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Nato: nuove politiche di allargamento

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Venerdi 8 Febbraio 2008 – 15:58 – Andrea Perrone stampa
Nato: nuove politiche di allargamento



L’Alleanza Atlantica prosegue il suo cammino per l’allargamento ad est e prepara le sue strategie in un mondo sempre più multipolare. È iniziata ieri a Vilnius, in Lituania, la riunione informale dei 26 ministri della Difesa della Nato che avrà la durata due giorni. I principali temi in discussione riguarderanno l’impegno dell’Alleanza Atlantica nelle missione in Afghanistan e in Kosovo, nonché il prossimo vertice della Nato a Bucarest previsto per il prossimo aprile. Nell’occasione, si svolgeranno anche sessioni di lavoro con i Paesi non appartenenti all’Alleanza Atlantica che contribuiscono alle missioni internazionali di occupazione (Isaf e Kfor). Nella giornata di ieri si è tenuta anche la sessione informale della Commissione Nato-Ucraina (NUC) alla presenza del ministro di Kiev, Yuriy Yekhanurov, per presentare le priorità del suo governo riguardo alla piena cooperazione fra Nato e Ucraina, incluso il supporto alle operazioni dell’Alleanza Atlantica da parte del governo di Kiev. Oggi invece sarà la volta del Consiglio Nato-Russia (NRC), che porterà ad un incontro fra i responsabili della Difesa dell’Alleanza Atlantica e il loro omologo russi, Anatoly Serdyukov.
Il ministro della Difesa lituano, Juozas Olekas, che ha fatto gli onori di casa ha ipocritamente dichiarato che per quanto riguarda la questione della sicurezza globale le parti discuteranno di sviluppo economico e garanzie di pace. Parole assolutamente false che vogliono nascondere il vero ruolo della Nato, ovvero quello di esportare la democrazia con l’uso dell’esercito e dei bombardieri, spesso contro la popolazione inerme. Al vertice ha partecipato naturalmente anche l’Italia con il ministro della Difesa, Arturo Parisi. Per quanto riguarda le polemiche dei giorni scorsi il segretario della Nato, Jaap de Hoop Scheffer, non appena giunto a Vilnius, ha respinto le preoccupazioni espresse dal segretario nordamericano alla Difesa, Robert Gates (nella foto al centro con Scheffer), sui rischi di un’Alleanza a doppia velocità “Siamo in 26 e tutti siamo in Afghanistan. Così come in Kosovo”, ha affermato Scheffer, il quale si è detto consapevole della necessità di avere più truppe in Afghanistan.
Per quanto riguarda la difficile questione del nuovo status del Kosovo, che chiede l’indipendenza dalla Serbia nonostante la ferma opposizione di Belgrado, Scheffer ha ribadito che la Nato è a favore “di un processo coordinato e gestito”. La questione di Pristina è stata infatti uno dei temi dell’agenda di lavoro del consiglio informale dei ministri Nato. La questione sarà discussa non solo dai 26 Stati membri della Nato, ma anche dai ministri di tutti i Paesi che partecipano alla missione di circa 17.000 uomini della Kfor. Nel corso del vertice si è parlato anche del rapporto di 152 pagine redatto da cinque ex capi di Stato maggiore (Usa, Gran Bretagna, Germania, Francia e Olanda), intitolato Toward a Grand Strategy for an Uncertain World, cioè il bisogno di un ripensamento strategico della Nato in un mondo che tende a diventare sempre più multipolare. Dopo Vilnius, la situazione sarà discussa in un vertice di capi di Stato e di governo a Bucarest, in aprile. E non si tratterà più soltanto di Afghanistan e Kosovo, ma dell’Alleanza Atlantica in se stessa, del suo futuro allargamento ad est per impedire l’incontro fra Europa e Russia.

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