inv RICERCA 
inv
inv
rinascita.Info librad :: italia
inv
inv
L'EUROPA, UNA VOLONTÀ UNICA, FORMIDABILE, CAPACE DI PERSEGUIRE UNO SCOPO PER MIGLIAIA DI ANNI. NIETZSCHE
inv
inv
inv
inv
PAGINA PRINCIPALE > ACCESSO :: LIBERO
inv
Analisi
inv

Vivere e abitare nelle città italiane

invia
Giovedì 8 Maggio 2008 – 15:54 – Nicola Piro - Berlino stampa
Vivere e abitare nelle città italiane


Lasciare l’Italia nelle mani delle associazioni partitiche non è da cittadini responsabili e, poi, l’idea è lungi da noi. Donde, in coerenza con quanto abbiamo annunciato immediatamente dopo il sommo responso elettorale, continueremo a proporre quanto secondo noi è possibile fare e che maggioranza e opposizione non intendono o non vogliono o non possono fare: individuare ambiti o opportunità di lavoro e, conseguentemente, delineare quei profili operativi di maestranze, di professionisti e di attori del terziario (semplice e avanzato) che, se sinergicamente coordinati, sono certamente in grado di fare da volano ad una economia stagnante.
Tra le infinite aree d’intervento, tre ci sembrano le più connotate e, pertanto, dotate di potenzialità oggettive solché si disponesse di capacità di lettura in termini politico-sociali: il binomio istruzione-formazione, la città (con tutte quelle sue trasformazioni già percepibili su macro-scala) e il bene “casa”, nelle sue offerte di alloggi (in affitto o in proprietà), case (monofamiliare, doppia, a schiera, a schiera “urbana”, ad atrio, etc.) e di immobili in genere che uno “Stato” previggente e solidale, edificato su solide e responsabili fondamenta politiche per cittadini critici e consapevoli del loro ruolo dirompente in caso di pacchiane disfunzioni, con le sue strutture, istituzioni e apparati funzionali dovrebbe fare oggetto di analisi, proposte e offerte.
Premettiamo, intanto, una considerazione di fondo come assioma ormai consolidato: il futuro dell’umanità è nella città. I dati statistici nei Paesi avanzati (l’Italia odierna non può, per le ragioni che brevemente esamineremo, essere annoverata tra questi) attestano che già nel 2007 vivevano più abitanti nella città che nei centri minori o nella campagna. Tendenza in crescendo. La prima domanda che ci poniamo è pertanto: come sarà possibile armonizzare crescita e densità degli spazi, da un lato, qualità della vita e sostenibilità, dall’altro? Cosa significano per lo sviluppo dei quartieri residenziali nuovi stili di vita e mutamenti demografici? Quali sono le sfide che devono affrontare Comuni, pianificatori, architetti, mercati immobiliari e cittadini?
Questi ed altri aspetti del vivere e dell’abitare nella città costituiscono da qualche tempo un ambito di serrato dibattito da noi, in Germania, che vede in primo piano la macchina organizzativa delle Istituzioni democratiche e degli Ordini professionali. Perspektive “Stadt“: Ein Podium zur urbanen Entwicklung (Prospettiva “Città“: un dibattito sullo sviluppo urbano), è l’oggetto di uno dei tanti incontri organizzati dall’Haus der Gegenwart (La Casa del Presente), Georg-Kerschensteiner-Strasse 55, 81829 Muenchen, che si è tenuto l’8 maggio ultimo scorso alle ore 19:30, al quale hanno partecipato: Elisabeth Merk, consigliere per l’Edilizia della città di Monaco; Hermann Stegschuster, direttore di “Progetto, Sviluppo & Architettura” del Gruppo Immobiliare “Edilizia Bavarese”; Architekt, Mainhard von Gerkan, dello studio gmp von Gergan, Marg und Partner di Amburgo. Moderatrice: Ursula Ammermann, responsabile del forum per le questioni dello Sviluppo di Monaco di Baviera.
Un articolo di stampa, disinformante e superficiale, pubblicato sul Corriere della Sera del 2 maggio scorso dal titolo: Caro affitti, Roma batte Milano, dà la misura dell’assenza di professionalità dilagante nel settore immobiliare italiano italiano, prateria immensa di pascolo abusivo di immobiliaristi d’avventura, palazzinari senza coscienza e architetti appiattiti su un operare senza mordente in un Paese, l’Italia, che si appresta a celebrare la sua ennesima sagra post elettorale con un premier in pectore a fare giravolte su 360° e i residui di una sinistra squinternata più protesa ad interrogare oracoli sulla recente disfatta che a darsi un habitus di compattezza e unitarietà.
Sul “caro affitto”, Rinascita e la Sinistra Nazionale intervengono con puntualità e, speriamo, con adeguate argomentazioni per sottolineare ancora una volta l’abbandono della famiglia italiana ad un destino fatto di solitudine, di avvilimento, d’impotenza (sino ad un certo punto!) e di rassegnazione. Nella “fogna” della Milano della signora Moratti, del premier in pectore, di An e della Lega, 920 euro al mese (senza costi di riscaldamento) di affitto per un bilocale arredato! Prima domanda: perché arredato, cosa s’intende per arredamento, chi “impone” simili bestiali offerte e cosa fanno le istituzioni comunali? Seconda domanda: quali dimensioni medie in mq di superficie (non numero di vani!) deve avere un bilocale e se si tratta di immobile di prima locazione o già è stato locato una prima volta? Terza domanda: esiste una associazione nazionale dei locatari in grado di far sentire la voce di coloro che cercano casa?
