La maggioranza, apparentemente coesa, rischia di spaccarsi sulla proposta di abolizione delle Province promossa in campagna elettorale dal Cavaliere ma per fortuna non ancora realizzata nel concreto. La questione è delicata e spinosa per il Popolo della libertà, in quanto fortemente in contrasto con la linea del Carroccio. Il ministro delle Riforme per il federalismo, Umberto Bossi, ha infatti dichiarato con fermezza che, finché la Lega sarà al governo, non ci sarà nessuna soppressione degli enti locali intermedi. Una volta tanto anche le camicie verdi fanno un’affermazione di buonsenso. Tuttavia il reggente di Alleanza nazionale, Ignazio La Russa, sembra convinto non solo del fatto che l’abolizione delle Province possa essere attuata gradualmente nell’arco di tre-quattro anni, ma anche di poter convincere il Senatùr. Sognare non costa niente, ma quello di persuadere la Lega, più che un desiderio, sembra davvero un’utopia irrealizzabile. C’è da dire, infatti, che per il Carroccio le Province rappresentano un punto di riferimento di importanza strategica sul territorio, specialmente nella fascia pedemontana che va dal Piemonte fino al Friuli Venezia Giulia, passando per Lombardia e Veneto. Non per nulla gli aspiranti eredi di Alberto Da Giussano si sono battuti affinché venissero costituite le Province di Monza e Brianza, e di sicuro non indietreggeranno di un millimetro. Del resto gli enti intermedi cementano il legame delle camicie verdi con la loro base elettorale, costituendo un punto di forza che, non a caso, il Presidente del consiglio dei ministri vorrebbe andare a colpire. Non sembra infatti poi così peregrina l’idea dell’Umbert padano che si tratti di una mossa del Pdl finalizzata ad indebolire il suo partito, ridimensionandolo, dato che negli ultimi tempi sta guadagnando ampi consensi. E questo pare infastidire l’uomo di Arcore. Stranamente in questo frangente il superpoliziotto Antonio Di Pietro si trova d’accordo col suo acerrimo nemico, tanto da aver spedito una lettera al quotidiano diretto da Vittorio Feltri, che si è fatto promotore di una campagna per raccogliere firme pro-abolizione Province, dichiarando: “Firmiamo con convinzione l’appello di Libero”. L’ex pm ha inoltre puntualizzato che il partito del Gabbiano si farà promotore di una proposta di legge che verrà presentata in Aula, per abolire “questi enti che ormai per i cittadini sono solo centri di spesa, moltiplicatori di posti per la classe politica”. Ovviamente su un argomento così ghiotto per i consensi l’eterno giustizialista non poteva lasciare campo libero alla maggioranza, anche a costo di trovarsi d’accordo con Berlusconi. Sempre su Libero è intervenuto anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che entusiasticamente ha dichiarato: “Facciamolo. (…) Le Province non hanno una forte identità”. Affermazione forse non condivisibile, visto che queste ultime potrebbero, se efficienti, però, quindi in un altro Stato... - rappresentare il naturale punto di incontro tra le istanze dei cittadini ed il governo centrale.
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