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Economia
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Mercati e finanza: petrolio, euro e oro è ancora record

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Martedì 30 Ottobre 2007 – 16:42 – Marzio Paolo Rotondò stampa
Mercati e finanza: petrolio, euro e oro è ancora record


Triplice record sui mercati finanziari. Petrolio, euro e oro hanno infatti toccato rispettivamente il loro livello storico nella giornata di ieri. Il petrolio ha infatti toccato quota 93 dollari e punta ormai verso i 100, il cambio euro/dollaro ha infranto il muro degli 1,44 mentre l’oro ha toccato quota 794,40 dollari, ovvero il livello massimo dal gennaio del 1980. Tutte e tre le quotazioni sono però destinate a salire ancora.
“Il mercato è impazzito - ha confidato un operatore - il raggiungimento dei 100 dollari al barile è solo una questione di tempo”.
La soglia psicologica rappresentata dai 100 dollari è ormai vicina. Sui mercati finanziari si parla di calo delle scorte statunitensi, di tensioni geopolitiche fra Turchia e Iraq oltre che del possibile arrivo di una tempesta nel Golfo del Messico. Tutti questi fattori, però, sono assolutamente marginali nella formazione dei prezzi del petrolio. Il vero motivo delle fiammate di questi giorni sono le fortissime speculazioni degli operatori finanziari, che comprano e vendono per migliaia di volte i contratti sul greggio: un volume di affari che supera ormai di oltre 7 volte le quantità realmente disponibili di greggio e che alza esponenzialmente il prezzo del barile.
La crisi dei mutui statunitensi ha portato inoltre grossi fondi di investimento a puntare sul petrolio per arginare le perdite subite nei mesi scorsi. Così facendo, però, i prezzi continuano a salire a dismisura, proporzionalmente alle bollette di Stati, industrie e cittadini.
Sull’altro fronte c’è l’euro forte: la serie nera di risultati del biglietto verde nei confronti della moneta unica europea, continua a stupire. L’euro ha infatti toccato quota 1,4438 dollari, il nuovo record storico. Sull’andamento del biglietto verde pesa ancora l’ipotesi di un ulteriore taglio dei tassi da parte della Federal Reserve, che mercoledì prossimo terrà la sua consueta riunione. Sul biglietto verde gravano anche le incertezze macroeconomiche dell’economia a stelle e strisce, su cui ormai si è diffuso un notevole pessimismo. Sempre in settimana, infatti, dovrebbero arrivare aggiornamenti sul fronte del mercato immobiliare e del Pil, dove le prospettive sono orientate al deterioramento.
L’oro, infine, tocca il suo livello più alto degli ultimi 28 anni. Il metallo prezioso per eccellenza vede il suo prezzo gonfiato dagli investimenti alternativi dovuti alle incertezze economiche attuali. L’oro è infatti un bene rifugio, che si infiamma ogni volta che le prospettive sui mercati non sono delle migliori. In questo preciso momento storico, caratterizzato dall’evolversi di una crisi finanziaria scatenata da quella dei mutui subprime, i dubbi sull’andamento dell’economia statunitense si moltiplicano e quindi anche gli acquisti sull’oro.
Il fatto che le tre variabili macroeconomiche stiano macinando record su record non è affatto un buon segno per le economie mondiali, specialmente per quella europea. Escludendo il rialzo dell’oro, che serve soltanto a capire il momento difficile che molti operatori individuano sui mercati finanziari e sull’economia globale, euro forte e petrolio alle stelle stanno sicuramente complicando la situazione economica dell’Unione europea. La crescita del Vecchio Continente, già provata dal manco di liquidità provocato dalla crisi finanziaria legata ai mutui pericolosi, vede ora due altri problemi sempre più seri. L’espansione economica europea, debole fin dalla nascita, rischia seriamente di vedere le stesse sorti di quella statunitense, ormai sull’orlo della recessione.
Serve dunque agire rapidamente e non lasciare che gli intoccabili meccanismi dell’ultraliberismo ad oltranza riescano anche a compromettere con le loro speculazioni lo sviluppo della ricchezza di intere nazioni.

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