“Il Montenegro riconoscerà l’Indipendenza del Kosovo”. Queste le parole di Milo Djukanovic, leader del Partito socialdemocratico del Montenegro e candidato alle prossime elezioni presidenziali, nella sua intervista rilasciata alla televisione di Sarajevo, Hajat. “Siamo stati invitati ad essere parte dell’Unione Europea e per tale motivo dobbiamo rispettare le sue decisioni - ha affermato Milo Djukanovic senza nascondere i suoi timori - naturalmente, al Montenegro non conviene ricoprire un ruolo di prepotenza quando è in discussione l’Indipendenza del Kosovo – ha continuato Djukanovic - e comunque il Montenegro non farà pressioni sulla sua riconoscenza, ma agirà in conformità a quanto decideranno gli altri Paesi della regione”. Con riferimento alle elezioni presidenziali in Serbia, l’ex premier ha ribadito la sua speranza che la Serbia entri a far parte dell’Unione Europea, ma ha criticato gli attuali dirigenti della Serbia, che, con una politica poco sveglia, hanno lasciato un ampio spazio al radicale Tomislav Nikolic. Un identico segnale di sostegno al Governo di Pristina, proviene dal presidente albanese Bamir Topi, al termine della sua visita nel territorio kosovaro sotto l’amministrazione dell’Onu. “L’Albania e il Kosovo stanno diventando giorno dopo giorno sempre più vicini – ha dichiarato Bamir Topi durante la sua visita nella storica città di Prizen, colpita da duri attacchi da parte della Nato con bombe all’uranio impoverito -, il Kosovo ha dimostrato di avere tutte le caratteristiche di uno Stato indipendente, come manifestato dallo svolgimento di elezioni democratiche ed eque, che hanno dato vita a delle Istituzioni e ad una buona amministrazione”. Una tale dichiarazione, che lascia senza parole non avendo alcun riscontro con quanto realmente accaduto durante lo scorso novembre, viene ulteriormente ribadita affermando che “oggi è un fatto notorio che quello del Kosovo sarà presto lo stato più giovane d’Europa”. Così il presidente d’Albania, conferma il sostegno albanese all’indipendenza del Kosovo dalla Serbia, rigettando tuttavia ogni possibilità di “cambio di confine”. “L’Albania sosterrà in tutto e per tutto il Kosovo nel superare la sfida dello status sfida”, ha affermato Topi incontrando il Primo ministro Hashim Thaci. I due leader hanno così discusso a lungo sui problemi economici e sulla cooperazione tra i due paesi, soffermandosi in maniera particolare sul progetto di costruzione dell’Autostrada Durres-Kukes-Morine che collegherà l’Albania al Kosovo. “Questa strada pubblica aiuterà i due Paesi a fortificare la cooperazione economica e culturale - ha detto Topi, aggiungendo che - lui ritornerà presto ad un Kosovo indipendente”. Di contro, in seguito alle dure affermazioni del presidente russo Vladimir Putin, il presidente bulgaro Georgi Parvanov ha affermato che la Bulgaria non riconoscerà subito l’indipendenza del Kosovo, chiedendo inoltre all’Ue di prendere un’unica decisione con riferimento alla questione del Kosovo. “La Bulgaria non sarà tra i primi Stati che riconoscerà l’indipendenza del Kosovo, ma occorre una posizione unica dell’Unione Europea che garantisca la stabilità della regione, una condizione essenziale per garantire dei buoni rapporti di vicinanza”, ha detto il presidente bulgaro. Intanto giunge la presa di posizione del governo di Belgrado che, attraverso le parole del ministro del Kosovo e Metohja Slobodan Samardzic, secondo il quale “gli albanesi e i serbi non possono più convivere insieme” - e per tale motivo - il Kosovo non si può auto-governare ma deve essere integrato all’interno della Serbia”. Samardzic ha inoltre annunciato che qualora sopraggiungesse una proclamazione dell’Indipen-denza del Kosovo, si avrà subito la creazione di Istituzioni serbe nelle regioni abitate dai serbi. “La nostra chance sta nel rifiuto dell’Accordo di stabilizzazione e associazione in quanto la sottoscrizione di tale accordo potrebbe far perdere alla Serbia l’appoggio dei Paesi membri che contestano l’indipendenza del Kosovo” – ha affermato Samardzic sottolineando che - l’invio della missione UE in Kosovo sarebbe un’azione 100 volte più grave del riconoscimento dell’indipendenza del Kosovo”. Timori questi confermati anche dal segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, che ha più volto ribadito i rischi derivanti dal blocco dello status del Kosovo, in occasione dell’incontro con il premier della Slovenia, Janez Jansha. Ban Ki-Moon si dichiara infatti profondamente preoccupato della scissione all’interno del Consiglio della sicurezza dell’Onu sullo status del Kosovo, e per tale motivo “non è ancora possibile dare il via libera alla missione pianificata dall’Unione Europea in Kosovo, a causa delle divergenze internazionali sullo status della regione Serba”.
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