La società di oggigiorno, almeno quella del mondo “occidentale” ovvero quello ad economia capitalistica, è pervasa dalla violenza. Del resto c’è poco da stupirsi: quando si distruggono valori fondamentali come il senso di appartenenza a una comunità e quindi la solidarietà che da questo deriva è fatale che tutto diventi una giungla dove l’individuo cerca di sopravvivere predando dove capita. E per violenza non si deve intendere solo quella fisica ma anche, per esempio, la competizione sfrenata e senza regole che si registra nel mondo del lavoro, dove il precariato spesso trasforma colleghi in feroci nemici che devono combattere per conquistare la preda, ovvero il contratto a tempo determinato che non c’è per tutti. Paradossalmente in questo mondo violento è stata sviluppata attraverso i media, non certo casualmente, la religione del buonismo, intendendo con esso un politicamente corretto mieloso ed ipocrita. Il Natale è poi l’occasione principe per dar sfogo a questo buonismo, ma questo non sarà un Natale qualsiasi per gli italiani: questo sarà un Natale di guerra. Intanto in senso proprio letterale, visto che i militari italiani continuano ad essere realmente impegnati in zone di guerra, anche se il governo si ostina a definirle missioni umanitarie. C’è poi un’altra guerra che devono combattere gli italiani ed è quella della sopravvivenza, visto che i salari ormai non bastano più per arrivare alla fine del mese. Il recente sciopero dei trasporti via gomma ha dato il via ad una serie di aumenti incontrollati ed ingiustificati di molti prodotti, compresi quelli alimentari e di prima necessità, ma proprio ieri è stato diffuso un documento di Eurostat che mostra, già a novembre ed in tutta Europa, un aumento dell’inflazione ben oltre la soglia prevista. Considerando poi che le cifre “ufficiali” sono sempre errate per difetto rispetto all’inflazione reale e percepita. Il governo, tramite il ministro Ferrero, ha annunciato l’intenzione di porre in essere provvedimenti straordinari per arginare il fenomeno, ma dubitiamo che questo governo sia ormai in grado di fare alcunché. Solo Prodi, che in tutto questo caos ieri se ne stava a Bruxelles, riesce a flautare dichiarazioni ottimiste, perché la realtà è ben diversa. Mastella, durante la trasmissione televisiva “Ottoemezzo”, ha rilasciato dichiarazioni di fuoco contro la maggioranza, di fatto annunciando una crisi che esiste ormai da tempo. La cosiddetta sinistra radicale si accontenta di qualche strillo, ma non riesce a prendere le distanze da un governo che sembra ormai l’appendice di Confindustria, la quale tutto sommato non si lamenta del fatto che i consumi sono aumentati in valore e diminuiti in volume, perché questo in fondo significa maggior profitto. Sotto l’albero insomma troveremo meno regali ed anche cenoni e pranzi natalizi dovranno essere per molte famiglie assai più frugali. Gli italiani forse ricorderanno i tempi in cui si era più frugali ma anche più felici e certamente padroni in casa nostra e, modificando un vecchio detto popolare, spereranno nell’Epifania, che insieme alle feste si porti via pure questo governo. |