Molti bambini hanno scritto a Babbo Natale chiedendo giochi da trovare sotto l’albero. Alcuni sono stati veramente buoni, altri un po’ meno. Rinascita è riuscita ad intercettare due letterine destinate al Polo Nord. Sì, lo sappiamo, la posta non andrebbe letta, ma…
Dalla letterina a Babbo Natale di Gian Cyrill Spinetta
Caro Babbo Natale, questo 2007 sono stato buonissimo. Ho licenziato pochissimo ma ho fatto fare grandi profitti ai miei azionisti. Sotto l’albero vorrei trovare un aeroplanino nuovo, uno di quelli che ha un tricolore sulla coda e la scritta Alitalia sulla fusoliera. Anzi, vorrei proprio tutta l’Alitalia da accorpare alla mia Air France-KLM. Se me lo porti prometto di non ridurre il personale per quantità superiori al piano già stabilito da Alitalia stessa. Se poi non ci riesco posso sempre spezzettare la compagnia e venderla a pacchetti, gli altri facciano poi come gli pare. Se c’è poi da pagare qualcosa non mi tiro indietro: propongo un pagamento in azioni: nel senso che gli italiani non vedranno una lira, faremo un bello scambio di carte.
Abbiamo poi intercettato questa altra letterina di Carlo Toto.
Caro Babbo Natale, anche io sono stato buonissimo e per questo vorrei tutti gli aeroplanini Alitalia. Li voglio proprio in regalo, nel senso che pagherei le azioni solo un centesimo di euro, ma se me li farai trovare sotto l’albero prometto che poi investirò sulla compagnia tanti eurini,. Non perché sono buono, ma perché conto di fare tanto profitto per la mia AirOne già dal 2010.
Povero Babbo Natale, come farà a decidere, a chi porterà l’aeroplanino tanto desiderato?
Il fatto è che Alitalia non è di proprietà di Babbo Natale e non è fatta di elfi e di gnomi che la costruiscono col pan di zucchero nella fabbrica di giocattoli del Polo Nord. Alitalia era la compagnia di bandiera italiana ed è fatta di tanti lavoratori italiani che su quel posto di lavoro contano per mantenere le loro famiglie ed il suo capitale è in gran parte composto da risparmi di piccoli e piccolissimi azionisti che sono stati completamente estraniati da ogni trattativa di vendita. L’avvocato Silvio Forti, amico di Rinascita e promotore di un’associazione che tutela i piccoli azionisti Alitalia, l’altro giorno ha preso carta e penna e scritto all’amministratore delegato Alitalia per chiedere una immediata convocazione di un’assemblea degli azionisti aperta ai dipendenti per renderli tutti edotti sulle trattative in corso ed eventualmente per ricevere suggerimenti. “In una vera Democrazia - ha scritto Forti nella sua lettera - questo è il criterio da seguire”. Questa, però, non è una vera democrazia, che solo l’ottimista Forti riesce in Italia a scrivere con la maiuscola, ed alla fine qualcuno troverà veramente sotto l’albero Alitalia. Un regalo a danno del popolo italiano, dei lavoratori Alitalia, dei piccoli azionisti. Ma, vedrete, ci sarà qualcuno tra i politici di Palazzo che si presenterà in tv per dire, soddisfattissimo, che finalmente la crisi è chiusa e che grazie alle privatizzazioni ora Alitalia ritroverà competività. Resta da capire: perché tutti vogliono ciò che ora sembra derelitto? Non è che la malagestione sia parte di un piano che mirava proprio alla vendita? E che dire di quelle “voci” che l’altro giorno hanno fatto precipitare il titolo in Borsa? Esiste ancora un reato che sanziona comportamenti tesi a pilotare artificiosamente il valore azionario di un titolo? Ci sembra di sì, ma nessuno nei palazzi di giustizia sembra essersene ricordato.
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