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Facinorosi e strumentalizzazioni

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Giovedì 8 Maggio 2008 – 16:04 – Jacopo Barbarito stampa
Facinorosi e strumentalizzazioni

L’indirizzo del quotidiano “Rinascita” non è mai stato, fortunatamente a mio avviso, rivolto alla quotidiana conta dei morti della guerra civile sotterranea che ogni giorno si consuma nel belpaese, dalle strade agli omicidi, dalle violenze di vario genere ai suicidi.
Tuttavia questo non ha mai fatto sì che noi ci astraessimo dalla realtà, in particolar modo quando questa riguarda la vita di tutti i giorni e vede delle strumentalizzazioni faziose e politiche assolutamente intollerabili. Da due giorni non si fa altro che parlare dell’omicidio a Verona di un ragazzo da parte di presunti “naziskin”, termine affibiato ai ragazzi veronesi coinvolti sulla base della loro simpatia verso il regime hitleriano, ottima occasione per rispolverare la solita retorica sull’odio razziale e le politiche di sterminio. Non è mancato neanche il collegamento con la violenza negli stadi ed il mondo ultras, dipinto - come la solita regia impone - solamente come un mondo di violenza, di esaltazione e di nostalgismi neri o - più raramente - rossi. Così i vari telegiornali si sono affaccendati nel mostrare graficamente ai telespettatori i monitoraggi del ministero dell’Interno sulle tifoserie italiane, dipingendo un quadro a tinte fosche, occupato da quasi 13.000 ultras “agguerritissimi”, dediti alla pianificazione di uno stato di guerriglia permanente, in particolar modo nel corso delle due prossime giornate del campionato di serie A. Esisterebbero dunque circa 102 gruppi, il 60% dei quali di estrema destra, che si dedicano a queste attività quasi a tempo pieno, riferendosi a passate ideologie e propagandandole in diversi modi. Gli assassini del ragazzo a Verona, secondo la televisione, avevano tutti i requisiti per essere inseriti in questo ben poco raccomandabile gruppo e così è iniziata la corsa alla demonizzazione personale ed ideale, cercando con ansia di ricondurre i ragazzi a qualche organizzazione politica. Il primo gruppo entrato nell’occhio del ciclone è stato il “Veneto Fronte Skinheads”, da qualche tempo vicino alla Fiamma Tricolore, ma ben presto si è pensato alla “neonazista” Forza Nuova, ipotesi anche questa accantonata per poi arrivare ad affermare che non facevano parte di nessuno di questi gruppi. Ma, nel frattempo, non si è sprecata l’occasione per lanciare un po’ di fango, tanto per gradire. Poi è iniziata la toto-delazione su questi ragazzi: violenti, deboli di carattere, traviati da ideologie perverse, e via discorrendo. La solita storia, insomma. Ma il punto non è questo. La gravità della situazione sta nel fatto che oggi si vuole cercare ad ogni costo una demonizzazione politica per ogni fatto di cronaca nera, ma solo se il colpevole finale è un “estremista” di destra o di sinistra. I media in generale sembra che vadano a nozze quando un iscritto ad un partito cosiddetto estremista - ora anche la Lega è diventata tale! - si macchia di un gesto che può costituire reato: sembra quasi che la gravità del fatto non stia tanto nel reato quanto nell’appartenza, o peggio ancora, della simpatia, per una determinata ideologia senza bollare i singoli elementi come facinorosi o semplicemente squilibrati. Si vuole ad ogni costo coinvolgere sempre un ambiente: da quello del tifo organizzato a quello politico. Come se fosse colpa di Marx o di Mussolini se un tizio che ha un poster in camera di uno di questi commette un reato! A questo punto potremmo dire che è colpa della Beretta se qualcuno uccide con le pistole da questa fabbricate! Perchè, invece, quando un marito uccide una moglie, non andiamo a vedere se questo aveva la tessera dell’UDC o se il suo mito era Madre Teresa di Calcutta? Perché quando un pover’uomo si impicca perchè costretto dai debiti del mutuo sulla prima casa non andiamo a dire che è colpa delle banche? Perchè quando ci sono grandi crack finanziari che coinvolgono i risparmi di migliaia di famiglie, non andiamo ad indagare su quali appoggi politici abbia contato il tale industriale? Perché non diciamo che - ipoteticamente parlando - il tale mafioso o spacciatore o qualche altor malvivente di sorta, era noto per votare Pd? Perchè dobbiamo sempre demonizzare i soliti noti, nella fattispecie i movimenti della cosiddetta destra identitaria se un ragazzo appena maggiorenne esaltato o frustrato picchia a morte un suo coetaneo? Io invito tutti gli uomini liberi, e credo che i nostri lettori lo siano, a non farsi imbambolare dalle storie montate ad arte dai media e dalle televisioni: perchè qualsiasi tragedia è in primo luogo una tragedia, affibbiarle altri pesi sarebbe davvero troppo. Un’ultima riflessione: perché, anzichè correre a cercare spiegazioni bicromatiche, non riflettiamo quale sia il rapporto, di matrice tutta sociologica, tra escalation di violenze connesse a certi tipologie di reati (da quelle negli stadi a quelle contro immigrati a quelle che non vediamo, come quelle sui minori o sulle donne) ed il sistema economico e politico in cui viviamo? In altre parole: ci troviamo in un sistema che dovrebbe garantirci tutto quello di cui abbiamo bisogno, a cominciare dal cibo al lavoro. Abbiamo un sistema politico definito “il migliore possibile”, abbiamo un sistema di interdipendenza economica, politica e militare che - ci dicono - è stata formulata per evitare la rinascita di ideologie pericolose e che dovrebbe ovattarci la vita nel classico stile del panem et circenses eppure tutto questo ha delle falle.
Iniziamo a ragionare sul perchè di tutto questo e su quali siano gli effetti di questo stato di cose sui cittadini, sul loro inconscio e sulle loro pulsioni. Dopo aver fatto questa operazione, verificate voi stessi se le risposte dei grandi “esperti” dei giorni nostri vi soddisfano, se vi sembrano esaustive sul tale problema e poi, spero, vi accorgerete che, in fine dei conti, non è tutto come sembra e che le spiegazioni più semplicistiche servono solamente a darla a bere a chi non vuol vedere.

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