Inoltre: a chi interessa il fatto che nella classifica mondiale del “caro mattone” Roma (che guadagna cinque posizioni, raggiungendo il 29esimo posto) batte Milano (stabile al 42esimo) ? Siamo in presenza di una gara al “fotticompagno” sponsorizzata dalla Camera di Commercio di Milano e dalla Borsa Immobiliare o siamo in un Paese civile? Senza la necessità d’incomodare il mercato immobiliare internazionale (Tokyo, New York, Tianjin, Londra, Parigi e Mosca) che non serve alla famiglia italiana, proponiamo al lettore qualche recente dato sul barometro del mercato immobiliare (il più rappresentativo della Germania) di Monaco di Baviera secondo la statistica relativa agli anni 1995- 2007 per unità di superficie: cioè mq.
Appartamenti di prima locazione suddivisi in 5 classi da: (1) 20-40 mq; (2) 40-60 mq; (3) 60-80 m2; (4) 80-100 mq; (5) oltre 100 mq. Assunto come esempio un bilocale di 45 mq, classe (1), il canone di affitto nel 1995 era di 12, 01 €/mq, mensile = 540,45 euro. Nel 2007 è stato di 12, 36 €/mq, mensile = 556, 20 euro.
Per un appartamento della classe (5), oltre 100 mq, nel 1995 il canone di affitto era di 10, 93 €/mq; nel 2007, 12, 70 €/mq. Nelle 4 zone più centrali di Monaco i canoni di affitto per appartamenti già locati una prima volta alla fine del del 2007 erano: classe (1), 12, 87 €/mq; classe (5), 11.95 €/mq. Come nel primo caso locazione senza costi di riscaldamento e al netto di IVA.
La domanda che ora poniamo, da Bolzano a Capo Passero, gridandola ad alta voce è: qual è la famiglia normale italiana dell’anno LXIII dell’era “repubblicona” che per un trilocale arredato può pagare 1.350 euro al mese (mercato degli affitti di Roma) contro i 1.200 euro di Milano, mentre per un quadrilocale non arredato si arriva a 1.800 euro nella Capitale contro 1.350 euro del capoluogo lombardo… Milano, da parte sua, supera Roma negli appartamenti di piccole superfici con bilocali arredati che costano mediamente 120 euro in più a 920 euro.
Scrivere che nel Belpaese ogni cittadino onesto o ogni lavoratore virtuoso si trova in un uno stato permanente di rapina a mano armata da parte di un sistema politico parassitario, è poco esaltante per una classe politica della quale vengono denunciate inefficienza, irresponsabilità e impreparazione. È sufficiente già passare in tassegna gli elenchi dei parlamentari eletti alla Camera e al Senato per avere un quadro esaustivo dell’horror vacui che si nasconde dietro quella filastrocca di titoli fatti di lauree in giurisprudenza, scienze politiche, filosofia e di professioni condite di giornalismo.
“Supra a guaddira ‘u cravunchiu”, sopra l’ernia il foruncolo, recita un detto della mia Sicilia… cioè: come se non bastassero i guai, ecco correre in aiuto le pene. In ogni caso ci sorregge il conforto che a nulla sono valse la vittoria di Pirro del premier in pectore e dei suoi legionari e la caporetto di Veltroni e di tutta la Sinistra italiana, per cui, come nelle di lotterie popolari in occasione della festa del patrono: avanti, signore e signori… nuovo giro e nuovo vincitore!
Avevamo pensato che con l’istituzione di nuovi dicasteri come quello della “Programmazione”, della “Cultura e Turismo” e del “Traffico, l’Edilizia, lo Sviluppo e la Pianificazione urbana”, fosse stato possibile mettere in moto un motore “turbo” della “NOI” (Nuova Officina Italia). Macché! Invece ci troviamo tra… un nuovo “ambasciatore” di zecca (che “non porta pena”) o la “eccellenza” per la diffusione nel mondo di un made in Italy incapace di scendere dalla turris eburnea di un design pseudo elitario per introdursi nel mondo dei molteplici bisogni della società: un lettino da ospedale, una carrozzella per portatore di handicap, una maniglia di porta per una casa per anziani, posate per malati spastici, accessori per la cucina e per la casa, in genere, etc.
Invece di andare alla ricerca di fonti di lavoro alternative e di nuovi profili professionali (come avviene in Germania), vedremo in giro Luca conte Cordero di Montezemolo, ex presidente di Confindustria, presidente della Fiat (voluntas agnorum) e della Ferrari, divulgare nel mondo una presunta "unicità" di mille prodotti che altri Paesi (Svizzera, Austria, Germania, Paesi Scandinavi, etc.) inventano e producono, forse in maniera più eccellente ed a costi più umani.
E così il discorso si potrebbe estendere alla città, alla cultura urbana, al recupero "sociale" delle periferie sino al "diritto alla proprietà" della casa, etc. Ma per oggi basta… anche perché il romanzo è a puntate.

inv
inv archivio :: abbonati :: inv
inv invinv^ inv
inv
In Primo Piano :: libero
continua :: libero ::
inv
Gli ultimi 5 titoli :: libero
prima pagina ::
inv
Gli ultimi 5 titoli :: abbonati
  • Prossimamente
continua :: abbonati ::
inv inv inv
inv
inv
© rinascita soc. coop. ed. a r.l. - 2002–'07
inv
inv invinv
inv
inv
inv