacio Miraflores lanciata venerdì scorso di accettare questi due gruppi come “vere forze insorgenti che hanno un progetto politico e bolivariano”. Il giornale conservatore, che in questi anni si è distinto quale voce delle forze oligarchiche e della Conferenza episcopale venezuelana, chiede che il tema diventi oggetto di dibattito in seno all’Organizzazione degli Stati Americani (OSA), mai troppo tenera con la Rivoluzione Bolivariana, e in ambito Mercosur. “Queste pretese di canonizzare ‘San Tirofijo’ non solo avvelenano e disturbano le relazioni colombo-venezuelane, ma anche quelle latinoamericane”, si legge nel pezzo dal titolo, appunto, “San Tirofijo”, con riferimento al 77enne capo delle FARC Pedro Antonio Marín, conosciuto con i nomi di battaglia di “Manuel Marulanda Vélez” o “Tirofijo”.
La proposta di Chávez non è nuova, come non è nuovo che in Colombia c’è una guerra civile che si trascina da decenni e che la guerriglia, in particolare quella imponente ed organizzata delle FARC, rappresenta e controlla una larga fetta del Paese. Considerazioni che non piacciono a Casa del Nariño e tanto meno agli alleati nordamericani. Sulla scorta della crociata militare lanciata dall’amministrazione Bush nel 2003, anche l’alleato colombiano Álvaro Uribe sfruttato la propaganda mondialista che riconosce al nemico – sia esso armato, sia esso disarmato – l’unico e gravoso status di “terrorista”. Riconoscere lo status di belligerante alle FARC o all’ELN, in un Paese come la Colombia, significa riconoscere che la propaganda governativa ha fallito, che nel Paese vi è solamente una parvenza di democrazia, che esiste un conflitto sociale e politico che mette in dubbio le scelte liberiste delle amministrazioni che senza successo hanno tentato di gestirlo negli ultimi quaranta anni. Mette in dubbio, anche e di più, la necessità di ottenere centinaia di milioni di dollari dal Congresso Usa per una crociata contro il narcotraffico ed il terrorismo che non riesce a dare alcun frutto: perché i narcotrafficanti vanno cercati altrove – nelle maglie più fitte del potere – e perché i terroristi sono in realtà forze belligeranti.
Per “El Nacional” se un gruppo come le FARC dovesse ottenere lo status di parte combattente in una guerra civile, in automatico si sottrarrebbe alla responsabilità di aver commesso reati contro l’umanità. Reati effettivamente innegabili, nel caso delle FARC che da anni fanno del rapimento anche di civili un’arma di scambio. Eppure, gli amici venezuelani di Casa del Nariño sembrano dimenticare la storia recente del Paese sudamericano. Una storia che narra di bande paramilitari attive nel narcotraffico con il sostegno di una classe politica al potere compiacente, se non complice. Una storia che narra di un presidente, Uribe per l’appunto, che regala l’impunità a chi abbandona le armi e confessa omicidi e stragi. Crimini contro l’umanità di cui nessuno risponde e dovrà rispondere, grazie alla pacificazione a senso unico varata da Bogotá. Ma “El nacional”, evita anche accuratamente di riportare quanto esattamente dichiarato da Chávez, il quale ha sostenuto che se alle FARC venisse riconosciuto lo status di forza belligerante ed esse decidessero di accettarlo, il conflitto sarebbe finalmente regolato dalle convenzioni internazionali. Il che equivarrebbe, ad esempio, a dare una svolta complessiva alla questione umanitaria degli ostaggi. “Ho avanzato una proposta affinché sia discussa – ha dichiarato domenica in diretta il presidente venezuelano durante il suo consueto programma radiofonico – ma loro non vogliono parlarne, la hanno già condannata”.

inv
inv archivio :: abbonati :: inv
inv invinv^ inv
inv
In Primo Piano :: libero
continua :: libero ::
inv
Gli ultimi 5 titoli :: libero
prima pagina ::
inv
Gli ultimi 5 titoli :: abbonati
  • Prossimamente
continua :: abbonati ::
inv inv inv
inv
inv
© rinascita soc. coop. ed. a r.l. - 2002–'07
inv
inv invinv
inv
inv
inv