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Candidati, la storia infinita...

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Sabato 1 Marzo 2008 – 13:38 – Decio Siluro stampa
Candidati, la storia infinita...

La liturgia elettorale ha avuto il suo formale avvio con la presentazione dei simboli dei partiti. La novità assoluta dello spettacolo che sarà in cartellone a metà aprile saranno i due nuovi attori protagonisti: il Pd di Walter (leggi Uolter, all’amerikana) Veltroni (o Weltroni?) e il quasi omonimo Pdl di Silvio Berlusconi detto il Cavaliere. La nomination come miglior attore non protagonista se la contenderanno invece la Sinistra Arcobaleno (una specie di 4+4 di Nora Orlandi dei festival sanremesi di tanti anni fa) e la supercosa bianca (leggi Dc dopo la riesumazione della salma, se riescono a mettersi tutti d’accordo). Per gli altri c’è in ballo solo un posto da figurante caratterista, ma gli sbarramenti sembrano insormontabili per tutti, a cominciare dai socialisti tristemente destinati a non rientrare in parlamento, con nostalgia evidentemente non per i soggetti che ormai rappresentano quel nome ma solo per il nome stesso. Gli elettori avranno a disposizione parecchi simboli, ma poche o nulle reali alternative.
Il Pd, che si autoproclama di centrosinistra, per esempio ha al suo interno una destra clericale, una destra economica e una destra forcaiola.Veltroni ha dovuto fare i salti mortali per mettere insieme la Binetti, Pannella e Di Pietro: tre personaggi che un tempo avrebbero fatto la loro bella figura nella Dc, tra gli integralisti liberali o nel Msi-Dn, quello della doppia pena di morte. Forse sono con Veltroni solo perché non volevano stare con Berlusconi o perché la sinistra ha offerto qualcosa in più. I radicali, per esempio, quelli dei referendum contro il finanziamento dei partiti (ma non dei referendum, infatti ne hanno fatti fare a bizzeffe con grande scorno per il pubblico denaro ma con gran profitto per le loro casse) hanno preteso dal Pd, per entrare nelle liste, poltrone e quattrini. Tante poltrone e tanti quattrini: ma non era Berlusconi quello che cercava di comprare i senatori altrui?
Per la presentazione delle liste c’è ancora qualche giorno di tempo, ma già è cominciata la gara: la mia è più rosa, no, la mia è più giovane, forse, ma la mia ha più gente qualsiasi. Il fatto triste è che c’è ancora chi ci bada a queste stupidaggini. Le donne dovrebbero essere messe in lista e votate per merito, non perché parte di una riserva indiana e la gioventù non è un merito in sé. Quanto alla gente “qualsiasi” quasi mai è veramente qualsiasi ed in ogni caso termina rapidamente di esserlo. Veltroni pensa di aver pescato il jolly annunciando una “economista di 27 anni”, una ragazza qualunque, venuta dalla “società civile”, un genio ancora misconosciuto. Si scopre poi che tale Marianna Madia, una rossa affascinante, non è proprio venuta dal nulla. è o è stata la “fidanzatina” di Giulio Napolitano. No, nessuna omonimia casuale: è proprio il figlio del presidente, oggi docente di diritto all’università della Tuscia, una università creata apposta per dare un posto ai rampolli della Casta, e infatti disertata dagli studenti. La fanciulla deve essere un vero genio visto che Enrico Letta l’ha piazzata da tempo all’Arel, il centro-studi economici fondato da Andreatta: un posto dove accolgono solo superlaureati, ma la Madia c’è arrivata prima della laurea. Inoltre la signorina fa già la conduttrice alla TV di Stato, in un programma che sembra creato apposta per lei. Insomma una ragazza veramente qualsiasi e, soprattutto, che s’è fatta da sé. Un messaggio chiaro alle tante giovani disoccupate laureate che Veltroni manda con questa candidatura. Ad un certo punto, forse perché in Italia c’è la par condicio, sembrava che il centrodestra volesse candidare Aida Yespica, ma la formosa soubrette ha rifiutato. L’avanspettacolo è una cosa seria, troppo seria per mischiarsi al Palazzo. E questa è l’unica soluzione: quei giorni di aprile aprite i teatri prima, offrite un’alternativa concreta agli elettori.

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