I senatori a vita sono la vera stampella di questa maggioranza, checché ne dica Napolitano, quando mancano il governo finisce in minoranza. E’ successo ieri a Palazzo Madama, per ben due volte, durante le votazioni relative al famoso “pacchetto sicurezza”. Sono bastate due sole defezioni (Willer Bordon perché se ne era andato per terminare un suo articolo e Sergio Zavoli per, pare, improvvise necessità fisiologiche) e la maggioranza non è stata più tale, battuta 156 a 154, non bastando la sola stampella della stacanovista Montalcini, l’unico senatore a vita presente in Aula. Il primo passo falso della maggioranza arriva ieri mattina sulla richiesta di sospendere l’esame del decreto legge sulla sicurezza per farlo ritornare in commissione per una valutazione più attenta sulla questione dei Cpt. L’opposizione ha chiesto invece di proseguire i lavori. La maggioranza ha cercato di correre ai ripari fissando d’urgenza un vertice al cui termine la capogruppo del Pd, Anna Finocchiaro, ha tentato di sembrare fiduciosa e ottimista spiegando che “l’accordo nella maggioranza c’è. Voteremo tutti gli emendamenti sui quali c’è il parere favorevole del governo”. Nessuna fiducia, quindi, come ha confermato poi il ministro Vannino Chiti. Ma non era una prova di forza, quanto piuttosto il terrore di soccombere in modo definitivo. Infatti, puntuale, ieri pomeriggio è arrivata una nuova sconfitta per il governo, ancora registrata su un emendamento del centrodestra che l’opposizione ha chiesto di votare per parti separate. Il governo è andato sotto ancora su una questione procedurale. L’Unione ha protestato perché avrebbe conteggiato tre voti venuti da senatori della Cdl assenti (Matteoli di An, Carrara e Barba di FI). Il leghista Roberto Calderoni ha invece dichiarato di aver visto due esponenti dell’Unione votare con l’opposizione. E in effetti almeno un senatore della maggioranza, Domenico Fisichella del gruppo misto, ha apertamente votato con l’opposizione. Due scivoloni su questioni “minori” che il mancato ricorso alla fiducia ha reso ininfluenti sul piano pratico ma, ormai è chiaro, è solo questione di tempo. La maggioranza al Senato non esiste più ed alla Camera potrebbe smettere di esistere quando la sinistra cosiddetta radicale finalmente si accorgerà di star sorreggendo un governo nemico del popolo. Proprio ieri la “Cosa Rossa” si è data un nome che più brutto e insignificante non si può, “La sinistra e l’arcobaleno” (era quasi meglio “Cosa rossa”), ma chissà se questo possa comunque accelerare la sua percezione di esistenza in vita, che sarebbe poi una sentenza di morte per questo governo. |