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Domani è un altro giorno

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Giovedì 15 Novembre 2007 – 17:27 – Paolo Emiliani stampa
Domani è un altro giorno

Il traguardo sembrava vicino, invece il voto finale sulla Finanziaria al Senato, previsto per le 18 di ieri sera, è stato spostato alla giornata odierna.
Le cose si sono complicate su un emendamento all’art. 91 sul tetto dello stipendio dei manager pubblici sul quale martedì il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, aveva annunciato il voto contrario. Solo nella mattinata di ieri Udeur e governo hanno raggiunto l’intesa con un emendamento machiavellico: restano fuori i contratti in essere di natura privatistica (ad esempio quelli della Rai o delle Ferrovie dello Stato) e così Mastella ha infine dato il suo sospirato assenso. A questo punto però è stata l’opposizione a creare problemi, chiedendo più tempo per presentare sub-emendamenti (39, uno più della maggioranza), e chiedendo anche la convocazione della conferenza dei capigruppo in quanto l’emendamento in realtà racchiuderebbe una vera e propria legge. Così, tra interruzioni e riprese è stato deciso, non senza polemiche, di votare ad oltranza gli emendamenti e gli ultimi articoli della Finanziaria, con l’art. 91 accantonato e votato per ultimo. Oggi alle 9,30 inizieranno le dichiarazioni di voto e, a seguire, ci sarà il voto finale.
Alla fine, però, questa farsa terminerà nel modo da tempo previsto. Dini si accoderà forse per l’ultima volta alla combriccola del centrosinistra, Mastella si è già accodato; a sinistra Fernando Rossi (Movimento politico dei cittadini), ha detto che “non c’è oggi un governo migliore di questo. Appena se ne proporrà uno migliore, un minuto dopo ce ne andremo” ed ha così giustificato l’ignobile convivenza; Rifondazione, Comunisti italiani, Verdi e Sinistra democratica hanno addirittura deciso di effettuare una dichiarazione comune di voto, almeno risparmiano la fatica di fare per quattro volte dichiarazioni ipocrite; solo Franco Turigliatto (Sinistra critica) ha annunciato di abbandonare l’aula e quindi probabilmente non prenderà parte al voto finale. Non mancheranno invece i senatori a vita al gran completo, con Rita Levi Montalcini che ha addirittura annunciato che oggi non partirà per gli Usa, dove avrebbe dovuto partecipare a un convegno. Allineati e coperti anche Giulio Andreotti, Emilio Colombo, Oscar Luigi Scalfaro, e si dà per probabile l’arrivo di Carlo Azeglio Ciampi, che finora non aveva partecipato alle votazioni sulla Finanziaria.
Insomma, con le stampelle dei senatori a vita, checché ne dica Napolitano questo voto anomalo in questioni così politiche è una stampella e stampella resta, con un’ammucchiata che va da Mastella a Rifondazione passando per Dini e Di Pietro, alla fine la Finanziaria sarà approvata.
Il panettone di Prodi è salvo, ma la colomba non ci sarà. La frase che circola con più insistenza nel Palazzo è quella finale di “Via col vento”. Prodi non sarà miss Rossella, ma anche per lui domani è un altro giorno.

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