Il governo è ormai una malato terminale al quale si sta praticando un inutile accanimento terapeutico. Non è neppure il caso di parlare di eutanasia: basterebbe interrompere l’alimentazione forzata e la respirazione artificiale per vederlo spegnere in poche ore. La crisi, nella sostanza, è già aperta, anche se, appare ormai scontato, si arriverà in qualche modo ad anno nuovo. Le dichiarazioni di ieri del ministro Mastella sono del resto inequivocabili. Parlando ai microfoni di Infoparl.it, il leader dell’Udeur ha dichiarato: “Oggi (ieri per chi legge, ndr) non ho partecipato al Consiglio dei ministri, non credo che parteciperò neanche ai prossimi. Non mi sento alleato di questo governo nel momento in cui mostra l’intenzione di non volere fare politica”. Questa affermazione da sola basterebbe per cominciare ad organizzare il funerale dell’esecutivo Prodi: un ministro che non partecipa ai lavori del Cdm ed annuncia di non volerlo fare nemmeno in futuro! Ma non basta. Mastella ha definito “inconcepibile” il dialogo privilegiato che da qualche settimana vede impegnati il leader del Pd, Walter Veltroni, e quello del centrodestra, Silvio Berlusconi escludendo nella sostanza gli alleati di coalizione “Mai mi era capitato in 30 anni che faccio politica un caso del genere” ha detto l’ex diccì e forse in questo non ha tutti i torti. Mastella ha anche ragione quando afferma che i due maggiori partiti stanno accordandosi su una legge elettorale, il cosiddetto Vassallum, che finirebbe col favorire proprio le forze maggiori. L’uscita dalla maggioranza dell’Udeur da sola basterebbe per mettere in crisi il centrosinistra, che, almeno al Senato, non avrebbe più i numeri per governare, ma l’Udeur non è il solo partito che verrebbe condannato dal meccanismo elettorale con contorfno di crauti sognato da Berlusconi e Veltroni, certo anche tutti gli altri “piccoli” sarebbero penalizzati e non crediamo possano restare inerti. A questo punto i casi sono due. Nel primo scenario c’è un Berlusconi astuto capace di attirare un Veltroni credulone per poi abbandonarlo al suo destino dopo aver rovinato i rapporti con i suoi alleati; nel secondo c’è invece la “grande coalizione” ovvero una maggioranza Pd-Pdl che rappresenterebbe la dittatura liberista per i prossimi decenni, con tutti gli altri costretti a mendicare le briciole oppure sparire. Paolo Emiliani |