Non abbiamo mai considerato la pace come un valore assoluto. L’assenza di guerra non garantisce infatti la libertà di un popolo, anzi, se esso è vittima di una vessazione, la pace può essere lo strumento per mantenere la condizione di schiavitù. Non a caso i primi movimenti cosiddetti “pacifisti” sono nati negli Usa e qualche abile esperto di comunicazione di massa deve aver presto intuito come poter trasformare la protesta giovanile americana contro la guerra in Vietnam in una formidabile arma contro tutti i popoli. La pace è diventata il totem di questi decenni ed in nome di essa si sono consumati numerosi crimini. Già, perché chiunque la minaccia (o è semplicemente accusato di farlo) diventa automaticamente uno Stato canaglia e gli sceriffi del pianeta si sentono autorizzati ad intervenire ovviamente con metodi assai poco pacifici, ma questo sembra non importare ad una ormai lobotomizzata opinione pubblica occidentale. L’Iraq di Saddam Hussein fu accusato di possedere armi terribili (poi risultate inesistenti) e per questo fu colpito, prima dall’embargo e poi dall’invasione. Ora accusano l’Iran di minacciare la pace per la sola intenzione (peraltro nemmeno provata) di possedere l’arma atomica e per questo continuamente minacciato, anche se nella regione Israele possiede l’arma nucleare senza nemmeno averlo mai ammesso. Proprio in questi ultimi giorni abbiamo avuto altri due esempi di questo strano furore “pacifista”. Nel mirino di Washington c’è infatti il Venezuela e la Corea del Nord. La colpa di Chavez sarebbe quella di aver invitato il suo popolo a prepararsi alla guerra per poter meglio garantire la pace. Affermazioni assai ragionevoli visto che la vicina Colombia ha concesso le sue basi ai militari Usa e queste potrebbero essere una fantastica testa di ponte per un’invasione che potrà essere scongiurata solamente dalla consapevolezza della volontà del popolo venezuelano a difendersi e a difendere il suo legittimo governo. Anche la Corea del Nord, tutelando il suo spazio navale ha avuto un conflitto a fuoco con una unità della marina di Seul, ma ancora una volta è stata fatta confusione tra aggressore ed aggredito, tra chi minaccia veramente e chi viene minacciato. Proprio ieri Washington ha dichiarato che la Nord Corea è una minaccia per la comunità internazionale e probabilmente gli yankee avrebbero già fatto qualcosa di concreto, se i nord coreani non avessero avuto l’ombrello atomico a difenderli. L’occidente così continua a far la guerra in varie parti del mondo, ma è ormai salda la consapevolezza della sacralità della pace sul suo territorio e questo ha anche contribuito a far dimenticare nei giovani valori come la lealtà verso la propria patria, l’onore, il coraggio. Non a caso un tempo c’era chi partiva volontario per la guerra a 17 anni, per l’onore, ed oggi ci sono i bamboccioni. Un tempo si combatteva per la libertà, oggi non ci si accorge nemmeno più di non averla. Se questa è la pace, viva la guerra. |