Povera Italia. Dalla sconfitta militare del 1945 in poi la nostra patria ha conosciuto solamente umiliazioni. Occupata militarmente dall’invasore, che ancor oggi mantiene oltre cento basi militari sul nostro suolo, privata di ogni sovranità nazionale ed affidata a governanti che solo formalmente sono espressione del popolo. La tanto decantata “democrazia”, il vestito buono per coprire ogni nefandezza, ha però cominciato a vacillare e finalmente gli italiani cominciano a comprendere la realtà che li circonda. Non a caso la fiducia nelle istituzioni è crollata. Un sondaggio pubblicato ieri dall’Eurispes ha mostrato un quadro devastante. Il 75,3 per cento degli intervistati dichiara di avere poca o nessuna fiducia nel Parlamento (rispetto al 2007 si registra un calo del 9 per cento). Solo un cittadino su quattro si fida del governo. Addirittura solo il 14,1 per cento degli italiani si fida dei partiti. Anche la magistratura si colloca sotto il 50 per cento: si fidano di giudici e procuratori il 42,5 per cento degli intervistati, ma tra i giovani dai 18 ai 24 la fiducia nella magistratura precipita al 17,3 per cento. Anche la Chiesa, nonostante l’adunanza di massa in occasione del comizio di Ratzinger di domenica, raccoglie una fiducia del 49,7 per cento , perdendo oltre 10 punti rispetto all’anno precedente. Davanti a questi dati fa quasi sorridere la sfiducia al ministro Pecoraro Scanio che sarà discussa domani in parlamento. Il ministro è già stato sfiduciato dagli italiani, seppellito sotto le montagne che stanno insozzando Napoli e la Campania. Questo prima ancora delle dichiarazioni di ieri di Mastella. Il leader dell’Udeur l’ex ministro è stato chiaro: siamo fuori dalla maggioranza, ha detto, e siamo per le elezioni subito. E visti i numeri esistenti al Senato sembra finalmente arrivata la parola fine per questo gobverno. Così finirà la disputa tra Mastella e Di Pietro, separati in casa da tempo in un governo senza mai una vera maggioranza politica. Così come fanno ancora sorridere i tentativi di Dini di svincolarsi dal centrosinistra per onorare un accordo già forse preso da tempo con il centrodestra: la storia italiana di ribaltoni e tradimenti da un 8 settembre in poi è ricca di tradizione. Più che ridere fanno invece indignare i comportamenti di una certa sinistra, molto di governo e pochissimo di lotta, che ha ingurgitato di tutto pur di rimanere attaccata alla poltrona ed ora dovrà fare i conti con il suo elettotrato, che se sarà onesto e coerente la punirà. E questa volta non serviranno nemmeno le chiamate alle armi come quella esercitata ieri da Bagnasco, tanto perché Ratzinger è il padrino delle libertà laiche in Italia… |