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Non ci provate

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Venerdi 1 Febbraio 2008 – 15:48 – Paolo Emiliani stampa
Non ci provate

Il presidente incaricato (preincaricato o esploratore che dir si voglia) Franco Marini non ha fretta.
Ha iniziato le sue consultazioni, iniziando come da consuetudine dai partiti più piccoli, solo ieri pomeriggio certo ben conscio del fatto che non esistono al momento maggioranze possibili. Marini è un uomo della prima repubblica, assai esperto e navigato, e sa bene che in questi casi il tempo (ovvero gli inciuci sempre possibili) è l’unico fattore che può giocare in favore del suo tentativo.
In questo senso ieri è stata registrata l’uscita di Mario Baccini dall’Udc di Casini ed il suo passaggio alla Rosa Bianca. Da un partito schierato per le elezioni subito ad una “realtà” invece propensa ad un governo a termine. Poca cosa, ma pur qualcosa.
I numeri sembrano però implacabili. Se tutto il centrodestra manterrà ferma la sua posizione per Marini non ci sarà mai maggioranza in Senato. Sembra poter incassare i consensi di Idv e di Rifondazione, ma deve ancora risolvere quello con i più lucidi Comunisti Italiani e tutta la cosiddetta “cosa rossa” in genere.
Dove potrebbe veramente mirare Marini?
Facciamo un po’ di fantapolitica: a pensar male, insegnava Andreotti, si fa peccato, ma spesso si indovina. Mettiamo che Marini riesca a radunare una coalizione capace di concedergli la maggioranza alla Camera, ma non al Senato. A quel punto sarebbe percorribile una strada politicamente indecente, e per questo mai percorsa in tutta la storia repubblicana, ma costituzionalmente legittima. Il presidente Napolitano potrebbe constatare, certo con dubbio gusto, l’esistenza di una maggioranza a Montecitorio e sciogliere solamente il Senato. A quel punto si voterebbe in primavera e, a meno di clamorosi stravolgimenti, vincerebbe il centrodestra. A quel punto Marini tornerebbe a Palazzo Madama senza riuscire ad incassare la fiducia. Napolitano potrebbe allora, finalmente, sciogliere le Camere (altre “esplorazioni” sarebbero il colmo, ma non si sa mai) e si andrebbe a votare, veramente, solamente in autunno, considerando impossibile il voto in agosto.
Il centrosinistra avrebbe così due vantaggi. Il primo, ovvio, quello di mantenere la poltrona altri dieci mesi, il secondo, fondamentale, quello di diluire nell’elettorato il nefasto ricordo dell’esecutivo Prodi.
Speriamo che questa sia solo la fantasia di inguaribili pessimisti come siamo quando pensiamo alla nostra povera Italia, ma se così fosse non solo raggiungeremmo un livello etico infimo, ma certamente ci troveremmo di fronte alla necessità di riformare la figura del presidente della repubblica, intesa dalla nostra Costituzione come un garante sopra le parti e non come il manovratore per conto di una fazione.
In verità non esistono per ora segnali in tal senso, ma prevenire è certo meglio che curare.
Forse la più saggia questa volta è la Lega che suggerisce di disertare le consultazioni minacciando addirittura l’Aventino, cioè il ritiro delle delegazioni parlamentari. Calderoli ha addirittura definito “golpe” il tentativo di Marini. In realtà l’Italia da tanto tempo è stata sottratta agli italiani e neanche un voto immediato cambierà la situazione, ma questo degrado è proprio nauseabondo.

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