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Camionisti: trasporto, sciopero sospeso

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Giovedì 13 Dicembre 2007 – 13:37 – Andrea Angelini stampa
Camionisti: trasporto, sciopero sospeso

Al termine dell’incontro con il governo a Palazzo Chigi, le associazioni di categoria dell’autotrasporto che avevano proclamato il blocco nazionale del settore, hanno sottoposto la proposta del ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, alla valutazione delle proprie strutture locali che hanno deciso di sospendere la protesta che sarebbe scaduta venerdì. Il responsabile nazionale della Fita-Cna, Maurizio Longo, aveva ribadito l’intenzione di rispettare totalmente il codice di autoregolamentazione aggiungendo che le associazioni avevano dato disposizione alle proprie strutture di evitare qualsivoglia blocco stradale “in modo che le merci che devono transitare possano effettivamente transitare”. Un riferimento implicito al latte e agli alimenti destinati alle scuole e alle medicine destinate alle farmacie e agli ospedali. Le proposte di Bianchi sono state giudicati da Conftrasporto e Fita Cna tali da venire incontro alle richieste dei camionisti. In ogni caso i sindacati giudicheranno l’operato del Governo sulla base del mantenimento degli impegni assunti nei confronti della categoria.

Uggè: precettazione impossibile da fare
Meno accomodante era apparsa la posizione di Paolo Uggè, presidente di Fai Conftrasporto: “Il Governo – aveva spiegato – si è presentato con un documento che contiene le stesse proposte già presenti nel protocollo presentato a febbraio e mai attuate. Non ci sembrano documenti concreti, ci è stato detto valutate e firmate. In pratica è un prendere o lasciare. Noi ci riserviamo di sentire le nostre aziende, poi valuteremo”.
In ogni caso, ha insistito ironicamente Uggè, siamo di fronte ad una situazione tragicomica: da un lato il presidente dell’Autorità garante per gli scioperi, Antonio Martone, che sostiene di avere effettuato le procedure per la precettazione; dall’altro un Ministro, che appare concorde con le posizioni dei camionisti e che sostiene di non aver precettato nessuno perché è una cosa impossibile da fare.

Le promesse
del governo
Il documento del governo contiene diverse proposte di intervento.
Come l’adozione obbligatoria e schemi di contratto di riferimento per i diversi tipi di rapporto fra trasportatore e committente. Ma anche la possibilità di stipulare contratti continuativi ad aziende che forniscano il servizio con almeno il 30% di veicoli propri. E ancora, la costituzione di un osservatorio sull’andamento dei costi di esercizio che produca dei rapporti trimestrali. Il governo si è poi impegnato a introdurre una tariffa minima contro il dumping, l’attività di trasporto sotto costo, per la tutela della sicurezza e della legalità e che al tempo stesso garantisca il trasportatore dagli aumenti del prezzo del gasolio e dei costi di produzione dei servizi. Per combattere la concorrenza sleale, un apposito decreto del Viminale stabilirà modalità e qualità dei controlli, in particolare contro i camionisti stranieri. Poi in riferimento a quanto previsto dal disegno di Legge Finanziaria approvato dalla commissione Bilancio, il governo si è impegnato a far fruire ai camionisti i benefici derivanti dall’applicazione delle norme in materia di riduzione dell’accisa sui carburanti per effetto del maggior gettito Iva derivante dall’andamento del prezzo del greggio in euro.

Distributori
di benzina a secco
Martino Landi presidente della Faib, ha sottolineato che la protesta degli autotrasportatori ha generato una situazione insostenibile per la mobilità stradale e autostradale.
Tutti i distributori della rete ordinaria sono rimasti a secco salvo rare eccezioni. In autostrada si è rischiata la paralisi.
Mentre preoccupante restava la situazione dei blocchi stradali che impedivano il rifornimento e l’uscita delle autobotti dai depositi. La situazione che si è venuta a creare richiederà alcuni giorni per tornare alla normalità.

Sangalli: una protesta comprensibile
Per il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nonostante la sospensione, la situazione resta grave e preoccupante. Con un impatto pesante sulla vita economica del Paese in una fase fondamentale per i consumi come è quella pre-natalizia.
A suo giudizio, il Governo deve impegnarsi per risolvere le questioni poste da tempo dal mondo dell’autotrasporto. Questioni che hanno a che fare con le regole e con le risorse a disposizione del settore.

Coldiretti: danni al made in Italy all’estero
Gravi le conseguenze dello sciopero per il nostro settore alimentare sia in Italia che all’estero. In Italia gli scaffali dei supermercati si sono semplicemente svuotati mentre all’estero gli spazi lasciati liberi dai nostri prodotti si stanno riempiendo con i prodotti provenienti dai Paesi concorrenti.
La Coldiretti ha stimato una perdita di circa 50 milioni di euro al giorno per l’agro-alimentare italiano tra invenduto e deprezzamento delle merci. All’estero il danno riguarda soprattutto i prodotti ortofrutticoli freschi per il Nord Europa. Gli agrumi siciliani sono stati ad esempio soppiantati da quelli spagnoli. Molti problemi pure per tutte le specialità alimentari natalizie destinate all’estero che rischiano di non arrivare in tempo. E ovviamente in Italia per le consegne di alimenti deperibili come latte, carne, frutta e verdura la cui consegna sul mercato nazionale è stata impedita dai blocchi stradali e dagli atti di intimidazione nei confronti dei trasportatori che non hanno aderito allo sciopero.
Conseguenze anche all’inizio della filiera produttiva con numerosi allevamenti che rischiano di rimanere senza alimentazione degli animali perché sono state impedite le consegne dei mangimi e del foraggio.

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