Barack Obama ha messo a segno nel Potomac altre tre vittorie nelle primarie Usa, battendo in modo schiacciante Hillary Clinton in Maryland, Virginia e nel Distretto di Columbia (la città Washington). Ora Obama è in testa sia nel numero di delegati conquistati sia nel numero di Stati dove si è affermato e l’ex first lady sembra in grave difficoltà. Il più contento di questo evolversi della corsa elettorale americana non è però un cittadino Usa e nemmeno qualcuno che vive al di là dell’Atlantico bensì il kennedyano all’amatriciana, Walter Veltroni che ha deciso di diventare l’animatore del fan club italiano del senatore dell’Illinois. Veltroni sta cercando di sfruttare in ogni modo la crescente popolarità di Obama, ne ha perfino scopiazzato lo slogan elettorale, ma difficilmente tutto questo potrà mutare la sfiducia degli italiani per la poltica italiana in genere e per la coalizione che ha governato malissimo in questi ultimi tempi. Veltroni sta solo facendo ciò che già fece D’Alema quando “sposò” Clinton (infatti ora fa il tifo per Hillary ed è derby sotto la Quercia) e come fece Berlusconi che si autoproclamò “migliore amico di Bush”. Il rapporto tra padrone e schiavo è però rimasto sempre immutato. Veltroni al massimo può essere soddisfatto dell’ormai quasi acquisita cannibalizzazione dell’Idv di Di Pietro, che forse avrà il suo simbolo sulla scheda ma che poi confluirà subito nei gruppi parlamentari del Pd. L’ex sindaco di Roma (si è, finalmente, dimesso ieri) deve però guardarsi alle spalle perché il quasi dimenticato Occhetto, che comunque controlla ancora una fetta importante del Pd, non sembra accettare volentieri la leadership veltroniana ed ha infatti detto al segretario che non è tanto importante andare da soli alle elezioni quanto piuttosto chiarire dove si vuole andare. Dalle parti del centrodestra Casini rimane fermo sulle sue posizioni: l’Udc non confluirà nel Pdl e Casini sarà il candidato per Palazzo Chigi. L’Udc vuole solo alzare il prezzo? Oppure sta preparando una rifondazioine democristiana, visto che sta cercando l’accordo con la Rosa bianca? Forse l’una e l’altra cosa, ma così le Dc in Italia sarebbero tre, visto che anche Pd e Pdl non si discostano molto da quel modello. Berlusconi sembra poi orfano di un candidato Usa con cui “apparentarsi”, visto che il suo amico George è inelegibile, ma questo non è vero. Berlusconi ha già il suo candidato ideale in corsa ed è John McCain, che sicuramente vincerà le primarie repubblicane ed è tuttaltro che tagliato fuori per la corsa alla Casa Bianca. Di una cosa possiamo però già essere certi: in America verrà eletto un presidente che, come tutti i suoi predecessori, non farà mai nulla di rivoluzionario, perché i soldi per la sua campagna elettorale sono venuti dai soliti centri di potere (c’è anche chi finanzia tutti i candidati per essere sicuto di contribuire a far eleggere il presidente). In Italia vincerà invece le elezioni Veltrusconi, con la benedizione di oltre oceano e con l’appoggio di centristi, destri e sinistri di Palazzo. A Washington ci si confonde tra democratici e repubblicani ed a Roma ci si confonderà tra democratici e popolari. In America hanno un elefantino e un asinello, in Italia non abbiamo elefanti, ma in compenso abbiamo una moltitudine di asini.
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