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L'Italietta delle caste va al voto

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Venerdi 18 Gennaio 2008 – 20:11 – Carlo Lupo stampa

Non c’è che dire. La società italiana è in mano ad un governo che naviga a vista, fra sacchi di rifiuti maleodoranti, malaffare a tutti i livelli, contratti sociali calpestati, lobbies politiche, giudiziarie, finanziarie, clientelari.
Un governo debole - una maggioranza e un’opposizione deboli - nelle mani di tutti quei poteri forti che, negli anni, i cittadini italiani hanno imparato a conoscere, sulla propria pelle.
La speculazione a tutti i costi, il tentativo di portare a compimento un obiettivo per il solo e unico tornaconto, danno l’immagine impietosa di un’Italia fatta a caste. Caste che, nel pieno solco neoliberista della competitività, si combattono, fremono, si attrezzano per eliminare il nemico di turno; la parola d’ordine è conquistare un posto al sole: più al sole dell’altro.
A cosa si riduce, infatti, l’attuale terremoto politico giudiziario che ha investito il ministro della Giustizia e, di rimpetto, la richiesta di rinvio a giudizio dell’ex capo della CdL per la vicenda Rai? Mastella, Berlusconi, Bassolino, Cuffaro sono solo la punta dell'iceberg di una guerra fra caste trasversali.
E intanto, sul campo di battaglia, a cadere sono sempre e solo i cittadini italiani, sospinti a pie’ pari in un grosso pentolone sul quale è stata appiccicata un’etichetta in bella vista, quella di utenti-consumatori.
Utenti-consumatori che, loro malgrado, nel pieno solco neoliberista della competitività, si accalcano, battagliano, fremono per conquistarsi un dignitoso potere d’acquisto: è una lotta che non prevede sconti, si combatte per sopravvivere. A volte si annega nei rifiuti.
è una fotografia impietosa quella che ci consegnano lorsignori. Lassù, in alto, convivono poteri forti che si fanno la guerra: famiglie allargate, lobbies e clientele che si affrontano senza esclusione di colpi.
In basso lo spettacolo non è da meno. I salari bassi, i mutui alle stelle, l’inflazione galoppante rendono il mercato elettorale una giungla dove vige la legge del più forte.
Non è una telenovela: è l’Europa delle banche. Il mercato delle vacche è agli sgoccioli. E il voto è dietro l’angolo.

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