Forza Italia non si scioglierà più per fondersi nel PdL. Silvio Berlusconi ha dichiarato di non aver mai detto di volerlo fare adesso, ma semmai solo aver ipotizzato questo come successivo passo. Fatto sta, ai più questa è sembrata una marcia indietro: dopo lo strappo con An e Udc, una mano tesa per trovare una soluzione che nella sostanza riproponga una nuova Casa delle Libertà. Il nuovo soggetto politico si strutturerà su un modello confederale. In sostanza sarà “un partito rete” (questa la definizione del Cavaliere) come il Partito Popolare Europeo a cui potranno aderire non solo formazioni politiche, ma anche associazioni e singoli cittadini. Berlusconi evidentemente ama fare i suoi annunci all’aria aperta: la nascita del nuovo partito (che allora, per la verità, sembrava soggetto unico e non “rete”) fu fatto in piazza San Babila a Milano; la “precisazione” è avvenuta invece a Roma, passeggiando per il centro e rispondendo alle domande dei giornalisti. Berlusconi ha anche tentato una spiegazione tecnica di questa scelta, sostenendo che ci sono partiti che hanno dei crediti e dei debiti e sono in attesa di finanziamenti pubblici e non sarebbe stato assolutamente possibile scioglierli. Adesso il Cavaliere si attende l’adesione anche di Udc e An, presenze sicuramente indispensabili per ipotizzare il raggiungimento della maggioranza. Una valutazione che certo Berlusconi non ignorava nemmeno quando lanciò, all’improvviso, il suo PdL, ma forse è tutto parte di uno stesso progetto. Il leader della CdL si sentiva troppo assediato da alleati sempre più invadenti e sempre più vogliosi di prenderne il posto: ecco quindi lo strappo, le successive polemiche, ma anche i sondaggi, previsti, che lo danno al 35% e le acque agitate per Casini e Fini, costretti anche ad arginare possibili emorragie interne. Adesso arriva la possibile soluzione: una rete che possa permettere ai due rissosi alleati di ritornare all’ovile senza perdere la faccia, ma consapevoli che il padre padrone del centrodestra è sempre lo stesso. Berlusconi ha anche annunciato quella che ha definito la road-map del PdL: subito un Comitato costituente in cui saranno rappresentati gli organi dirigenti di ciascun partito “in misura proporzionale al loro peso”. In poche parole Forza Italia terrà saldamente in mano le redini. A Casini e Fini la difficile scelta: le forche caudine o la solitudine. Le prime, con tutti i possibili svantaggi, garantiscono le poltrone e questo potrebbe bastare per rimettere insieme i cocci anche se per il momento Fini preferisce ruggire ancora.
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