“Se Rifondazione Comunista e altri rinnegano un impegno preso ieri di modificare alcuni elementi nel decreto sicurezza, per noi dell’Udeur è crisi di governo, togliamo la fiducia e la nostra esperienza politica finisce qui”. Questo è quanto ha detto il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, a Bruxelles per il Consiglio Ue Giustizia. “Piaccia o non piaccia dopo il voto di fiducia di ieri (giovedì sera, ndr) la maggioranza politica non c’è più. Di questo va preso atto e per questo noi di Italia dei valori chiediamo non solo una verifica politica, ma che si avvii un nuovo processo costituente affinché la prossima coalizione sia ‘del fare’ sullo stesso programma e non della logica dello stare insieme solo contro qualcuno”. E questo è quanto ha affermato il ministro Antonio Di Pietro a margine della Conferenza nazionale della infrastrutture in corso di svolgimento a Catania, aggiungendo poi che “non se ne può più di litigiosità. Meglio scomporre e ricomporre i poli in modo più omogeneo”. Servono ulteriori prove per dire che questa maggioranza non esiste più? Basterebbero poi i numeri: due voti di scarto per salvare il governo, ma ben cinque voti sono arrivati dai senatori a vita, senza questa anomala “stampella” ora staremmo già a parlare del dopo Prodi. E che dire poi della sinistra cosiddetta radicale? Ha ingoiato un altro rospo, ma quanti ne potrà ancora ingurgitare? Uno, particolarmente indigesto, lo ha già annunciato Cossiga proprio durante la sua dichiarazione di voto. Rivolgendosi direttamente a Russo Spena di Rifondazione Comunista, l’ex picconatore, uno che di questioni americane se ne intende parecchio, ha già prefigurato bombardamenti sui serbi di Pristina ed ha già avvertito i “pacifisti di governo” che dovranno ingoiare presto anche quel rospo (ha detto proprio così). Già una volta Prodi andò a casa (anzi a Bruxelles) per una crisi (pilotata) nata in occasione dell’aggressione Nato alla ex Jugoslavia. Allora Rifondazione si sfilò, ma rimase la stampella dei Comunisti Italiani, nati nell’occasione e pronti ad appoggiare l’esecutivo del “bombardiere” D’Alema. Questa volta chi vorrà fare la stampella degli assassini? La sinistra di Palazzo si faccia un esame di coscienza e colga l’occasione per uscire da governo e maggioranza. Faranno la grande coalizione tra Pd, Pdl e compagnia brutta? Ben (anzi mal) venga, almeno gli italiani capiranno che non esistono differenze tra i camerieri di Washington, ma questa volta niente marce pacifiste a scopo elettorale, niente inutili stracci alle finestre: lotta vera contro tutte le guerre americane, contro tutti i criminali e i loro fiancheggiatori.
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