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L'ora della verità per Prodi

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Mercoledì 14 Novembre 2007 – 15:54 – Paolo Emiliani stampa
L'ora della verità per Prodi


Ci siamo, il giorno della verità è arrivato. Stasera la Finanziaria sarà sottoposta al giudizio del Senato e senza il paracadute della fiducia. Un azzardo di Prodi? Più che altro un rischio calcolato.
Il governo non ha più da tempo una vera maggioranza che lo sostiene, ma, per un motivo o per un altro, alla fine raccatterà i voti necessari e passerà anche questo scoglio. Probabilmente l’ultimo, perché a gennaio la musica cambierà e veramente si potrà cominciare a parlare di crisi e forse anche di nuove elezioni.
Alla fine domani prevarrà la generale volontà di far sopravvivere la legislatura ancora un po’, evitando l’esercizio provvisorio e, soprattutto, avvicinando i parlamentari alla maturazione di quei diritti pensionistici che hanno nel Palazzo un meccanismo assolutamente anomalo in un’Italia dove i lavoratori la pensione la vedono sempre più come un miraggio irraggiungibile.
Prodi ha dovuto però tirare il collo fino all’ultimo. Ancora ieri il governo veniva clamorosamente messo sotto (161 a 152 e 3 astenuti) nel voto su un emendamento presentato da Alleanza Nazionale (il contenuto non è importante) appoggiato dai diniani e da Turigliatto, con, in aggiunta, l’astensione nella maggioranza dei voti socialisti di Angius, Montalbano e Barbieri. Dal punto di vista pratico cambia poco, visto che a palazzo Madama l’astensione vale quanto un voto contrario, ma il significato politico di questo distinguo in un momento come questo resta tutto.
Quando stasera si farà sul serio Prodi riavrà probabilmente tutti i voti diniani, che però vanno già considerati persi per il futuro, riavrà Turigliatto e avrà certamente tutti i voti dei senatori a vita, compreso quello di Cossiga, che dopo aver mandato segnali in ogni direzione sembra essersi riallineato e coperto. Questo dopo la promessa di Mastella con la quale sembra ormai posta la pietra tombale su qualsiasi commissione di inchiesta sui fatti del G8 di Genova. Evidentemente per Cossiga è ancora molto importante il suo passato da ministro dell’Interno.
Prodi stasera canterà vittoria, ma la sua sarà una vittoria di Pirro e certo Berlusconi non sarà un vero sconfitto, anche se forse ha sbandierato troppo una crisi annunciata che sapeva fin dall’inizio non sarebbe stata aperta immediatamente.
In fondo il centrodestra è felice di lasciare sul groppone di Prodi questa orribile Finanziaria; non sapremo se sapranno far meglio, visto che centrodestra e centrosinistra sono solo due facce della stessa medaglia, ma certo sarà molto difficile poter far peggio.

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