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Il Grande Cocomero

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Sabato 16 Febbraio 2008 – 13:38 – Paolo Emiliani stampa
Il Grande Cocomero

Queste elezioni sembravano una passeggiata per Berlusconi. Prodi, con il suo governo, il peggiore a memoria d’uomo, era stato il vero artefice del previsto successo del Cavaliere. La gente che ancora crede nei ludi cartacei e che vuole comunque ancora sperare contro l’evidenza dei fatti avrebbe insomma scelto per il disastro “possibile” piuttosto che per quello certo. E nemmeno la faccina buonista di Veltroni avrebbe potuto cambiare il corso della storia.
A mischiare le carte in tavola e portare la confusione nel centrodestra ci ha però pensato Casini (nomen omen) e la sua Udc. Il gran rifiuto dei postdemocristiani di rinunciare al simbolo e confluire nel Pdl lascia ora margini di incertezza sui risultati finali, soprattutto al Senato, dove si potrebbe tornare ad avere una maggioranza risicata. Casini sta cercando di procrastinare la sua decisione finale, ma margini di trattativa non ce ne sono più. Trattamenti particolari Berlusconi non può concederli, soprattutto dopo la decisione di Fini e la confluenza di An nel Pdl. A questo punto o l’Udc è dentro o è fuori, anche dalla futura possibile maggioranza.
Il Cavaliere sembra però tranquillo, troppo tranquillo, ed ecco che all’orizzonte riappare il fantasma della grande coalizione, per la quale sembra aver già lavorato anche Veltroni.
La decisione del Pd di scaricare a mare la sinistra cosiddetta radicale e non ripescarla nemmeno adesso che poteva ritornare utile, praticamente determinante, nasconde un’ipotesi che solo qualche mese fa sembrava fantapoltica ed oggi è diventata “probabile”. Già, se al Senato non ci saranno maggioranze ampie, Berlusconi non rimarrà come Prodi a farsi rosolare a fuoco lento, ma è già bella e pronta la soluzione di riserva. Un governo, azzardiamo il nome di Gianni Letta come presidente del consiglio, sostenuto proprio da Pd e Pdl. Sarebbe un governo praticamente senza opposizione se si esclude quella della sinistra collaborazionista imbolsita da questi anni di governo e proprio quella degli ex diccì rimasti fuori, gente che per dna non sa sopravvivere lontano dal potere. Potrebbe poi esserci la Destra di Storace, lasciata fuori dal Pdl forse proprio per fare il contrappeso in parlamento (sempre che raggiunga il quorum), magari quando si discutono argomenti dove potrebbero emergere le lacerazioni interne alla maggioranza tra laici e clericali.
Avremmo così il primo governo Veltrusconi, il primo della nuova era del pensiero unico, l’era del “grande cocomero”. Poi potranno pure fare l’alternanza, che è molto, ma molto, più “democratica”, come è dimostrato a casa dei nostri padroni, gli Usa. Là, dove sono veramente democratici, infatti, una volta le guerre imperialsite contro i popoli del pianeta le scatena un democratico ed una volta un repubblicano. L’importanete è, come ha invitato a fare Napolitano, abbassare i toni delle polemiche. Insomma, non ci sarnno più leggi ad personam e conflitti di interessi, ma solo leggi contro il popolo italiano.

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